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Care matricole, benvenute all'Università: cronache della prima settimana da adulti

Sono iniziate le lezioni del primo anno all’università di Palermo e distinguere le matricole è facile: giovanissimi, spaesati e in cerca di qualunque cosa (ma non tutti)

  • 5 ottobre 2018

Una frame del film "Classe Z" di Guido Chiesa

Da lunedì scorso le matricole si aggirano spaesate per la cittadella, sempre alla ricerca di qualcosa, che sia l’aula per la lezione, un bar, qualche consiglio oppure una nuova amicizia.

Sono infatti iniziate le lezioni del primo anno di tutti i corsi di studi. È facile distinguere le matricole da i ragazzi che sono già nella routine universitaria, per i quali questo è solo un altro anno di studio.

L’inizio dell’università è un cambiamento significativo nella vita di una persona, perché comporta una maggiore assunzione di responsabilità e la prima possibilità di seguire pienamente le proprie passioni e i propri interessi.

All’Università di Palermo, le matricole hanno già avuto modo di notare che l’ambiente è diverso da quello scolastico, con possibilità di socializzare in modo diverso. Inoltre, i presenti a lezione diminuiscono sin dal secondo giorno.

Già si presenta qualche criticità. Andrea, di Ingegneria Cibernetica, lamenta il ritardo dei professori il primo giorno di lezioni: un professore si è presentato addirittura un’ora dopo l’orario di lezione.

Molti ritengono che c’è molta confusione tra gli studenti per quanto riguarda orario delle lezioni, borse di studio e immatricolazioni, così che si è costretti a chiedere aiuto a studenti più grandi.

Per fare da soli, bisogna impiegare molto tempo per leggere attentamente i bandi e cercare le informazioni sul sito UniPa, come ha fatto Andrea.

All’università di Palermo non si è molto seguiti, ma chi riesce a farcela da solo ha capacità in più rispetto a chi esce dalle altre università, perché sa risolvere i problemi e gli imprevisti più inaspettati. Un’alternativa molto diffusa è farsi aiutare da altri ragazzi e immergersi in reti di persone che siano di supporto le une alle altre, come le associazioni studentesche.

Come notano tutti, dal secondo giorno, i ragazzi presenti a lezione cominciano a diminuire. Questo è un andamento che continua durante tutto l’anno per tutti i corsi senza obbligo di frequenza.

Ciò è una gran fortuna per i ragazzi in corsi numerosi, che hanno difficoltà a trovare i posti in aula.

Al confronto con il liceo, alcuni hanno trovato un ambiente molto simile, come Hubert, studente di Scienze Politiche. Altri ritengono che l’ambiente sia diverso, con lezioni che risultano molto più impegnative, come Carmelo di Ingegneria Informatica.

Tuttavia, l’esperienza è più bella perché lo studio si concentra sulle proprie passioni ed è tutto molto più interessante, come sostiene Gianluca di Economia e Finanza.

Come fa notare Andrea, anche la socializzazione all’università è diversa, poiché la mancanza del compagno di banco e l’organizzazione delle lezioni non ti costringe a conoscere veramente qualcuno, ma crea facilmente relazioni superficiali e di comodo.

Questo presenta una difficoltà per chi è più introverso, poiché per creare e coltivare un’amicizia vera all’università è necessario molto più impegno da parte di entrambi, piuttosto che un semplice rapporto tra colleghi basato sull’utilità e lo studio comunitario.

D’altro canto, per Gianluca, all’università c’è la possibilità di conoscere molte più persone.

L’avventura delle matricole è appena iniziata, ma non sanno cosa li aspetta. Ci vorrà del tempo per entrare a pieno nel mondo degli adulti.

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