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Una madonna laica dei giorni nostri: "In nome della madre" debutta al Teatro Biondo

  • Teatro Biondo - Palermo
  • Dall'1 al 12 dicembre (escluso lunedì 6) (evento concluso)
  • 21.00
  • 14 euro (intero), 12 euro (ridotto), 7 euro (studenti)
  • Biglietti acquistabili al botteghino del Teatro Biondo (da martedì a sabato, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00, domenica dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00). Info ai numeri 091 7434301 o 335 1611567 o via mail a promozionale@teatrobiondo.it
Balarm
La redazione

Galatea Ranzi in una scena de "In nome della madre"

Dopo l’anteprima andata in scena a Roma nell’ambito della prima edizione del “Festival di drammaturgia contemporanea”, lo spettacolo "In nome della madre" di Erri De Luca, con Galatea Ranzi e con la regia di Gianluca Barbadori, debutta l’1 dicembre alle ore 21.00 nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo, che lo produce in collaborazione con Ponte tra Culture e AMAT - Associazione Marchigiana Attività Teatrali.

In nome della madre, che replica a Palermo fino al 12 dicembre, è la storia, narrata in prima persona, di Miriàm, una ragazza della Galilea che ha una strana visione nella quale un angelo le annuncia che avrà un figlio e le profetizza per lui un destino di grandezza.

Subito dopo, la giovane scopre di essere incinta. Dopo qualche titubanza, decide di avvertire Iosef, il suo promesso sposo. Miriàm sa perfettamente che rischia di essere lapidata, ma rifiuta ogni menzogna, rivendicando il mistero della sua gravidanza e la sua assoluta buona fede.



Iosef, anche in seguito ad un sogno premonitore, decide che le nozze avranno luogo come previsto, sfidando i benpensanti di Nazaret e le leggi del tempo. Intanto, gli odiati occupanti romani organizzano un censimento e per i giovani sposi si prepara un viaggio, lungo e difficile, a pochi giorni dal parto.

Facendo ricorso al linguaggio semplice e terso della poesia, Erri De Luca racconta la gravidanza di Miriàm/Maria. Il Talmud, oltre un decennio di studi biblici e gli storici romani gli forniscono dati preziosi per dare alla sua storia uno sfondo credibile.

Ma non è un’urgenza storiografica, quello che muove De Luca, piuttosto, è il desiderio di raccontare «qualcosa che non c’è», una versione laica e poetica della nascita di Gesù.

"In nome della madre" è un testo pieno di Grazia, che commuove e fa riflettere credenti e laici. La messa in scena intende creare un intimo momento di incontro col pubblico.

Miriàm/Maria, donna oramai adulta che ha accettato con consapevolezza il destino di suo figlio, desidera condividere con noi la sua esperienza personale, senza fronzoli, invitandoci a ritrasmettere il suo messaggio di amore, coraggio e speranza.
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