Un piccolo comune è il "cuore verde" della Sicilia: qual è il paese con più boschi
Un piccolo Comune del Messinese secondo il rapporto "Foreste in comune", alla sua prima edizione, è il luogo con più verde in assoluto. Vi ci portiamo
Una strada dentro il Parco dei Nebrodi
Con soli 2.900 abitanti è il cuore verde della Sicilia, il polmone che fornisce aria fresca a tutta l'Isola. Stiamo parlando di Caronia, un piccolo Comune del Messinese che secondo il rapporto "Foreste in comune", alla sua prima edizione, è il paese con più boschi in tutta l'Isola, sia in termini assoluti che percentuali (rispetto all'estensione del territorio). Il Paese si trova all'interno dello straordinario Parco dei Nebrodi. Nella classifica dei 25 Comuni siciliani con la superificie forestale più estesa, questo piccolo centro arriva al 72,6 per cento di aree verdi.
Un'immersione nella Sicilia quasi selvaggia, come non siamo abituati a conoscerla, che si nasconde tra le verdi e strette vallate dei Nebrodi: il frammentato impero, ancora glorioso, delle immense foreste che un tempo dovevano ricoprire quasi completamente la nostra isola. Porta d’accesso a uno di questi piccoli paradisi è la valle del torrente Caronia, nei pressi dell’abitato omonimo.
Questa indagine di PEFC Italia è la sintesi ragionata sulla diffusione boschiva nei Comuni italiani, con approfondimenti sull’impatto e l’influenza di questo patrimonio sulla dimensione insediativa, sociale ed economica dei singoli comuni italiani o delle Comunità Territoriali. Nasce da un’idea di Marco Bussone, con elaborazione dei dati della Carta Forestale d’Italia e del Sistema informativo Nazionale delle foreste e delle filiere Forestali.
Il patrimonio forestale nazionale, si legge nel report "rappresenta non solo una componente del capitale naturale del nostro Paese, da custodire e tutelare ad ogni costo, ma anche un bene patrimoniale di interesse pubblico, che richiede oggi più che mai, politiche dedicate meglio conosciute oggi come Servizi Ecosistemici, di fondamentale importanza per la società presente e futura".
L’indagine presenta dati inediti e sorprendenti, come l’Indice di Boscosità dei comuni italiani e la superficie forestale totale di ciascun territorio comunale, integrandoli - riporta il report - con altri elementi strategici per le politiche della montagna: dall’andamento demografico degli ultimi vent’anni al consumo di suolo, fino ai fenomeni di spopolamento o ripopolamento.
Ma, sottolinea con forza il documento, "per poter però costruire politiche efficaci con una visione di lungo periodo, in un contesto climatico e socio economico globale e locale in profondo e rapido cambiamento, serve disporre di dati e informazioni solide e aggiornate su consistenza, stato di salute e qualità del patrimonio forestale".
Rispetto al quadro generale della situazione al livello nazionale Il documento restituisce un’immagine del bosco italiano più complessa della rappresentazione tradizionale. Il bosco è cresciuto fino a diventare una componente centrale del territorio nazionale, ma la sua distribuzione è fortemente concentrata: è soprattutto montano, periferico, spesso associato a bassa densità e a comuni di ridotta capacità amministrativa.
Ma l’elemento più rilevante, continua il documento, è proprio il superamento dello stereotipo. L’alta Boscosità caratterizza anche territori attrattivi sul piano sociale e dinamici sul piano economico. In alcuni comuni montani il bosco partecipa "a un nuovo immaginario di qualità della vita, in altri convive con filiere agricole avanzate e livelli di sviluppo elevati. La questione forestale, quindi - conclude - non deve essere trattata come tema settoriale o residuale, ma come leva di politiche territoriali integrate".
Un'immersione nella Sicilia quasi selvaggia, come non siamo abituati a conoscerla, che si nasconde tra le verdi e strette vallate dei Nebrodi: il frammentato impero, ancora glorioso, delle immense foreste che un tempo dovevano ricoprire quasi completamente la nostra isola. Porta d’accesso a uno di questi piccoli paradisi è la valle del torrente Caronia, nei pressi dell’abitato omonimo.
Questa indagine di PEFC Italia è la sintesi ragionata sulla diffusione boschiva nei Comuni italiani, con approfondimenti sull’impatto e l’influenza di questo patrimonio sulla dimensione insediativa, sociale ed economica dei singoli comuni italiani o delle Comunità Territoriali. Nasce da un’idea di Marco Bussone, con elaborazione dei dati della Carta Forestale d’Italia e del Sistema informativo Nazionale delle foreste e delle filiere Forestali.
Il patrimonio forestale nazionale, si legge nel report "rappresenta non solo una componente del capitale naturale del nostro Paese, da custodire e tutelare ad ogni costo, ma anche un bene patrimoniale di interesse pubblico, che richiede oggi più che mai, politiche dedicate meglio conosciute oggi come Servizi Ecosistemici, di fondamentale importanza per la società presente e futura".
L’indagine presenta dati inediti e sorprendenti, come l’Indice di Boscosità dei comuni italiani e la superficie forestale totale di ciascun territorio comunale, integrandoli - riporta il report - con altri elementi strategici per le politiche della montagna: dall’andamento demografico degli ultimi vent’anni al consumo di suolo, fino ai fenomeni di spopolamento o ripopolamento.
Ma, sottolinea con forza il documento, "per poter però costruire politiche efficaci con una visione di lungo periodo, in un contesto climatico e socio economico globale e locale in profondo e rapido cambiamento, serve disporre di dati e informazioni solide e aggiornate su consistenza, stato di salute e qualità del patrimonio forestale".
Rispetto al quadro generale della situazione al livello nazionale Il documento restituisce un’immagine del bosco italiano più complessa della rappresentazione tradizionale. Il bosco è cresciuto fino a diventare una componente centrale del territorio nazionale, ma la sua distribuzione è fortemente concentrata: è soprattutto montano, periferico, spesso associato a bassa densità e a comuni di ridotta capacità amministrativa.
Ma l’elemento più rilevante, continua il documento, è proprio il superamento dello stereotipo. L’alta Boscosità caratterizza anche territori attrattivi sul piano sociale e dinamici sul piano economico. In alcuni comuni montani il bosco partecipa "a un nuovo immaginario di qualità della vita, in altri convive con filiere agricole avanzate e livelli di sviluppo elevati. La questione forestale, quindi - conclude - non deve essere trattata come tema settoriale o residuale, ma come leva di politiche territoriali integrate".
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