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Addio alle cabine telefoniche a Palermo, finisce un'epoca: quando non le vedremo più

Quando non esistevano cellulari e per sentirsi bisognava darsi appuntamento. Addirittura negli anni '90, impazzava la moda di collezionare schede telefoniche

Balarm
La redazione
  • 2 agosto 2023

Una cabina telefonica in viale Lazio, a Palermo

Quando cellulari e smartphone non erano alla portata di tutti (o non esistevano affatto), per generazioni di adolescenti l'amore correva sui loro fili. Tra gli anni Settanta e Novanta, anche per sentirsi al telefono bisognava darsi appuntamento. Oggi sembra impossibile, eppure un tempo davanti alle cabine telefoniche si doveva fare la fila per telefonare.

A monete o, le più "tecnologiche", erano con le schede. Addirittura a Palermo, negli anni '90, impazzava la moda di collezionare schede telefoniche. (Ve ne abbiamo parlato in questo articolo)

Questi apparecchi appartengono all'album dei ricordi di tutti noi, ma - ormai inutilizzati, quando non vandalizzati - verranno presto dismessi. A Palermo ne restano poco più di 300. Da un'ultima mappatura del 2021 in tutta la città resistono 28 cabine, circa 300 cupole con telefono e otto impianti a muro.

Entro fine agosto, le cabine presenti a Palermo verranno smantellate. Una rimozione che segna il tramonto di un'epoca ormai passata, che ci tocca salutare non senza nostalgia.
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Non solo a Palermo o in Sicilia. Le cabine telefoniche (in totale circa 16mila) verranno dismesse in tutta Italia. È l'effetto di una delibera di Agcom, Autorità garante delle Comunicazioni, che - dopo una consultazione pubblica che ha trovato in larga misura d'accordo tutti gli operatori - ha stabilito che Tim non è più obbligata a garantire il servizio telefonico pubblico stradale e può iniziare quindi a smantellarlo.

«Tim non sarà più tenuta a rispettare alcun criterio di distribuzione delle postazioni di telefonia pubblica stradale sul territorio nazionale, né tantomeno determinate condizioni economiche», si legge nella delibera dell'Autorità Garante.

Allo stesso tempo, l'azienda deve però continuare a garantire nei luoghi di rilevanza sociale (quali ospedali e strutture sanitarie equivalenti, con almeno 10 posti letto, carceri e caserme, con almeno 50 occupanti) un servizio telefonico che abbia le caratteristiche tipiche dei servizi pubblici: disponibilità per chiunque ne faccia richiesta e condizioni economiche regolate.
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