La gravidanza nascosta e il no a Domenica In: Miriam Leone si svela in un podcast
Elegante, spontanea, talentuosa e siciliana: l'attrice si racconta a "Basement", il podcast di Gianluca Gazzoli dove l'ospite ripercorre la sua vita e aneddoti che lo fanno sorridere
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Elegante, spontanea, talentuosa e soprattutto siciliana: Miriam Leone si racconta a "Basement", il podcast di Gianluca Gazzoli dove chiacchierando con il conduttore, l'ospite ripercorre la sua vita, le sue scelte, rivelando qualche aneddoto che lo fa sorridere. Ed è un po' quello che è successo con la nostra attrice catanese. Da Miss Italia a Oriana Fallaci, passando per la gravidanza per i primi tempi "nascosta" e l'amore di Paolo, l'artista si svela al pubblico, dando anche delle spiegazioni riguardo a delle decisioni prese in passato.
Come già immaginavamo, l'Isola per Miriam ha da sempre giocato un ruolo fondamentale e anche nel caso della storia d'amore con suo marito, Paolo Carullo (anche lui siciliano, originario di Caltagirone) è stato così: «Torno d'estate in Sicilia. Con Paolo, siciliano anche lui, eravamo rimasti in contatto su Instagram e così ci siamo scritti perché pubblicava le foto dell'Etna. Quando noi ci siamo conosciuti, l'Etna aveva eruttato: avevano chiuso l'aeroporto di Catania e avevano cancellato tanti voli - ricorda con tenerezza Miriam -. Per me il vulcano è importantissimo. Nel mio abito da sposa ho fatto ricamare l'Etna, perché anche grazie all'Etna ho conosciuto mio marito».
Ma ovviamente, non è stato facilissimo i primi tempi: «All'inizio tu non vuoi mai finire sui giornali con uno che non sai chi sia, ma mi ha stupito, ha fatto delle cose e io lo vedevo diverso dagli altri. Forse è stato il suo modo vero di essere nelle cose che mi ha fatto innamorare».
Da lì il matrimonio nel 2021 e il 29 dicembre 2023 ha dato alla luce il suo primo figlio, Orlando e durante il podcast ricorda l'evento: «Ho scoperto di essere incinta sul set della serie di Oriana Fallaci. Lei (Oriana, ndr) è una delle persone che ha fumato di più al mondo. Io dovevo fumare continuamente, tra l'altro erano le sigarette che fumava Thomas Shelby in Peaky Blinders.
Quindi fumavo e non potevo dirlo sul set che ero incinta, le prime settimane non si dice. Quindi andavo dal regista e gli dicevo: "Luca ma che ne pensi se in questa scena, ho già fumato la sigaretta, la spengo, tu inizi dal dettaglio della sigaretta, allarghi e ci sono io. Lui risponde: "Vuoi fare pure la regista?".
Un giorno è arrivato un altro regista che mi ha detto: "In questa scena noi mettiamo in scena l'aborto di Oriana". Tra l'altro lei perde il bambino in un mondo molto tragico e poi lei scrisse "Lettere a un bambino mai nato", noi raccontiamo il prima e io dovevo interpretare questo momento.
Mi ricordo ancora che filmavo dei video col telefono in camerino dove parlavo con questa presenza infinitesimale dicendo: "Caro bambino o bambina che sarai, la mamma adesso va a girare una scena dove piangerà per aver perso un bambino o una bambina. Non sei tu, ti prego rimani", perché avevo comunque paura di entrare troppo in quella cosa lì.
L'ultimo giorno di riprese salgono le costumiste e le sarte sul mio camper. Ci abbracciamo perché era finito questo progetto e dico: "Ragazze vi devo dire una cosa!" e loro: "Sei incinta? Sono tre mesi che ti allarghiamo i costumi di nascosto"».
Essere mamma e attrice è una bella sfida che Miriam sta affrontando in questi ultimi tre anni: «Faccio poche cose perché le devo sentire. Il campo dove non posso fallire anche se so che fallirò è essere mamma. Il piccolo mi ha rimbambito, ma il "rimambinirsi" ha in sé il termine "bambino". Torni un po' bambino, al momento faccio fatica a parlare con te in adultese - dice ridendo al conduttore del podcast -. Poi io e lui parliamo da quando era nella pancia.
Sono molto fortunata perché col mio lavoro non è scontato e che sia arrivato anche alla mia età non era scontato. Io ho sentito l'orologio biologico, me ne sono accorta da come vedevo i ruoli da interpretare. Ad esempio con "I Leoni di Sicilia", ero Giulia Portalupi. Lei è andata contro i pregiudizi e pensavo sempre "Certo che madre coraggiosa"».
Da lì si è accorta che qualcosa stesse seguendo un flusso diverso: «Io prima volevo la protagonista che si mette in gioco, che non è mai meno dell'uomo, per me fare l'attrice è vivere vite che non vivrò mai. Sono rimasta incinta subito dopo e da quando ho avuto Orlando ho ruoli di persone che non riescono ad avere figli».
Tra le amicizie sul set, lei racconta quella con Stefano Accorsi: i due hanno lavorato insieme diverse volte e si sono ritrovati fianco a fianco anche nell'ultimo film di Gabriele Muccino "Le cose non dette".
«Con Stefano è bello perché ogni volta che succede ci lanciamo una piccola sfida, dove sappiamo che ci sorprenderemo l'un l'altra e porteremo in scena qualcosa che ci sorprenderà. Infatti alla fine di ogni scena piangiamo, ci abbracciamo, ci tiriamo pugnetti "ci diciamo ma questa dove l'hai tirata fuori"».
Oltre le interpretazioni, Miriam Leone, un po' come tantissimi attori, racconta con ironia e un filo di imbarazzo com'è girare scene intime, soprattutto com'è leggere già dal copione dove si "andrà a parare": «"Tra i due passa un lungo sguardo" e tu già sudi.
Poi (il copione, ndr) continua "un bacio appassionato e fanno l'amore", che vuol dire tutto e il contrario di tutto. Io spero sempre nel cut ovviamente - dice ridendo -. Per me la scena d'amore più bella del cinema è Titanic, si vede solo la mano. È un infinito mondo di possibilità».
Alla domanda del conduttore: «Secondo te perché è più imbarazzante per gli uomini?», lei risponde: «Perché hanno paura che possa avvenire qualcosa e non può succedere. Quando nella vita dici "non posso assolutamente sbagliare", sbagli. Per questo si fanno molti esercizi di respirazione: quando devi mimare l'atto, quello che cambia è la respirazione».
Prima del cinema, ci sono state proposte rifiutate ed esperienze "militari" che l'attrice catanese comunque ripercorre col sorriso: «Sono andata dal mio agente televisivo e gli ho detto di voler lasciare la televisione, ai tempi lavoravo in Rai che mi aveva offerto di condurre "Domenica In" a 24 anni. Ho detto no perché volevo fare cinema, io sono nata per questo. Non potevo tradire quella bambina nella cameretta di casa».
Tornando un po' indietro, c'è anche Miss Italia che ha vinto nel 2008 e per cui, come lei stessa dice, "si potrebbe scrivere un libro": «Avevo 23 anni, la zia delle concorrenti, le ragazze avevano 18 anni. Sono stata isolata per tre settimane, avevamo tanti bodyguard. Uscivamo alle 6 di mattina, ricordo ancora che c'era un bagno per quattro ragazze che dovevano fare lo shampoo perché c'era la regola "Capelli puliti e senza trucco" la mattina, un incubo. Per me è un servizio militare sui tacchi».
Da Miss Italia in poi ha creato una carriera solida e colma di tante esperienze che racconta durante questa chiacchierata sincera con Gianluca Gazzoli, che racconta Miriam Leone oltre il cinema: forte e determinata e con un intenso legame con quella che lei definisce casa.
Come già immaginavamo, l'Isola per Miriam ha da sempre giocato un ruolo fondamentale e anche nel caso della storia d'amore con suo marito, Paolo Carullo (anche lui siciliano, originario di Caltagirone) è stato così: «Torno d'estate in Sicilia. Con Paolo, siciliano anche lui, eravamo rimasti in contatto su Instagram e così ci siamo scritti perché pubblicava le foto dell'Etna. Quando noi ci siamo conosciuti, l'Etna aveva eruttato: avevano chiuso l'aeroporto di Catania e avevano cancellato tanti voli - ricorda con tenerezza Miriam -. Per me il vulcano è importantissimo. Nel mio abito da sposa ho fatto ricamare l'Etna, perché anche grazie all'Etna ho conosciuto mio marito».
Ma ovviamente, non è stato facilissimo i primi tempi: «All'inizio tu non vuoi mai finire sui giornali con uno che non sai chi sia, ma mi ha stupito, ha fatto delle cose e io lo vedevo diverso dagli altri. Forse è stato il suo modo vero di essere nelle cose che mi ha fatto innamorare».
Da lì il matrimonio nel 2021 e il 29 dicembre 2023 ha dato alla luce il suo primo figlio, Orlando e durante il podcast ricorda l'evento: «Ho scoperto di essere incinta sul set della serie di Oriana Fallaci. Lei (Oriana, ndr) è una delle persone che ha fumato di più al mondo. Io dovevo fumare continuamente, tra l'altro erano le sigarette che fumava Thomas Shelby in Peaky Blinders.
Quindi fumavo e non potevo dirlo sul set che ero incinta, le prime settimane non si dice. Quindi andavo dal regista e gli dicevo: "Luca ma che ne pensi se in questa scena, ho già fumato la sigaretta, la spengo, tu inizi dal dettaglio della sigaretta, allarghi e ci sono io. Lui risponde: "Vuoi fare pure la regista?".
Un giorno è arrivato un altro regista che mi ha detto: "In questa scena noi mettiamo in scena l'aborto di Oriana". Tra l'altro lei perde il bambino in un mondo molto tragico e poi lei scrisse "Lettere a un bambino mai nato", noi raccontiamo il prima e io dovevo interpretare questo momento.
Mi ricordo ancora che filmavo dei video col telefono in camerino dove parlavo con questa presenza infinitesimale dicendo: "Caro bambino o bambina che sarai, la mamma adesso va a girare una scena dove piangerà per aver perso un bambino o una bambina. Non sei tu, ti prego rimani", perché avevo comunque paura di entrare troppo in quella cosa lì.
L'ultimo giorno di riprese salgono le costumiste e le sarte sul mio camper. Ci abbracciamo perché era finito questo progetto e dico: "Ragazze vi devo dire una cosa!" e loro: "Sei incinta? Sono tre mesi che ti allarghiamo i costumi di nascosto"».
Essere mamma e attrice è una bella sfida che Miriam sta affrontando in questi ultimi tre anni: «Faccio poche cose perché le devo sentire. Il campo dove non posso fallire anche se so che fallirò è essere mamma. Il piccolo mi ha rimbambito, ma il "rimambinirsi" ha in sé il termine "bambino". Torni un po' bambino, al momento faccio fatica a parlare con te in adultese - dice ridendo al conduttore del podcast -. Poi io e lui parliamo da quando era nella pancia.
Sono molto fortunata perché col mio lavoro non è scontato e che sia arrivato anche alla mia età non era scontato. Io ho sentito l'orologio biologico, me ne sono accorta da come vedevo i ruoli da interpretare. Ad esempio con "I Leoni di Sicilia", ero Giulia Portalupi. Lei è andata contro i pregiudizi e pensavo sempre "Certo che madre coraggiosa"».
Da lì si è accorta che qualcosa stesse seguendo un flusso diverso: «Io prima volevo la protagonista che si mette in gioco, che non è mai meno dell'uomo, per me fare l'attrice è vivere vite che non vivrò mai. Sono rimasta incinta subito dopo e da quando ho avuto Orlando ho ruoli di persone che non riescono ad avere figli».
Tra le amicizie sul set, lei racconta quella con Stefano Accorsi: i due hanno lavorato insieme diverse volte e si sono ritrovati fianco a fianco anche nell'ultimo film di Gabriele Muccino "Le cose non dette".
«Con Stefano è bello perché ogni volta che succede ci lanciamo una piccola sfida, dove sappiamo che ci sorprenderemo l'un l'altra e porteremo in scena qualcosa che ci sorprenderà. Infatti alla fine di ogni scena piangiamo, ci abbracciamo, ci tiriamo pugnetti "ci diciamo ma questa dove l'hai tirata fuori"».
Oltre le interpretazioni, Miriam Leone, un po' come tantissimi attori, racconta con ironia e un filo di imbarazzo com'è girare scene intime, soprattutto com'è leggere già dal copione dove si "andrà a parare": «"Tra i due passa un lungo sguardo" e tu già sudi.
Poi (il copione, ndr) continua "un bacio appassionato e fanno l'amore", che vuol dire tutto e il contrario di tutto. Io spero sempre nel cut ovviamente - dice ridendo -. Per me la scena d'amore più bella del cinema è Titanic, si vede solo la mano. È un infinito mondo di possibilità».
Alla domanda del conduttore: «Secondo te perché è più imbarazzante per gli uomini?», lei risponde: «Perché hanno paura che possa avvenire qualcosa e non può succedere. Quando nella vita dici "non posso assolutamente sbagliare", sbagli. Per questo si fanno molti esercizi di respirazione: quando devi mimare l'atto, quello che cambia è la respirazione».
Prima del cinema, ci sono state proposte rifiutate ed esperienze "militari" che l'attrice catanese comunque ripercorre col sorriso: «Sono andata dal mio agente televisivo e gli ho detto di voler lasciare la televisione, ai tempi lavoravo in Rai che mi aveva offerto di condurre "Domenica In" a 24 anni. Ho detto no perché volevo fare cinema, io sono nata per questo. Non potevo tradire quella bambina nella cameretta di casa».
Tornando un po' indietro, c'è anche Miss Italia che ha vinto nel 2008 e per cui, come lei stessa dice, "si potrebbe scrivere un libro": «Avevo 23 anni, la zia delle concorrenti, le ragazze avevano 18 anni. Sono stata isolata per tre settimane, avevamo tanti bodyguard. Uscivamo alle 6 di mattina, ricordo ancora che c'era un bagno per quattro ragazze che dovevano fare lo shampoo perché c'era la regola "Capelli puliti e senza trucco" la mattina, un incubo. Per me è un servizio militare sui tacchi».
Da Miss Italia in poi ha creato una carriera solida e colma di tante esperienze che racconta durante questa chiacchierata sincera con Gianluca Gazzoli, che racconta Miriam Leone oltre il cinema: forte e determinata e con un intenso legame con quella che lei definisce casa.
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di Redazione










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