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Buona e consapevole: dal pascolo alla tavola, il made in Sicily alla portata di tutti

Una rete di 160 produttori, 30 punti vendita, un solo marchio: le nostre tavole sono solo l'ultimo tassello di una filiera produttiva che guarda alla qualità ma anche al valore

Nicoletta Fersini
Giornalista e Fotografa
  • 19 dicembre 2018

*Il valore di una terra passa in primis da ciò che produce. Quello che spesso, da consumatori, dimentichiamo è che dietro la filiera produttiva ci sono braccia, volti, forze e cuori che lavorano incessantemente per un unico obiettivo: valorizzare il territorio e le sue risorse.

La Sicilia ne è un fulgido esempio, luogo che negli ultimi anni si è fatto scenario di un "ritorno alle origini" che si traduce soprattutto nelle tavole di tutte le famiglie.

Tema che entra a gamba tesa nel dibattito odierno, che a una richiesta di maggiore qualità anche da parte dei piccoli consumatori cerca di rispondere con un maggior controllo della produzione, in particolar modo nel consumo di carni.

Come si può esser certi di portare nel piatto una carne buona, di qualità e rigorosamente "made in Sicily"?

A difendere la "sicilianità" della produzione bovina di casa nostra è il Consorzio Carni di Sicilia, nato e cresciuto nel tempo con l'unico obiettivo di disciplinare la produzione dell'intera filiera, dall'allevamento alla vendita.

Un'assicurazione in più per il consumatore, che con un semplice marchio ha la certezza che il prodotto acquistato sia totalmente "a norma" e che, allo stesso tempo, contribuisce a sostenere e incentivare le produzioni locali.

Non dimentichiamo, infatti, che nonostante la Sicilia sia uno dei maggiori produttori europei di viletti da ristallo la gran parte delle carni bovine consumate è importata dall'estero. Una tendenza in contrapposizione a quello che dovrebbe essere l'andamento effettivo.

Il Consorzio lavora da anni proprio per invertire questa tendenza e per dare risalto alle nostre carni, che non hanno assolutamente nulla da invidiare a quelle provenienti dagli altri Paesi europei.

Come afferma il presidente Marco Mocciaro «il Consorzio Carni di Sicilia nasce per porre rimedio a questo corto circuito che interrompe in maniera traumatica e fortemente dannosa per l’economia regionale, la domanda e l’offerta interna di carni bovine».

Tutto viene controllato al millimetro: una rete di 160 allevatori associati (e i 30 punti vendita presenti in tutto il territorio) che rispondono a un marchio che non solo certifica la qualità delle carni, ma soprattutto il corretto trattamento degli animali e il loro regime alimentare.

Alla base di una buona produzione non ci sono "quantità" o mere logiche "low cost". Alla base devono esserci rispetto per la materia prima e per gli animali trattati, e un allevamento consapevole dei capi di bestiame che non possono trovarsi ingabbiati in logiche produttive senza scrupoli.

Quella del consorzio Carni di Sicilia, che ha anche una sua pagina Facebook, è una catena ideata per essere un "percorso di valori" e di conseguenza "di valore" che guarda al benessere dell'animale e all'alimentazione sana per il singolo consumatore.

*Contenuto sponsorizzato

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