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A Palermo le feste sono "monumentali": aperti (gratis) Villino Florio e Casina Cinese

Ingresso gratuito fino alla fine dell'anno per due dei monumenti più apprezzati di Palermo: la villetta liberty dei Florio e la residenza orientale di Ferdinando IV di Borbone

Balarm
La redazione
  • 7 dicembre 2018

Il villino Florio in via Margherita di Savoia

La soprintendenza ai Beni Culturali fa un regalo di Natale a cittadini e turisti che si trovano a Palermo durante le feste o comunque durante il mese di dicembre: il Villino Florio e la Casina Cinese restano aperti tutte le domeniche e tutti i giorni festivi a ingresso gratuito.

Non è necessario prenotare, gli orari di visita sono dalle 9 alle 13.30 con ultimo ingresso alle 13.

Un modo come un altro per trascorrere il tempo libero grazie ai giorni di festa e conoscere (o rivedere) quegli spazi unici che fanno parte del patrimonio monuentale della città.

La Palazzina Cinese, conosciuta anche come Real Casina Cinese, si trova all'interno del Parco della Favorita, e rappresenta uno straordinario esempio di gusto per l'arte orientale (diffusissimo in Europa già nel 1600) e che ha ispirato lo stile "Carlo X" in Francia e l'Eclettismo britannico.

La villa risale al 1790 e fino alla fine del secolo è rimasta una casina di legno e pietra decorata in stile cinese, utilizzata dal barone Della Scala come rifugio durante le battute di caccia.

L'attuale aspetto dell'edificio si deve al progetto unico al mondo frutto della creatività dell'architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia, che nel 1799 iniziò i lavori su commissione del Re Ferdinando IV di Borbone, costretto a fuggire da Napoli insieme alla moglie Maria Carolina a causa dell'avanzata napoleonica.

Al Marvuglia si devono tutti gli elementi architettonici in stile orientale: tra porticati ad arco e torrette con scale elicoidali, partendo dal corpo centrale fino in alto, al tetto a pagoda.

Gli appartamenti sono distribuiti su tre piani, innalzati al di sopra di un pian terreno decorato con opera di Giuseppe Patricolo.

Nel seminterrato si trovano la sala da ballo e la saletta delle udienze decorate da Giuseppe Velasquez, mentre al primo piano si trovano il salone dei ricevimenti con pannelli in stoffa dipinti dal Riolo, la sala da pranzo e l'alcova del Re con la volta dipinta dal Codardi e dal Velasquez.

Il secondo piano è occupato dall’appartamento della Regina, diviso tra due anticamere di ricevimento e la camera da letto, mentre all’ultimo piano si trova una terrazza di forma ottagonale coperta a pagoda con soffitto decorato dal Silvestri.

Dopo l'Unità d'Italia la proprietà della Palazzina e del Parco passarono alla Corona Sabauda e poi allo Stato. Attualmente sono proprietà del Comune di Palermo e destinati al turismo.

Il Villino Florio all'Olivuzza è la quintessenza del Liberty: costruito per volere della famiglia Florio tra il 1899 e il 1902, fu progettato dall'architetto Ernesto Basile.

Si tratta di una delle prime opere architettoniche in stile Liberty d'Italia, nonchè di un capolavoro dell'Art Nouveau riconosciuto in tutta Europa.

Circondato un tempo da un grande giardino, l'edficio presenta superfici tondeggianti barocche, torrette cilindriche che rimandano ai castelli francesi, colonnine e bugnati rinascimentali.

Dopo il declino della famiglia il villino cadde in disuso fino all'incendio del 1962, che ne danneggiò in parte l'interno.

Dopo il restauro, ha ospitato diversi uffici pubblici ed è una delle sedi di rappresentanza della Regione Siciliana e sede dell’Unesco in Sicilia.

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