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Tre donne per un canto alla vita: Pamela Villoresi inaugura la stagione del Biondo con Frida Khalo

  • Quasi eroi
  • Teatro Biondo - Palermo
  • Dal 21 ottobre all'8 novembre 2020 (evento rinviato a data da destinarsi)
  • 21.00 (21, 23, 24, 27, 30 ottobre; 3, 6 e 7 novembre); 17.30 (22, 25, 28 e 29 ottobre; 1, 4, 5 e 8 novembre); 19.00 (31 ottobre)
  • Da 10 a 32 euro (intero), da 8 a 29 euro (ridotto), da 5 a 14 euro (studenti)
  • Biglietti acquistabili fino a esaurimento posti solo su prenotazione telefonica ai numeri: 091 7738149, 091 7434301, 091 7434323
Balarm
La redazione

Pamela Villoresi è Frida Kahlo in "Viva la Vida"

In ottemperanza al DPCM del 24 ottobre 2020 del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro della Salute, relativo alle “Misure urgenti per il contenimento del contagio da COVID-19 sull’intero territorio nazionale”, e a tutela della salute degli spettatori, vengono sospesi gli spettacoli in programma da lunedì 26 ottobre a martedì 24 novembre 2020.

Uno spettacolo intimo e innovativo che racconta una Frida Kahlo intima e contemporanea, liberamente tratto dal romanzo di Pino Cacucci. 

"Viva la vida" debutta per la nuova stagione del teatro Biondo di Palermo e vede protagonista la direttrice artistica Pamela Villoresi in un innovativo progetto di Gigi Di Luca, che ne cura anche adattamento e regia.

Pamela Villoresi interpreta il ruolo dell'artista mentre la body painter le dipinge sul corpo nudo i segni dell'arte di Frida, sulle note di Chavela Vargas, portando in scena l'ultimo atto della sua esistenza, un ultimo viaggio fatto di pensieri, immagini e ricordi che si muovono in un'atmosfera onirica. Il lento abbandono di un'artista arrivata al capolinea, che sta finalmente per liberarsi dalla sua prigionia di sofferenza.



Una Frida intima e contemporanea che prende vita in compagnia di altre due figure femminili: Veronica Bottigliero, una body painter che le dipinge sul corpo nudo i segni dell’arte e che rappresenta la Pelona, maschera simbolica della morte, e Lavinia Mancusi, che interpreta la cantante Chavela Vargas, ultima amante dell’artista.

Animata dal fuoco dell’amore per Diego, per le donne, per l’arte, per le radici della propria terra, per la sua stessa vita, vissuta voracemente nonostante la fragilità della sua condizione fisica, Frida si mette a nudo, ripercorre l’esistenza travagliata, trascorsa in bilico tra vita e morte.

Ormai stanca ed annientata dalla sofferenza, si prepara ad affrontare il suo ultimo viaggio, lasciandosi trasportare in un’atmosfera onirica, nella quale proietta immagini e ricordi. È la Pelona, la morte, ad assistere Frida in questo lento abbandono, che la libera dalla gabbia di un corpo deteriorato e le restituisce la vita come opera d’arte, attraverso la creazione del mito.

È nella cantante Chavela Vargas, espressione di sensualità e trasgressione, che Frida trova sollievo dal tormento interiore, attraverso momenti di serenità e di intimità. Simbolo della rivoluzione culturale di quel tempo, Chavela canta Frida e per Frida, canta il Messico di quegli anni, in cui il movimento culturale femminile ha fatto si che l’arte stessa fosse rivoluzione, dandole un nuovo volto, rivendicando l’appartenenza e l’identità del passato.

Tre donne in scena, per un canto alla vita, un urlo di amore e di libertà.

«Viva la vida è un omaggio a Frida Khalo – afferma Pamela Villoresi – è una sorta di inventario della sua vita e della sua arte. Il testo di Gigi Di Luca, tratto dal romanzo di Cacucci, racconta il suo ultimo rapporto d’amore, quello con la cantautrice Chavela Vargas. Dalle parole e dalle vite esemplari di queste due donne, che hanno imposto al mondo il rispetto per ciò che erano e per quello che facevano, scaturisce una forza straordinaria, la capacità di trasformare una situazione di svantaggio e di dolore in un’occasione di vita».

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