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Catania dopo il ciclone Harry, al lavoro ingegneri e architetti: "Ripensare le coste"

Le interviste ai presidenti dei due ordini provinciali che fanno un bilancio e individuano le priorità e le modalità di intervento dopo le devastazioni di "Harry"

Noemi Costanzo
Giornalista pubblicista
  • 26 gennaio 2026

I danni del ciclone Harry nel catanese

Il ciclone Harry ha attraversato la Sicilia orientale lasciando dietro di sé un quadro di danni diffusi e criticità strutturali, colpendo con particolare intensità Catania e la sua provincia, soprattutto lungo la fascia ionica. L’evento meteorologico, caratterizzato da piogge torrenziali, forti raffiche di vento e violente mareggiate, ha messo a dura prova il territorio, evidenziando fragilità già note ma mai affrontate in modo sistemico.

Il bilancio delle ore più difficili è pesante: allagamenti estesi hanno interessato numerosi quartieri urbani e aree periferiche, con strade trasformate in veri e propri canali d’acqua, sottopassi impraticabili e gravi disagi alla viabilità cittadina ed extraurbana. In diversi comuni della provincia si sono registrati smottamenti, cedimenti del manto stradale e interruzioni temporanee dei collegamenti, rendendo complessi gli spostamenti e rallentando gli interventi di soccorso.

Le intense precipitazioni hanno provocato danni significativi a edifici pubblici e privati, con infiltrazioni, crolli parziali, compromissione di coperture e facciate, oltre a problemi strutturali che richiederanno verifiche approfondite di agibilità. Numerosi immobili hanno subito danni agli impianti elettrici e idrici, mentre i servizi essenziali hanno registrato interruzioni e malfunzionamenti, aggravando i disagi per la popolazione. L’azione combinata di vento e mare ha colpito duramente la fascia costiera, con mareggiate violente che hanno danneggiato infrastrutture, opere di protezione e spazi pubblici.

In città, la situazione ha reso necessarie evacuazioni precauzionali e l’attivazione di misure straordinarie di sicurezza per tutelare l’incolumità dei cittadini. L’intervento costante della protezione civile, della polizia Locale, dei vigili del fuoco e degli operatori impegnati sul territorio è stato fondamentale per fronteggiare l’emergenza e limitare conseguenze ancora più gravi.

Di fronte a uno scenario che conferma la crescente esposizione del territorio a fenomeni climatici estremi, l’Ordine degli Architetti PPC e l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Catania hanno espresso solidarietà alla comunità colpita e vicinanza alle famiglie che stanno affrontando le conseguenze del ciclone, manifestando al tempo stesso riconoscenza verso tutti coloro che stanno operando senza sosta in queste giornate difficili.

«Un’emergenza che riapre la questione legata alla necessità di interventi rapidi ed efficaci per garantire la sicurezza di cittadini e infrastrutture - commenta il presidente dell’Ordine degli Ingegneri Mauro Scaccianoce - richiamando l’attenzione delle istituzioni locali, regionali e nazionali sulla necessità di mettere in campo procedure straordinarie e semplificate per ridurre i tempi di progettazione, approvazione ed esecuzione degli interventi urgenti. Il ciclone Harry ha dimostrato quanto sia necessario intervenire tempestivamente per prevenire rischi maggiori e tutelare l’incolumità delle persone. Servono procedure snelle, immediate che consentano di passare rapidamente dall’emergenza alla messa in sicurezza del territorio».

Sulla stessa linea il presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Catania, Alessandro Amaro, che pone l’accento sulla fase più delicata del post-emergenza: «In queste ore la priorità è la sicurezza: siamo sul campo a disposizione di amministrazione e protezione civile per verifiche puntuali, valutazioni di agibilità. È necessaria un'attenzione maggiore alle condizioni del costruito e dello spazio pubblico, soprattutto nelle aree più fragili e sulle coste. La ricostruzione non può essere solo riparazione: deve diventare occasione per migliorare qualità urbana e resilienza, con interventi integrati su edifici, quartieri e servizi. I danni causati dal ciclone Harry impongono dunque una riflessione che va oltre il ripristino immediato. Strade, edifici, reti e spazi pubblici dovranno essere ripensati alla luce di scenari climatici sempre più complessi, evitando soluzioni temporanee che rischiano di amplificare i problemi nel medio-lungo periodo. So che anche altri ordini professionali si stanno muovendo in tal senso sia a Messina che a Siracusa».

In questo contesto, i due Ordini professionali hanno dichiarato, in uno spirito di collaborazione istituzionale, la piena disponibilità a mettere a disposizione competenze tecniche e supporto operativo per sopralluoghi, valutazioni di prima necessità, pianificazione degli interventi urgenti e contributi tecnico-scientifici finalizzati alla prevenzione e all’adattamento ai cambiamenti climatici.

«Occorre avere una visione strutturale e a lungo termine per un’efficace strategia di prevenzione e adattamento - concludono i due presidenti - Ingegneri e Architetti sono pronti a fare la propria parte, in sinergia con istituzioni e comunità». Il ciclone Harry rappresenta così una dura prova per Catania e la sua provincia, ma anche un’opportunità per ricostruire con maggiore consapevolezza, trasformando i danni subiti in un punto di partenza per un territorio più sicuro, resiliente e preparato alle sfide future.
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