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Una storia lunga 40 stagioni: il programma "speciale" delle Orestiadi di Gibellina 2021

  • Baglio di Stefano - Cretto di Burri - Gibellina (Tp) - Vedi mappa
  • Dal 9 luglio al 7 agosto 2021 (evento concluso)
  • Consulta il programma nell'articolo
  • 15 euro (intero), 10 euro (ridotto), 70 euro (abbonamento - esclusi spettacoli del 5 e 7 agosto). Per "Bestiale Commedia": 20 euro (intero), 15 euro (ridotto)
  • Biglietti disponibili dal 23 giugno. Biglietti acquistabili online sul sito di Fondazione Orestiadi. Info al numero 0924 67844 o all'email festival@orestiadi.it
Balarm
La redazione

Vinicio Capossela (foto di Marco Zanella)

Una storia lunga quaranta stagioni, tra teatro, arte e visioni. Dal 9 luglio al 7 agosto 2021, tornano le Orestiadi di Gibellina, che attraverso il loro intenso cammino hanno confermato, anno dopo anno, per 40 edizioni, il progetto di Ludovico Corrao per un territorio martoriato dal terremoto e rinato grazie ad una visione.

Le Orestiadi di Gibellina, anche quest’anno dirette da Alfio Scuderi, sono realizzate dalla Fondazione Orestiadi con il sostegno istituzionale dell’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana e il progetto speciale al Cretto di Burri grazie all’Assessorato ai Beni Culturali e dell’identità siciliana della Regione Sicilia.

L’obiettivo di questa edizione è rinnovare l’impegno sul territorio, celebrare la storia di un Festival contemporaneo e celebrare un importante traguardo, che all’inizio sembrava pura utopia, ma che nel corso degli anni ha trasformato la città di Gibellina nella città dell’arte contemporanea che è oggi, grazie al contributo di grandi registi, artisti, attori, scenografi che hanno creato le loro opere a Gibellina, per Gibellina.



«Abbiamo immaginato quest’anno un Festival "speciale" - spiega il direttore Alfio Scuderi -, un racconto che possa tracciare la storia delle Orestiadi e l’identità artistica della Città di Gibellina dopo la sua ristrutturazione urbanistica, partendo dalla ricostruzione culturale e guardando al futuro. Un Festival fatto di progetti speciali e inediti immaginati nei luoghi delle Orestiadi, grazie anche al coinvolgimento di alcuni artisti simbolo del Festival, attraverso i quali ripercorriamo la sua storia e il suo rapporto unico ed inscindibile con il territorio».

Il Festival parte proprio da “L’Orestea di Gibellina - Agamènnuni”, quel testo scritto da Emilio Isgrò, e che diede il nome alle Orestiadi - dall’Orestea di allora all’Orestea di oggi - (9 luglio), grazie alla lettura scenica di Vincenzo Pirrotta, con le musiche eseguite dal vivo da Alfio Antico.

Verrà raccontata una figura poetica della cultura popolare del mediterraneo, come Giufà, con il “Labortorio Giufà” (10 e 11 luglio) un progetto in due appuntamenti guidato da Francesca Corrao, composto dallo spettacolo inedito “Aspettando Giufà” di Claudia Puglisi e dalla performance narrativa di Ascanio Celestini.

Le Orestiadi racconteranno anche di quel particolarissimo rapporto tra arte visiva e teatro, idea di un’arte universale che a Gibellina ha trovato la sua casa, grazie ad un progetto teatrale in prima nazionale, immaginato per le Orestiadi, dedicato proprio alle muse femminili dell’arte “Pezzi da Museo” (17 luglio) di e con Silvia Ajelli, con la partecipazione straordinaria di Simona Marchini.

Il progetto teatrale intorno all’arte avrà un altro punto di forza nella proiezione della creazione video di Roberto Andò e Marco Betta “Il Quadro nero” con le parole di Andrea Camilleri, ispirata alla Vucciria di Renato Guttuso: l’arte a Gibellina prende vita e si racconta sulla scena.

L’impegno civile e sociale delle Orestiadi è sempre stato, e lo è ancora oggi, un’importante matrice del percorso artistico del Festival, che oggi continua anche in scena, attraverso “Mafia, singolare femminile” (18 luglio) con la regia di Enrico Stassi e fuori rassegna (19 luglio) “Io sono Emanuela Loi” con la regia di Alessio Piazza, per ricordare Paolo Borsellino.

Un’attenzione sempre importante è rivolta anche alle giovani generazioni, guardando al futuro con curiosità, per questa ragione si conferma anche quest’anno il premio under 35 #cittàlaboratorio, giunto alla sua quarta edizione, che si arricchisce della collaborazione con il Comune di Gibellina.

A partecipare in anteprima i due progetti vincitori di quest’anno: “My name is Patrick Zaki – 45 Days” (23 luglio) di Alessandro Lenzi e “Ezechiele 43/11 Italia” (24 luglio) di Salvatore Cannova.

Questa edizione vuole segnare anche un filo rosso con gli artisti che hanno scritto la storia del Festival. E in questa storia non poteva mancare un omaggio a Franco Scaldati, il debutto del suo storico “Totò e Vicè” (30 luglio) in una versione nuova e inedita con la regia di Giuseppe Cutino.

Chiudono il Festival due progetti speciali: nel centenario dalla nascita di Leonardo Sciascia, un progetto in collaborazione con il Ministero Beni Culturali, per raccontare Leonardo Sciascia e il suo importante rapporto con Gibellina, "La Sicilia, il suo cuore" (31 luglio): un video a cura di Dario Palermo, un’istallazione a cura di Umberto Cantone, una drammaturgia di Roberto Andò, da “La notte delle lucciole” di Sciascia, letta in scena da Claudio Gioè.

Parlando di ricorrenze culturali e di simboli di rinascita, non si poteva non ricordare l’incredibile opera di Dante nel settecentesimo anniversario dalla sua morte.

Nasce così “La Nuova Commedia” (5, 6 e 7 agosto) ovvero un percorso artistico inedito ispirato all’opera di Dante grazie a tre grandi artisti del nostro tempo.

Virgilio Sieni con PARADISE NOW#GIBELLINA, un viaggio performativo che si conclude nello spazio senza tempo della felicità; Sergio Rubini con La Vita Nuova, la prima opera di attribuzione certa di Dante Alighieri, che l’artista rilegge, racconta, reinterpreta; per chiudere con Vinicio Capossela e la sua Bestiale Comedìa, un viaggio tra parola e musica nell’opera dantesca, per ricordare e festeggiare Dante Alighieri al Cretto di Burri.

Per maggiori informazioni sugli spettacoli potete consultare il programma completo delle Orestiadi di Gibellina 2021.
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