"Vita, morte e miracoli di Camille Claudel": lo spettacolo di Domenico Bravo al Teatro Agricantus
Va in scena martedì 29 gennaio alle 21.30 al Teatro Agricantus, con la collaborazione dell'associazione Spazioscena, lo spettacolo "Vita, morte e miracoli di Camille Claudel", scritto e diretto da Domenico Bravo.
Lo spettacolo, inserito nella rassegna "Teatro da Kamera", è interpretato da Viviana Lombardo, con le musicahe di Domenico Bravo e le sculture di Rosaria Randazzo. La canzone "Ici c'est Paris" è cantata da Danila Laguardia.
Camille Claudel (1864-1943) per i contemporanei era il "monstrum", una rivolta della natura, una natura che attirava con la sua grazia e respingeva con la sua ritrosia. Artista piena di ardore ed entusiasmo, scultrice apprezzata, avrebbe avuto a disposizione tutte le capacità per realizzarsi. La sua follia risiedeva nello stile di vita anticonformista e controcorrente che soprattutto la madre respinse, così come non comprese la sua genialità.
Sfibrata, venne rinchiusa in manicomio. Vi passerà gli ultimi trenta anni, con le mani sempre in movimento nel vuoto. La sua tomba recava le cifre 1943 – n° 392, lei non esisteva più. È un destino che ha gli ingredienti della passione e della tragedia, quello di Camille Claudel.
Lo spettacolo, inserito nella rassegna "Teatro da Kamera", è interpretato da Viviana Lombardo, con le musicahe di Domenico Bravo e le sculture di Rosaria Randazzo. La canzone "Ici c'est Paris" è cantata da Danila Laguardia.
Camille Claudel (1864-1943) per i contemporanei era il "monstrum", una rivolta della natura, una natura che attirava con la sua grazia e respingeva con la sua ritrosia. Artista piena di ardore ed entusiasmo, scultrice apprezzata, avrebbe avuto a disposizione tutte le capacità per realizzarsi. La sua follia risiedeva nello stile di vita anticonformista e controcorrente che soprattutto la madre respinse, così come non comprese la sua genialità.
Sfibrata, venne rinchiusa in manicomio. Vi passerà gli ultimi trenta anni, con le mani sempre in movimento nel vuoto. La sua tomba recava le cifre 1943 – n° 392, lei non esisteva più. È un destino che ha gli ingredienti della passione e della tragedia, quello di Camille Claudel.














