Vite di donne nella storia: il contributo femminile alla scienza in mostra a Catania
Dall'11 al 15 febbraio, dalle 9.30 alle 18.00, "Vite di donne nella storia. Anche la cancellazione è violenza" è ospitata al Bookshop del Monastero dei Benedettini di Catania.
L'iniziativa del Collettivo femminista RivoltaPagina e del Centro Studi di Genere Genus, con Officine Culturali e il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell'Università di Catania, si svolge in occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza.
Restituire visibilità ai contributi delle donne nella produzione del sapere scientifico significa rafforzare una cultura del rispetto, contrastare le disuguaglianze di genere e promuovere modelli di conoscenza più inclusivi e consapevoli.
L'obiettivo è stimolare una riflessione quotidiana sul passato e sul presente, per rompere il velo delle censure, dei silenzi e delle rimozioni che hanno contribuito a costruire una storia della scienza e della cultura popolata quasi esclusivamente da figure maschili.
Anche la cancellazione dalla memoria è infatti una forma di violenza di genere.
La mostra interviene sulle radici culturali di questa violenza raccontando in breve la vita di alcune tra le moltissime donne che hanno inventato, scoperto, progettato e scritto, dando contributi fondamentali allo sviluppo delle conoscenze scientifiche e umanistiche, ma il cui ruolo è stato dimenticato o oscurato.
In questa occasione, al Bookshop del Monastero dei Benedettini è esposta una selezione della mostra complessiva, che racconta attraverso brevi profili biografici di Felicia Filomena Cacia, May Edward Chinn, Trotula de Ruggiero, Émilie du Châtelet, Rosalind Franklin, Hedy Lamarr, Lise Meitner, Maria Sibylla Merian, Pia Nalli, Virdimura, Suor Mary Kenneth Keller, Mary Anning, Inge Lehmann e Marie Tharp.
L'iniziativa del Collettivo femminista RivoltaPagina e del Centro Studi di Genere Genus, con Officine Culturali e il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell'Università di Catania, si svolge in occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza.
Restituire visibilità ai contributi delle donne nella produzione del sapere scientifico significa rafforzare una cultura del rispetto, contrastare le disuguaglianze di genere e promuovere modelli di conoscenza più inclusivi e consapevoli.
L'obiettivo è stimolare una riflessione quotidiana sul passato e sul presente, per rompere il velo delle censure, dei silenzi e delle rimozioni che hanno contribuito a costruire una storia della scienza e della cultura popolata quasi esclusivamente da figure maschili.
Anche la cancellazione dalla memoria è infatti una forma di violenza di genere.
La mostra interviene sulle radici culturali di questa violenza raccontando in breve la vita di alcune tra le moltissime donne che hanno inventato, scoperto, progettato e scritto, dando contributi fondamentali allo sviluppo delle conoscenze scientifiche e umanistiche, ma il cui ruolo è stato dimenticato o oscurato.
In questa occasione, al Bookshop del Monastero dei Benedettini è esposta una selezione della mostra complessiva, che racconta attraverso brevi profili biografici di Felicia Filomena Cacia, May Edward Chinn, Trotula de Ruggiero, Émilie du Châtelet, Rosalind Franklin, Hedy Lamarr, Lise Meitner, Maria Sibylla Merian, Pia Nalli, Virdimura, Suor Mary Kenneth Keller, Mary Anning, Inge Lehmann e Marie Tharp.
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