"Archeopass" per Segesta, Selinunte e Gibellina: un biglietto unico per la bellezza
Un passe-partout che mette in relazione questi mondi paralleli, e si propone come porta d’ingresso per Gibellina Capitale italiana dell'arte Contemporanea. I dettagli
L'assessore ai Beni Culturali Francesco Paolo Scarpinato a Segesta
Ideato e promosso da CoopCulture in sinergia con i Parchi diretti rispettivamente da Luigi Biondo e Felice Crescente, introduce con tariffa ridotta anche al MAC - Museo d'Arte Contemporanea Ludovico Corrao, al Museo delle Trame Mediterranee della Fondazione Orestiadi e a Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, nel cuore del CRESM.
Dopo i biglietti integrati Sicilia dei templi, Palermo Pass, Agrigento Culture pass – strumenti che permettono ai visitatori di “attraversare” la parte occidentale dell’Isola, collegare templi e musei, giardini botanici e cattedrali - CoopCulture lancia un nuovo strumento, scommettendo ancora una volta sulla rete, sulla sinergia tra siti e istituzioni culturali, pubblico e privato.
L’Archeopass prevede un ingresso in ciascuno dei due siti, Segesta e Selinunte, spendibile nell’arco di una settimana (costo: 25,40 euro/ ridotto 14,20 euro); presentando l’Archeopass, si potrà acquistare il biglietto ridotto nei siti museali di Gibellina. Dall’1 marzo si acquista sul sito di CoopCulture.
«Non una semplice formula promozionale – ha commentato l’assessore ai Beni culturali e all'identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – ma un progetto culturale ambizioso che costruisce un asse territoriale tra templi e installazioni, tra pietra antica e sperimentazione visiva. L’Archeopass mette in relazione questi mondi paralleli, tra storia e contemporaneità e si propone come porta d’ingresso a un anno di mostre, installazioni, restituzioni e rinascita di spazi».
Con l’Archeopass, la visita diventa itinerario: Segesta e Selinunte sono due declinazioni diverse del mondo greco in Sicilia: il tempio dorico isolato e mai completato, il teatro antico affacciato sulla valle; e la città affacciata sul mare, con l’acropoli e i templi che dialogano con la luce e il vento. Gibellina entra in questo percorso come naturale prosecuzione contemporanea, nuovo capitolo di un racconto territoriale.
Ricostruita dopo il terremoto del ‘68, laboratorio a cielo aperto di arte pubblica, la città è oggi il luogo dove la memoria si trasforma in progetto. Nel suo anno più importante da prima Capitale italiana dell’arte contemporanea, Gibellina si racconta al MAC, il Museo di Arte contemporanea riallestito da pochi anni, tra le grandi tele del Ciclo della natura di Mario Schifano, le maquette delle sculture disseminate per la Città Nuova, le opere di Carla Accardi, Piero Dorazio, Pietro Consagra. E ancora si ci sofferma tra le sale del Museo delle Trame Mediterranee, presidio dell’Orestiadi nate sul sogno visionario di Ludovico Corrao che fece rinascere Gibellina nel segno dell’arte, ma guardò anche al fascino del Mare Nostrum e di tutti i popoli che passavano, si fermavano, ripartivano.
Infine il più giovane, Belìce /EpiCentro della Memoria Viva, che dal 2011 lavora sul racconto del paesaggio attraversato dal tempo e dalla comunità: gli “scioperi alla rovescia”, le denunce sociali, le inchieste, i digiuni di Danilo Dolci e del suo Centro per la Piena Occupazione, i Comitati cittadini per lo sviluppo del territorio, il terremoto del 1968 e le lotte popolari per la ricostruzione.
L’Archeopass mette in relazione questi mondi paralleli, tra storia e contemporaneità, invita a leggere il territorio come sistema, e si propone come porta d’ingresso a un anno di mostre, installazioni, restituzioni e rinascita di spazi.
Il progetto si inserisce nella strategia di CoopCulture che punta a rendere i luoghi della cultura spazi abitati stabilmente, non mete stagionali per turisti frettolosi. I parchi archeologici non sono scenografie immobili, per conoscerli servono tempo e curiosità: a Segesta la vocazione teatrale trova espressione in un festival che unisce spettacolo e paesaggio; a Selinunte il dialogo con il mare, le visite lente, le esperienze in bicicletta e l’open call per artisti costruiscono un racconto dinamico. Gibellina rafforza il proprio ruolo preparando progetti che guardano al Mediterraneo come spazio condiviso, e si prepara al palcoscenico delle Orestiadi.
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