Un docufilm e un libro per raccontare "Cosmogonia mediterranea" di Domenico Pellegrino a Palermo
Dopo l’allestimento alla Biennale – dove Domenico Pellegrino è stato l’unico artista siciliano invitato - è tornata virtualmente a casa la sua “Cosmogonia Mediterranea”, l’isola di luminarie che è rimasta sul fondo del mare dinanzi a Lampedusa, ma che prima ha viaggiato per il Mediterraneo, toccando musei e luoghi d’arte, portando con sé un messaggio di tolleranza e respiro.
Da questo viaggio e da questo progetto è nato il libro d’arte che sarà presentato al Teatro Garibaldi con il video di un allestimento precedente, costruito per la prima edizione di BAM – Biennale del Mediterraneo.
Saranno presenti Valeria Li Vigni, ex direttore di RISO, oggi alla Soprintendenza del Mare; il critico Aurelio Pes, il presidente di Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore, Andrea Cusumano, direttore artistico di BAM, Salvo Emma dell’ufficio di Gabinetto dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali. Era il febbraio 2017, Palermo ospitava la prima edizione di BAM e Domenico Pellegrino poggiava in acqua la sua “Cosmogonia Mediterranea”, cuore di un’installazione acquatica immaginata per raccontare l’intero Mare Nostrum.
Un’isola-faro, la Sicilia, collocata al centro di 22 opere galleggianti che per due settimane si sono accese, al tramonto, nello specchio d’acqua del porticciolo di Sant’Erasmo, a Palermo. Da allora molto è cambiato: il porticciolo stesso è rinato, riconsegnato alla comunità dopo il restauro; la Cosmogonia è tornata un’installazione “single”, ha viaggiato ed è giunta a Venezia per affiancare “I’m The Island” opera concepita esclusivamente per la Biennale d’arte.
Fino all’8 dicembre Palermo ospita la seconda edizione di BAM: e in questo ambito viene presentato il docufilm – regia di Gabriella D’Agostino - che racconta la prima installazione a Sant’Erasmo e il libro d’arte/racconto, pubblicato da Serradifalco Edizioni, che segue il percorso di Cosmogonia Mediterranea nel suo lungo viaggio di pace. Al suo interno, con un vero reportage fotografico, la prefazione di Sebastiano Tusa, i testi di Raffaele Bonsignore, Andrea Cusumano, Enzo Fiammetta, Aurelio Pes, Alba Romano Pace.
Da questo viaggio e da questo progetto è nato il libro d’arte che sarà presentato al Teatro Garibaldi con il video di un allestimento precedente, costruito per la prima edizione di BAM – Biennale del Mediterraneo.
Saranno presenti Valeria Li Vigni, ex direttore di RISO, oggi alla Soprintendenza del Mare; il critico Aurelio Pes, il presidente di Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore, Andrea Cusumano, direttore artistico di BAM, Salvo Emma dell’ufficio di Gabinetto dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali. Era il febbraio 2017, Palermo ospitava la prima edizione di BAM e Domenico Pellegrino poggiava in acqua la sua “Cosmogonia Mediterranea”, cuore di un’installazione acquatica immaginata per raccontare l’intero Mare Nostrum.
Un’isola-faro, la Sicilia, collocata al centro di 22 opere galleggianti che per due settimane si sono accese, al tramonto, nello specchio d’acqua del porticciolo di Sant’Erasmo, a Palermo. Da allora molto è cambiato: il porticciolo stesso è rinato, riconsegnato alla comunità dopo il restauro; la Cosmogonia è tornata un’installazione “single”, ha viaggiato ed è giunta a Venezia per affiancare “I’m The Island” opera concepita esclusivamente per la Biennale d’arte.
Fino all’8 dicembre Palermo ospita la seconda edizione di BAM: e in questo ambito viene presentato il docufilm – regia di Gabriella D’Agostino - che racconta la prima installazione a Sant’Erasmo e il libro d’arte/racconto, pubblicato da Serradifalco Edizioni, che segue il percorso di Cosmogonia Mediterranea nel suo lungo viaggio di pace. Al suo interno, con un vero reportage fotografico, la prefazione di Sebastiano Tusa, i testi di Raffaele Bonsignore, Andrea Cusumano, Enzo Fiammetta, Aurelio Pes, Alba Romano Pace.














