"Le vie del Genio di Palermo": itinerario domenicale con Terradamare
Terradamare propone, domenica 4 giugno alle 16, un tour alla scoperta de "Le vie del Genio di Palermo". La passeggiata comincia dal Genio di piazza Rivoluzione o Genio del Molo o della Fieravecchia, che si trovava anticamente in una fontana del Molo Nuovo.
Altra rappresentazione ricca di fascino ed inusuale, proprio perché all’interno di una dimora privata, è il Genio che si trova all’interno di Palazzo Isnello, costruito alla fine del XVI secolo da Vincenzo Termine.
L'austera facciata settecentesca non rivela l'incanto dei saloni interni affrescati nella seconda metà del XVIII secolo. Qui, Vito D'Anna dipinse il soffitto del salone principale con l'apoteosi di Palermo con una delle rappresentazioni del Genio di Palermo, e negli altri salottini, tra stucchi rococò, troviamo le leggiadre figure allegoriche di Francesco Sozzi.
Percorrendo i vicoli della Vucciria, la successiva tappa è il Genio del Garraffo, detto in siciliano Palermu lu grandi (Palermo il grande) per distinguerlo da quello più piccolo di Palazzo Pretorio, realizzata da Pietro de Bonitate nel 1483.
Sorto nel quartiere denominato La Loggia, in una zona originariamente invasa dal mare, in una parte della città con un forte carattere mercantile e dove si insediarono le "nazioni estere": catalani, amalfitani, genovesi, veneziani, spostato dalla piazza del Garraffo, oggi in un’edicola quasi dirimpetto, alla chiesa di Sant’Eulalia dei Catalani.
Proprio il legame con il mare sarà l’ultimo tassello di questo racconto, poiché caratteristica fondamentale dell’evoluzione urbanistica e commerciale di questo tratto del Cassaro, terminando a piazzetta delle Dogane, dove un tempo vi era una delle Porte della città.
Il Genio di Palermo, altro nume tutelare della città, divinità barbuta che si trova in diversi punti della città, narra la storia di avvenimenti storici, di trasformazioni urbane e di connessioni culturali con le comunità presenti nella città.
Altra rappresentazione ricca di fascino ed inusuale, proprio perché all’interno di una dimora privata, è il Genio che si trova all’interno di Palazzo Isnello, costruito alla fine del XVI secolo da Vincenzo Termine.
L'austera facciata settecentesca non rivela l'incanto dei saloni interni affrescati nella seconda metà del XVIII secolo. Qui, Vito D'Anna dipinse il soffitto del salone principale con l'apoteosi di Palermo con una delle rappresentazioni del Genio di Palermo, e negli altri salottini, tra stucchi rococò, troviamo le leggiadre figure allegoriche di Francesco Sozzi.
Percorrendo i vicoli della Vucciria, la successiva tappa è il Genio del Garraffo, detto in siciliano Palermu lu grandi (Palermo il grande) per distinguerlo da quello più piccolo di Palazzo Pretorio, realizzata da Pietro de Bonitate nel 1483.
Sorto nel quartiere denominato La Loggia, in una zona originariamente invasa dal mare, in una parte della città con un forte carattere mercantile e dove si insediarono le "nazioni estere": catalani, amalfitani, genovesi, veneziani, spostato dalla piazza del Garraffo, oggi in un’edicola quasi dirimpetto, alla chiesa di Sant’Eulalia dei Catalani.
Proprio il legame con il mare sarà l’ultimo tassello di questo racconto, poiché caratteristica fondamentale dell’evoluzione urbanistica e commerciale di questo tratto del Cassaro, terminando a piazzetta delle Dogane, dove un tempo vi era una delle Porte della città.
Il Genio di Palermo, altro nume tutelare della città, divinità barbuta che si trova in diversi punti della città, narra la storia di avvenimenti storici, di trasformazioni urbane e di connessioni culturali con le comunità presenti nella città.














