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Al Civico di Palermo l'open day per le donne: quando e come partecipare

In occasione della giornata dedicata alla patologia è previsto un open day rivolto sia alle pazienti, alle donne, ma anche alle coppie: nell'articolo tutti i dettagli

Balarm
La redazione
  • 5 marzo 2026

Civico di Palermo

Ci sono patologie "invisibili" che spesso fanno più rumore di qualsiasi altre e l'endometriosi fa parte di queste, soprattutto perché i tempi di diagnosi possono essere piuttosto lunghi. Da lì nascono storie di pazienti piene di dubbi, alcuni di questi fortunatamente hanno trovato risposte al centro multidisciplinare per la diagnosi e il trattamento dell’Endometriosi dell'ospedale Civico di Palermo.

In occasione della giornata dedicata alla patologia, lunedì 9 marzo all’Arnas Civico Di Cristina Benfratelli di Palermo nel centro di riferimento regionale per la diagnosi e la cura dell’Endometriosi dalle 8.00 alle 17.00 è previsto un open day finalizzato a sensibilizzare sulla malattia e a diffondere corretta informazione per sostenere l’empowerment sulla salute al femminile su questo fronte.

L’appuntamento “Point informativo e ascolto attivo” dal motto “Le pazienti al centro” è al centro Regionale di Endometriosi al piano terra del padiglione 3 dell’ospedale Civico di Palermo.

L’Open Day è rivolto alle pazienti e alle donne in generale (ma anche alle coppie) che potranno accedere (a vista) a colloqui con gli specialisti del settore per approfondire sulla malattia e ricevere oltre che ascolto attivo, consigli utili e informazioni scientificamente validate.

L’azienda palermitana è uno dei due centri di riferimento istituiti in Sicilia, per la diagnosi e la cura della patologia, dalla legge regionale 28 dicembre 2019 n. 27 che reca “Disposizioni per la tutela e il sostegno delle donne affette da endometriosi”, pubblicata in GURS del 31 dicembre 2019, (l’altro centro siciliano è l’ ARNAS Garibaldi di Catania guidato dal prof. Giuseppe Ettore).

«Occorre - afferma Walter Messina direttore Generale di ARNAS “Civico Di Cristina Benfratelli” di Palermo - identificare precocemente i sintomi sospetti di Endometriosi per evitare ritardi diagnostici.

Punto dirimente a tutt’oggi al fine di non tramutare il percorso esistenziale delle donne /pazienti in un calvario e per ottimizzare l’uso delle risorse sanitarie, oltre che per migliorare la qualità dell’assistenza e garantire equità di accesso alle cure (sfatando disomogeneità territoriali) assicurandone anche la continuità. Spicca in tal senso l’importanza di Centri specializzati come il nostro a sostegno di questi obiettivi sistemici».

«L’iniziativa open - spiega Antonio Maiorana - ha la ratio di sostenere un messaggio di fondamentale alleanza nella lotta alla malattia: solo aumentando la consapevolezza su questa patologia con un’informazione corretta e scientificamente fondata si rafforza, da un lato, la resilienza delle donne che ne sono già affette, offrendo conoscenze che possono ammortizzare l’impatto della malattia, a fronte della sua portata invalidante.

Talora anche rispetto alla semplice possibilità di presiedere alle ordinarie attività quotidiane, e sfatare così anche il senso di isolamento e la solitudine spesso connessa a questa condizione clinica e, dall’altro, per le donne che non hanno una diagnosi conclamata, fornire loro strumenti informativi per captare prontamente eventuali campanelli d'allarme, che devono indurre al sospetto di malattia, in modo da adire prontamente agli specialisti del settore.

Considerato - sottolinea Maiorana- che il precoce quanto corretto inquadramento diagnostico rappresenta un elemento essenziale, non soltanto per l’influenza che ciò ha rispetto al decorso dell’Endometriosi, ma anche per l’impatto indiretto che la stessa determina sulla fertilità di coppia.

Tematica che va letta anche in chiave sociale, a fronte dell’inverno demografico del nostro Paese e delle conseguenti implicazioni sul Welfare State. Infatti, anche se le opzioni terapeutiche raccomandate in base allo stadio della malattia possono oscillare tra terapie mediche e chirurgiche, un obiettivo a cui puntiamo sempre e’ quello di conservare la fertilità».

Vi avevamo già raccontato una storia su Giulia, una delle pazienti che hanno trovato risposta in questo centro. Nel nuovo reparto affrontano l'endometriosi da un punto di vista non solo clinico, ma anche nutrizionale, psicologico e fisioterapico. È una diagnosi che non può essere ridotta soltanto a una cura di farmaci, possono essere tante le cause che incidono ed è opportuno intraprendere un percorso con i pazienti trattandoli comunque per quello che sono: esseri umani.

Nella Regione Siciliana un’ulteriore significativa svolta sul fronte della lotta all’Endometriosi, è arrivata nel 2025, grazie alla sensibilità dell’attuale Governo Regionale e in particolare dell’Assessorato Regionale della Salute che, in sinergia proprio con i due Centri di Riferimento Regionale Siciliano (i due ARNAS di Palermo e Catania) è stato varato un PDTA (percorso diagnostico terapeutico).

L'obiettivo è quello di assicurare «una metodologia mirata alla condivisione dei processi decisionali e dell’organizzazione dell’assistenza per un gruppo specifico di pazienti durante un periodo di tempo ben definito e di garantire uno strumento organizzativo in ambito sanitario finalizzato alla presa in carico di un paziente, dalla diagnosi al trattamento, fino al follow-up, in modo coordinato, efficace e standardizzato, secondo linee guida basate su evidenze scientifiche».

Dal gennaio al dicembre 2025: sono stati registrati 800 accessi complessivi al centro. Circa il 29,5% di essi è stato rappresentato da prime visite, mentre il 70,5% ha riguardato controlli o follow-up. Per quanto riguarda la provenienza geografica (dato disponibile per 488 pazienti con residenza registrata), emerge una chiara concentrazione nella provincia di Palermo, da cui proviene l’86% delle pazienti. Il restante 14% arriva da altre province siciliane.

Tra queste, le più rappresentate sono Agrigento e Trapani (circa 6% ciascuna), che risultano le principali aree extra-provinciali di affluenza. Le altre province contribuiscono in misura decisamente più contenuta. Un elemento particolarmente rilevante è che, all’interno della provincia di Palermo, circa il 30% delle pazienti risiede in comuni diversi dal capoluogo.

Questo dato suggerisce che il centro svolga un ruolo di riferimento non solo per la città di Palermo, ma per l’intero territorio provinciale, configurandosi come punto di accesso specialistico a livello metropolitano). L’età media delle pazienti che accedono al centro è di 41 anni.

A ciò va aggiunto che nel corso dell’anno sono stati effettuati 440 incontri di supporto psicologico nell’ambito del percorso multidisciplinare, con un incremento progressivo a partire dal mese di aprile ( verosimilmente legato ad una maggiore integrazione del servizio nel percorso assistenziale).

Le prestazioni effettuate dalla nutrizionista nell’ambito del percorso complessivo di diagnosi e cura sono state complessivamente 413. Di queste, 322 pazienti hanno effettuato uno screening nutrizionale, evidenziando un’adesione significativa alla valutazione dietetico-metabolica come parte integrante del percorso multidisciplinare.

Mentre la fisioterapista ha effettuato complessivamente 219 prestazioni fisioterapiche, comprendenti valutazioni iniziali e sedute riabilitative. Il percorso di riabilitazione del pavimento pelvico prevede un ciclo strutturato di 12 sedute per paziente. In particolare, 56 pazienti sono state arruolate nello studio dedicato alla riabilitazione del pavimento pelvico.

A questo si aggiungono circa 250 ulteriori pazienti, giunte in pronto soccorso più i ricoveri ordinari con diagnosi di endometriosi che sono circa un centinaio.
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