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Addio a Ippolito Ferreri: con il Roney e lo Chamade segnò la storia della ristorazione a Palermo

È morto all'età di 84 anni, dopo una breve malattia, il patron di locali che hanno fatto la storia della ristorazione palermitana, come il bar Roney, lo Chamade e lo Charme

Balarm
La redazione
  • 22 agosto 2022

Ippolito Ferreri

Considerato uno dei (veri e pochi) pilastri che hanno scritto la storia della ristorazione in città, Palermo a lutto per la morte di Ippolito Ferreri, che si è spento ieri all'età di 84 anni.

Il suo nome è legato a quello della ristorazione di alta qualità. A lui si deve l'esistenza di locali e ristoranti che hanno segnato la storia della movida palermitana, come lo Chamade (in città) e lo Chamade mare a Mondello; ma anche il celebre bar Roney in via Libertà e lo Charme. Tutti nomi che richiamano lo stile elegante e raffinato che contraddistingueva il modo di fare ristorazione di Ferreri e che fece storia nel mondo palermitano.

«Non si può raccontare Palermo dagli anni ‘80 in poi senza ricordare le colazioni e le cene da Chamade, Chamade mare, il bar Roney, Charme - Lo ricorda Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio - Non si può pensare alla ristorazione a Palermo degli ultimi decenni senza fare riferimento ai tanti locali creati da Ippolito, di grande “charme” esattamente come il nome di uno dei suoi locali di successo».
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«Il suo è il profilo di un uomo che ha fatto di una passione per la buona cucina la sua professione. Non erano solo i piatti speciali, fantasiosi, al top e di alta qualità, creati da Ippolito a catalizzare la clientela - prosegue Di Dio -, o la cantina di importante selezione di vini, ma quel mix di atmosfera elegante, di cura del dettaglio, di alto design, di gusto ineguagliabile, di accoglienza speciale e bon ton direttamente da Ippolito che sapeva ricevere ogni singolo cliente da perfetto “padrone di casa”, signorile, raffinato, un puro “esteta”. Curava personalmente e con attenzione ogni cliente e ogni piatto».

«I suoi locali sono stati punto di ritrovo non solo per trascorrere una piacevole serata ma per incontrarsi. Ippolito rimarrà per sempre icona della ristorazione di alto livello, con il tuo tratto signorile ed elegante sarà ricordato come uno dei ristoratori che ha portato in alto il buon “gusto” della ristorazione Made in Italy».

La sua ultima sfida, un nuovo ristorante che porta il suo nime "Ippolito". Sì perchè Ferreri non si fermava mai e, come commentava la figlia Germana ridendo: “Doveva ancora capire cosa fare da grande”. «Il segno di un’importante eredità di saperi nella ristorazione, ma anche di passione, di eleganza, di stile. Nel nome di IPPOLITO. Unico e inimitabile. Ciao maestro! Fai buon viaggio!», conclude il suo ricordo Patrizia Di Dio.

Tra i tanti messaggi di cordoglio, anche quello di Francesco Massaro: «Ci sono due uomini che, piaccia o no, hanno fatto la storia della ristorazione a Palermo - scrive -. Uno era Ippolito Ferreri, che è morto ieri, l’altro è stato Pippo Anastasio. Stamattina fra i primi a rendere onore a Ferreri, alla sua capacità, alla sua verve, alla sua eleganza, è stato il collega rivale di un tempo Pippo Anastasio. Ci ho letto una Palermo (e una classe) che non esiste più da tempo».

Porgendo alla famiglia di Ippolito Ferreri le più sentite condoglianze, lo ricordiamo con il post pubblicato sui social dal figlio Christian: una foto di nonno, figlio e nipoti e sotto la scritta: "Ferreri si nasce...".
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