Il "Between Festival" riparte dai giovani: un'officina culturale nel cuore della Sicilia
Dall'1 al 5 luglio, tra il Parco Archeologico di Morgantina e la Villa Romana del Casale, il "Between Festival" trasforma la Sicilia in un laboratorio di inclusione
«Le identità plurali e le diversità non solo possono convivere, ma sono una ricchezza. Le differenze non sono un pericolo e non devono generare paura, lotte o guerre: il senso profondo del "between" è proprio questo, una spinta netta contro l'omologazione». Con queste parole appassionate Roberto Grossi, ideatore e co-direttore artistico del Between Music&Arts Festival 2026, presenta una manifestazione che si muove nel cuore della Sicilia dall'1 al 5 luglio 2026 per ridisegnare il concetto stesso di incontro culturale.
Saranno giornate intense di concerti, performance, mostre, proiezioni, talk e laboratori, che animeranno i meravigliosi luoghi del sito Unesco Parco Archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale e dei quattro comuni che ne fanno parte: Piazza Armerina, Aidone, Mazzarino e Pietraperzia.
Non si tratta di una semplice vetrina per raccogliere proposte artistiche. Il festival nasce come un soggetto produttore di cultura, un'officina in cui la musica e l'arte non sono il punto d'arrivo, ma uno strumento emotivo capace di unire e generare una visione inedita e condivisa con il pubblico.
L'avventura ha preso forma cinque anni fa a Piazza Armerina, un luogo lontano dai grandi circuiti tradizionali dello spettacolo, un territorio splendido che ha vissuto la dispersione dei suoi giovani e che oggi ritrova centralità e riscatto internazionale.
Il festival, cresciuto nel tempo fino a diventare un appuntamento interdisciplinare, trae ispirazione proprio dalla storia millenaria dell'isola. Il legame con la Villa Romana del Casale si esprime fin nei dettagli simbolici: l'immagine guida del festival riprende il celebre mosaico delle donne in bikini colte nell'atto di scambiarsi una palla.
Quello scambio è il cuore del "between", il rifiuto di un'individualità esasperata in cui i ragazzi rischiano di sprofondare isolandosi dietro gli schermi dei cellulari, per riscoprire invece l'arte come educazione alla convivenza, esattamente come accadde nel IV secolo, quando quelle straordinarie meraviglie archeologiche furono realizzate da maestranze artistiche provenienti dal Nord Africa.
Ogni edizione si sviluppa attorno a precise parole chiave, e per il 2026 la scelta è caduta sul binomio "Confini-Insieme". Tutto il programma si muove lungo questo solco tematico (clicca qui per leggere il programma completo).
Ad inaugurare il festival mercoledì 1 luglio alla Villa Romana del Casale ci sono Danilo Rea e Luciano Biondini con il concerto “La Grande Musica Italiana Oltre i Confini”, un viaggio in cui il pianoforte e la fisarmonica dimostreranno come le arie d'opera e le canzoni di Modugno, Mina o Gino Paoli abbiano saputo varcare ogni barriera geografica.
Il superamento dei confini si fa tangibile anche giovedì 2 luglio con la mostra “Ti sento e ti vedo” dell'artista russo-armena Bela Pogosian presso l'ex convento di Sant'Anna: un'autrice che non può muoversi fisicamente ma che sarà presente con l'urgenza espressiva delle sue opere realizzate su frammenti di carta. La stessa sera, Piazza Duomo ospiterà “Ponti Sonori”, l'incontro musicale tra la world music degli Horai e l'oud del musicista palestinese Tamer Al-Sahouri.
Il programma prosegue con appuntamenti suggestivi e carichi di misticismo, come la performance all'alba di venerdì 3 luglio nell'area archeologica di Sofiana a Mazzarino con i giovani musicisti del Campus, seguita la sera dal concerto “Mediterranean Mosaik” di Ziad Trabelsi & Carthage Mosaik Band in Piazza Duomo a Piazza Armerina. Il festival tocca anche il rapporto ancestrale tra l'uomo e la natura, richiamando il mito di Demetra e della Venere di Morgantina custodita ad Aidone.
Sabato 4 luglio, presso l'azienda agricola di Licia Guccione a Mazzarino, prende vita il progetto “Arte e Natura nelle terre del Mediterraneo”, realizzato con Confagricoltura Donna Sicilia. Nella stessa giornata verrà approfondito "The Human Bridge", l'iniziativa di Solveig Cogliani che prevede la collocazione di sculture ecocompatibili a quindici metri di profondità nei fondali di Lampedusa per costruire un museo sottomarino, simbolo di un Mediterraneo che vuole tornare a essere luogo di pace.
La serata del 4 luglio si sposta poi nel giardino pensile del Museo Archeologico di Aidone con l'intenso concerto "Parientes" in cui gli argentini Javier Girotto e Natalio Mangalavite incontrano la voce di Peppe Servillo per un dialogo musicale capace di attraversare generi e confini.
Grande rilievo assume quest'anno la collaborazione con Gibellina, prima Capitale italiana dell'Arte Contemporanea 2026. Il Cretto di Burri e la ricostruzione di una città distrutta dal terremoto sono l'emblema di come la contemporaneità possa ricucire le fratture del passato e rigenerare un territorio. Questo legame profondissimo viene celebrato domenica 5 luglio a Palazzo Trigona con un talk dedicato al "Progetto Gibellina" con Andrea Cusumano, Laura Barreca e Claudio Gulli.
La forza della contemporaneità per Grossi non è "una lampadina appesa tra le nuvole", ma un insieme di punti che uniscono il passato al presente per immaginare un futuro migliore, investendo direttamente sui ragazzi. Il vero motore del festival è infatti il Campus internazionale, una residenza laboratorio che si tiene nell'ex convento abbandonato di Sant'Anna a Piazza Armerina, restituito alla vita dall'energia dei giovani provenienti da diversi paesi europei e nordafricani.
«I giovani sanno esprimere attraverso l'arte, la purezza fuori dai vincoli e dagli schemi della società», spiega Grossi, descrivendo il miracolo di ragazzi che, pur parlando lingue diverse, riescono a lavorare insieme per dieci giorni, creando una comunità che dura nel tempo e che rappresenta l'arma più potente e concreta contro la guerra. I partecipanti del Campus Cinema avranno a disposizione 50 ore per girare sul territorio i cortometraggi del "Between 50h Film Contest", mentre i musicisti lavoreranno nel “Between Songwriting Camp” guidati da tutor d'eccezione.
Tutti i fili del festival si annoderanno nella grande serata conclusiva di domenica 5 luglio in Piazza Duomo, intitolata "L'energia dei giovani nell'arte". Ad aprire l'evento è l'orchestra residente del festival, MusicaInsieme a Librino, un progetto sociale che accoglie bambini strappati al degrado delle periferie catanesi. Quest'anno l'orchestra si esibirà insieme al coro delle mani bianche, composto da bambini sordomuti.
«Cosa c'è di più grande dell'inclusione di questo? Bambini che non ascoltano e non parlano che fanno musica: questo è il simbolo concreto di come attraverso l'arte ci possa essere la più grande esperienza di inclusione che un umano possa vivere», conclude l'ideatore. L'orchestra dialoga sul palco con la giovane cantautrice Francesca Feci, prima di lasciare spazio alla proiezione dei cortometraggi e al concerto finale del Campus. Le canzoni che chiudono il festival sono una storia ancora non scritta: i ragazzi le comporranno durante la settimana di residenza e nessuno sa quali saranno.
È questa l'essenza magica del Between Festival, un evento interamente gratuito che non vende intrattenimento, ma regala l'emozione profonda di guardare i giovani mentre costruiscono, nota dopo nota, i cittadini del mondo di domani.
Saranno giornate intense di concerti, performance, mostre, proiezioni, talk e laboratori, che animeranno i meravigliosi luoghi del sito Unesco Parco Archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale e dei quattro comuni che ne fanno parte: Piazza Armerina, Aidone, Mazzarino e Pietraperzia.
Non si tratta di una semplice vetrina per raccogliere proposte artistiche. Il festival nasce come un soggetto produttore di cultura, un'officina in cui la musica e l'arte non sono il punto d'arrivo, ma uno strumento emotivo capace di unire e generare una visione inedita e condivisa con il pubblico.
L'avventura ha preso forma cinque anni fa a Piazza Armerina, un luogo lontano dai grandi circuiti tradizionali dello spettacolo, un territorio splendido che ha vissuto la dispersione dei suoi giovani e che oggi ritrova centralità e riscatto internazionale.
Il festival, cresciuto nel tempo fino a diventare un appuntamento interdisciplinare, trae ispirazione proprio dalla storia millenaria dell'isola. Il legame con la Villa Romana del Casale si esprime fin nei dettagli simbolici: l'immagine guida del festival riprende il celebre mosaico delle donne in bikini colte nell'atto di scambiarsi una palla.
Quello scambio è il cuore del "between", il rifiuto di un'individualità esasperata in cui i ragazzi rischiano di sprofondare isolandosi dietro gli schermi dei cellulari, per riscoprire invece l'arte come educazione alla convivenza, esattamente come accadde nel IV secolo, quando quelle straordinarie meraviglie archeologiche furono realizzate da maestranze artistiche provenienti dal Nord Africa.
Ogni edizione si sviluppa attorno a precise parole chiave, e per il 2026 la scelta è caduta sul binomio "Confini-Insieme". Tutto il programma si muove lungo questo solco tematico (clicca qui per leggere il programma completo).
Ad inaugurare il festival mercoledì 1 luglio alla Villa Romana del Casale ci sono Danilo Rea e Luciano Biondini con il concerto “La Grande Musica Italiana Oltre i Confini”, un viaggio in cui il pianoforte e la fisarmonica dimostreranno come le arie d'opera e le canzoni di Modugno, Mina o Gino Paoli abbiano saputo varcare ogni barriera geografica.
Il superamento dei confini si fa tangibile anche giovedì 2 luglio con la mostra “Ti sento e ti vedo” dell'artista russo-armena Bela Pogosian presso l'ex convento di Sant'Anna: un'autrice che non può muoversi fisicamente ma che sarà presente con l'urgenza espressiva delle sue opere realizzate su frammenti di carta. La stessa sera, Piazza Duomo ospiterà “Ponti Sonori”, l'incontro musicale tra la world music degli Horai e l'oud del musicista palestinese Tamer Al-Sahouri.
Il programma prosegue con appuntamenti suggestivi e carichi di misticismo, come la performance all'alba di venerdì 3 luglio nell'area archeologica di Sofiana a Mazzarino con i giovani musicisti del Campus, seguita la sera dal concerto “Mediterranean Mosaik” di Ziad Trabelsi & Carthage Mosaik Band in Piazza Duomo a Piazza Armerina. Il festival tocca anche il rapporto ancestrale tra l'uomo e la natura, richiamando il mito di Demetra e della Venere di Morgantina custodita ad Aidone.
Sabato 4 luglio, presso l'azienda agricola di Licia Guccione a Mazzarino, prende vita il progetto “Arte e Natura nelle terre del Mediterraneo”, realizzato con Confagricoltura Donna Sicilia. Nella stessa giornata verrà approfondito "The Human Bridge", l'iniziativa di Solveig Cogliani che prevede la collocazione di sculture ecocompatibili a quindici metri di profondità nei fondali di Lampedusa per costruire un museo sottomarino, simbolo di un Mediterraneo che vuole tornare a essere luogo di pace.
La serata del 4 luglio si sposta poi nel giardino pensile del Museo Archeologico di Aidone con l'intenso concerto "Parientes" in cui gli argentini Javier Girotto e Natalio Mangalavite incontrano la voce di Peppe Servillo per un dialogo musicale capace di attraversare generi e confini.
Grande rilievo assume quest'anno la collaborazione con Gibellina, prima Capitale italiana dell'Arte Contemporanea 2026. Il Cretto di Burri e la ricostruzione di una città distrutta dal terremoto sono l'emblema di come la contemporaneità possa ricucire le fratture del passato e rigenerare un territorio. Questo legame profondissimo viene celebrato domenica 5 luglio a Palazzo Trigona con un talk dedicato al "Progetto Gibellina" con Andrea Cusumano, Laura Barreca e Claudio Gulli.
La forza della contemporaneità per Grossi non è "una lampadina appesa tra le nuvole", ma un insieme di punti che uniscono il passato al presente per immaginare un futuro migliore, investendo direttamente sui ragazzi. Il vero motore del festival è infatti il Campus internazionale, una residenza laboratorio che si tiene nell'ex convento abbandonato di Sant'Anna a Piazza Armerina, restituito alla vita dall'energia dei giovani provenienti da diversi paesi europei e nordafricani.
«I giovani sanno esprimere attraverso l'arte, la purezza fuori dai vincoli e dagli schemi della società», spiega Grossi, descrivendo il miracolo di ragazzi che, pur parlando lingue diverse, riescono a lavorare insieme per dieci giorni, creando una comunità che dura nel tempo e che rappresenta l'arma più potente e concreta contro la guerra. I partecipanti del Campus Cinema avranno a disposizione 50 ore per girare sul territorio i cortometraggi del "Between 50h Film Contest", mentre i musicisti lavoreranno nel “Between Songwriting Camp” guidati da tutor d'eccezione.
Tutti i fili del festival si annoderanno nella grande serata conclusiva di domenica 5 luglio in Piazza Duomo, intitolata "L'energia dei giovani nell'arte". Ad aprire l'evento è l'orchestra residente del festival, MusicaInsieme a Librino, un progetto sociale che accoglie bambini strappati al degrado delle periferie catanesi. Quest'anno l'orchestra si esibirà insieme al coro delle mani bianche, composto da bambini sordomuti.
«Cosa c'è di più grande dell'inclusione di questo? Bambini che non ascoltano e non parlano che fanno musica: questo è il simbolo concreto di come attraverso l'arte ci possa essere la più grande esperienza di inclusione che un umano possa vivere», conclude l'ideatore. L'orchestra dialoga sul palco con la giovane cantautrice Francesca Feci, prima di lasciare spazio alla proiezione dei cortometraggi e al concerto finale del Campus. Le canzoni che chiudono il festival sono una storia ancora non scritta: i ragazzi le comporranno durante la settimana di residenza e nessuno sa quali saranno.
È questa l'essenza magica del Between Festival, un evento interamente gratuito che non vende intrattenimento, ma regala l'emozione profonda di guardare i giovani mentre costruiscono, nota dopo nota, i cittadini del mondo di domani.
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
|
LEGGI ANCHE
-
ARTE E ARCHITETTURA
A Palermo "appare" la Rosalìa: un nuovo murale illumina un quartiere della città
di Alice Marchese










Seguici su Facebook
Seguici su Instagram
Iscriviti al canale TikTok
Iscriviti al canale Whatsapp
Iscriviti al canale Telegram




