Territori sconosciuti nella personale "Da Eolo a Sirio": le esplorazioni del pittore Angelo Savasta
I saloni espositivi del Teatro Vittorio Emanuele ospitano la personale del pittore Angelo Savasta dal titolo "Da Eolo a Sirio", curata da Giuseppe La Motta nell’ambito del progetto "l’Opera al Centro", fruibile dal 30 novembre all’11 dicembre.
Angelo Savasta ha il profilo ulissiaco dell’eterno viaggiatore. Un irrequieto giovanile entusiasmo lo anima mentre racconta delle sue molte passioni e polarizza i temi della sua ricerca: dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo.
Territori sconosciuti che Savasta esplora con la consueta curiosità verso i mostri ciclopici, guardiani delle dimensioni atomiche. Allora diventa evidente che non cerca Itaca del buon riposo, la sua arte è un abbandono definitivo al movimento del viaggio in tutte le possibili direzioni.
L’artista non sembra stancarsi mai della sua creatività, guardando sempre oltre, porta lo spettatore in una parabola cosmica che custodisce il senso della vita.
Angelo Savasta ha il profilo ulissiaco dell’eterno viaggiatore. Un irrequieto giovanile entusiasmo lo anima mentre racconta delle sue molte passioni e polarizza i temi della sua ricerca: dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo.
Territori sconosciuti che Savasta esplora con la consueta curiosità verso i mostri ciclopici, guardiani delle dimensioni atomiche. Allora diventa evidente che non cerca Itaca del buon riposo, la sua arte è un abbandono definitivo al movimento del viaggio in tutte le possibili direzioni.
L’artista non sembra stancarsi mai della sua creatività, guardando sempre oltre, porta lo spettatore in una parabola cosmica che custodisce il senso della vita.
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