"Tempesta": una nuova Eneide per i "Teatri di pietra" al Parco Archeologico urbano di Caltanissetta
Una "tempesta" di emozioni che coinvolgono gli spettatori trasportandoli simbolicamente su quelle carrette del mare, immersi nel buio, in balia delle onde, dove gli attimi diventano l’eternità.
Memorie di una vita vissuta mai abbastanza, interrotta dalla tempesta di ricordi che si mischiano inutilmente alle speranze. Un futuro negato. Il respiro silente del mare è filo conduttore di "Tempesta": uno spettacolo teatrale tratto dall’Eneide di Virgilio con la drammaturgia di Sebastiano Tringali, regia e coreografia di Aurelio Gatti e con Carlotta Bruni, Rosa Merlino, Paola Saribas e Sebastiano Tringali .
La via del mare, la via della speranza, il nubifragio, la costa che è ancora lontana, la morte. Ritrovare parallelismi, non lontani, tra poesia con la cronaca e l'attualità, non stupisce. Così anche nel viaggio di un grande classico come l’Eneide, ci si incontra col tema dell'immigrazione: un gruppo di pagani che sfuggono da un'invasione vera e propria (la guerra dei Greci contro Troia), perpetrata con violenze di ogni genere fino ad operare una vera e propria sostituzione etnica.
Memorie di una vita vissuta mai abbastanza, interrotta dalla tempesta di ricordi che si mischiano inutilmente alle speranze. Un futuro negato. Il respiro silente del mare è filo conduttore di "Tempesta": uno spettacolo teatrale tratto dall’Eneide di Virgilio con la drammaturgia di Sebastiano Tringali, regia e coreografia di Aurelio Gatti e con Carlotta Bruni, Rosa Merlino, Paola Saribas e Sebastiano Tringali .
La via del mare, la via della speranza, il nubifragio, la costa che è ancora lontana, la morte. Ritrovare parallelismi, non lontani, tra poesia con la cronaca e l'attualità, non stupisce. Così anche nel viaggio di un grande classico come l’Eneide, ci si incontra col tema dell'immigrazione: un gruppo di pagani che sfuggono da un'invasione vera e propria (la guerra dei Greci contro Troia), perpetrata con violenze di ogni genere fino ad operare una vera e propria sostituzione etnica.














