A Palermo vietato fumare al mare: arriva il via libera alle spiagge "smoke free"
Il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità la proposta di vietare il fumo sulle spiagge palermitane, prevedendo aree dedicate, attrezzate, per i fumatori
Un tratto della spiaggia di Mondello
Un voto unanime che però, da solo, non basta ancora a trasformare gli arenili in spazi “smoke free”: adesso la palla passa al sindaco, chiamato a tradurre l’indirizzo politico in un’ordinanza vera e propria, da adottare con urgenza in tempo utile per la stagione estiva.
L’atto, approvato ieri, impegna infatti l’amministrazione comunale a introdurre il divieto nelle spiagge del territorio comunale. Ma non solo. Nello stesso ordine del giorno si prevede anche l’individuazione di aree dedicate ai fumatori, attrezzate con panchine, contenitori e posacenere per il corretto smaltimento dei mozziconi, oltre a strumenti di controllo e sanzione e a campagne informative e di sensibilizzazione rivolte ai cittadini.
Un impianto che vuole essere una misura «equilibrata e responsabile», capace di tenere insieme tutela della salute pubblica, rispetto delle diverse esigenze e contrasto a una delle forme di inquinamento più diffuse e dannose per gli ecosistemi costieri.
La proposta porta la firma di Teresa Leto, consigliera comunale di Fratelli d’Italia che già il 14 aprile aveva chiesto formalmente al sindaco di emanare un’ordinanza per vietare il fumo su tutti gli arenili di Palermo, legando il tema soprattutto a due questioni: da un lato la presenza diffusa di cicche in spiaggia, dall’altro il problema del fumo passivo in luoghi frequentati ogni giorno da famiglie, bambini e turisti.
Non si tratta di dettagli. I numeri infatti parlano chiaro. In Italia si stima che ogni anno circa 14 miliardi di mozziconi finiscano nell’ambiente, disperdendosi proprio tra strade, spiagge e mare. Dentro quei piccoli filtri si concentrano migliaia di sostanze chimiche, molte delle quali tossiche, che non scompaiono subito: possono restare nella sabbia per anni, fino a dieci, rilasciando sostanze nocive e finendo spesso ingerite da pesci, uccelli e tartarughe.
Allo stesso modo, il fumo non resta confinato a chi accende una sigaretta. L’Organizzazione mondiale della sanità stima che il tabacco provochi ogni anno oltre 8 milioni di morti nel mondo, di cui circa 1,2 milioni legati al fumo passivo. Un dato che, riportato dentro spazi condivisi come le spiagge, assume un peso diverso: qui la distanza si riduce, le persone si mescolano e l’esposizione, per essendo all’aperto, diventa difficile da evitare.
Anche perché, in Italia, secondo gli ultimi dati Istat, fuma ancora circa un adulto su cinque. Ecco perché, dopo l’approvazione dell’ordine del giorno, Leto ha parlato di un «risultato importante» e di un segnale di «attenzione concreta verso la qualità della vita dei cittadini e la salvaguardia del territorio», sottolineando anche il valore politico di un voto arrivato con il sostegno di maggioranza e opposizione. Per Leto, infatti, il voto unanime rappresenta «un passo concreto verso una città più vivibile e più attenta anche all’interesse delle future generazioni».
Una scelta, quella di Palermo, che si inserisce in una tendenza che in Sicilia e in altre località italiane ha già preso forma. Diverse amministrazioni, negli ultimi anni, hanno introdotto limiti o divieti simili sugli arenili, nel tentativo di conciliare libertà individuale e tutela di spazi pubblici sempre più fragili.
Il punto, adesso, è capire se e come Palazzo delle Aquile deciderà di accelerare, a maggior ragione con la stagione balneare alle porte. Per ora il segnale politico c’è tutto: il resto poi si vedrà lì, tra la sabbia e abitudini che, come spesso accade, sono difficili a morire.
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