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Abbandonato al centro della Sicilia: questo borgo è l'esempio della storia che si sgretola

Questo paesino fantasma è meglio noto anche come Borgo Baccarato, perché situato vicino la solfara Baccarato, una miniera di zolfo la cui attività cessò negli anni '70

  • 15 maggio 2020

Borgo Baccarato (foto di Cristiano La Mantia)

Fu intitolato alla memoria di Don Luigi Sturzo, presbitero e celebre esponente politico originario di Caltagirone, ma nessuno lo seppe mai. Questo borgo rurale oggi abbandonato dai suoi abitanti è stato edificato durante il periodo fascista per volontà del duce Benito Mussolini che in quest’area aveva riposto le sue più visionarie speranze di rinascita agricola e imprenditoriale della Sicilia.

Realizzato intorno al 1940 in un’ area che rappresenta la tipica collina argillosa siciliana, questo paesino fantasma è meglio noto anche come Borgo Baccarato, così conosciuto proprio perché nei pressi del centro agricolo si trovava la solfara Baccarato, una miniera di zolfo la cui attività cessò negli anni settanta.

Questa frazione rurale, che si trova nell'unica frazione di Aidone in Provincia di Enna, nel progetto di ideazione fascista è stata pensata e costruita con lo scopo di offrire svariati servizi urbani alla popolazione rurale che abitava i territori limitrofi e soprattutto per far insediare i contadini in nuove aree, più vicine ai loro terreni.



All’interno del borgo infatti vennero realizzati tanti edifici serventi alla comunità che l’ha abitato: chiesa, scuola, ambulatorio medico, ufficio postale, delegazione municipale, botteghe artigiane, trattoria, rivendita e alloggi per gli addetti, i quali funzionarono però soltanto per alcuni anni.

Oltre a dare ospitalità ai minatori ed alle loro famiglie, il borgo si sviluppò quindi anche come centro agricolo nell’entroterra siciliano, tuttavia la chiusura della miniera solfara causò inevitabilmente l'emigrazione degli abitanti dal borgo e ne decretò il suo più totale e triste abbandono.

Ad aver esplorato più da vicino i "corridoi su strada" del Borgo Baccarato è stato il fotografo siciliano Cristiano La Mantia, co-founder del collettivo fotografico Liotrum Urbex Sicilia (di cui abbiamo già parlato in questo articolo) e che, grazie al suo reportage fotografico, ha documentato lo stato di questi luoghi in cui il sole picchia, l’erba cresce incolta e forte e regna un assordante silenzio.

Nonostante vari progetti di riqualificazione e il funzionamento di alcuni servizi pubblici sino al 2010, negli anni successivi al suo spopolamento il borgo è stato oggetto di occupazioni abusive e di contenziosi e, ad oggi, risulta totalmente deserto e abbandonato, soprattutto dopo che alcuni edifici centrali come la chiesa vennero dichiarati inagibili.

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