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Chi è la candidata sindaco Francesca Donato: la sua "Rinascita Palermo" (in 8 punti)

PALERMO 2022 - Balarm vi racconta le amministrative attraverso le interviste ai candidati sindaco: l'europarlamentare Francesca Donato e il suo programma per la città

Anna Sampino
Giornalista
  • 17 maggio 2022

Francesca Donato

È con la lista indipendente “Rinascita Palermo” che Francesca Donato, eurodeputata e avvocato, corre alle elezioni amministrative del 12 giugno come candidato sindaco.

Marchigiana d’origine, ha vissuto gran parte della sua infanzia e adolescenza tra Veneto ed Emilia Romagna, dove si laurea in giurisprudenza all’università di Modena. Siciliana d’adozione: dopo il matrimonio con l’imprenditore Angelo Onorato (anche su Instagram fa “Ladyonorato”) si trasferisce a Palermo, dove vive da 23 anni.

Europarlamentare, eletta tra le liste della Lega (partito che ha poi lasciato), nota anche per le sue posizioni contro campagna vaccinale e green pass.

La sua attività politica inizia nel 2012, quando fonda il progetto "Eurexit", un movimento critico nei confronti dell’Eurozona. Nel 2014 si candida per la prima volta al Parlamento europeo nelle circoscrizioni nord-est ed isole con la Lega Nord ma non viene eletta. Continua così a fare l’avvocato e avvia a Palermo una sua attività imprenditoriale. Nel 2018 si avvicina di nuovo alla politica e nel 2019 viene candidata alle elezioni europee, per la circoscrizione isole, sempre con la Lega. Stavolta viene eletta e oggi fa parte del gruppo dei non iscritti.
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La sua corsa alla poltrona di sindaco viene annunciata quasi a sorpresa. Perché candidarsi proprio a Palermo? «Intanto perché tengo a questa città. Ci vivo e mio marito continua a lavorarci. Volevo un candidato sindaco serio. Così già un anno fa, avevo sollecitato il mio partito di allora, sia i responsabili del coordinamento regionale che lo stesso Salvini, ma non ho riscontrato alcun interesse. Stesso atteggiamento negli altri partiti della coalizione. Intanto, Pd e M5s, avvantaggiati dall’appoggio della giunta Orlando, rischiavano di presentare un candidato forte. Francamente, non mi sono sentita di lasciare Palermo nelle mani di un’altra sindacatura Orlando, l’ennesima. Così ho deciso di scendere in campo in prima persona. Ho proposto alla Lega la mia candidatura ma non è stata presa in considerazione».

Una volta lasciata la Lega (soprattutto per le sue posizioni contrarie alla campagna vaccinale e al green pass), Francesca Donato va avanti da sola con la lista “Rinascita Palermo”.

«La mia candidatura ha anche un significato politico che va oltre. Tra i miei sostenitori ci sono tante persone che hanno condiviso le mie battaglie valoriali per le libertà, il rispetto dei diritti e della costituzione». Il riferimento è chiaramente alle sue posizioni contro i vaccini anti-Covid, lockdown e green pass.

«Anche il nome della lista “Rinascita Palermo” deriva da “Rinascita Repubblicana”, manifesto di valori nel quale ho individuato i valori fondamentali su cui un’azione politica democratica dovrebbe muoversi. Sento che c’è bisogno di far rinascere la Repubblica e una Costituzione, che non è più applicata né rispettata».

Passiamo al programma. Cosa farebbe Francesca Donato, se venisse eletta sindaco di Palermo, nei primi cento giorni?

PRIMI CENTO GIORNI – «Metterei subito al lavoro una task force, attingendo dalle energie cittadine, come università, ordini professionali e liberi professionisti di grande qualità, per studiare il nuovo Piano regolatore e intervenire subito sulle questioni più urgenti. Ne dico una su tutte, la riapertura della strada del Papireto, nella quale c’è una voragine aperta da 9 mesi e che richiede interventi rapidi in emergenza e poi un intervento strutturale a regime».

Altra azione da fare subito, secondo Donato, è riaprire il Parco Cassarà, «chiuso da otto anni senza nessuna ragione plausibile. Il motivo sarebbe la presenza di tracce di metalli pesanti a 30 metri sotto terra. Ma, a nessuno è chiaro perché dovrebbe essere un pericolo per i cittadini»,spiega.

Manutenzione delle strade e il completamento dei cantieri avviati sono i settori indicati come “prioritari” insieme alla gestione dei rifiuti e al bilancio comunale. Su quest’ultimo punto, promette «un’ “operazione verità sui conti”. Al di la delle bugie che ha detto Orlando, bisogna capire come stanno le cose e valutare quale è la soluzione più giusta per la città. Perchè se il piano di riequilibrio si traduce in un indebitamento della città, allora occorre trovare un altro strumento adeguato».

RIFIUTI – Differenziata e trasformazione dei rifiuti in energia sono i due punti su cui punta nel suo programma elettorale. «La percentuale di rifiuto secco non riciclabile va gestita nel rispetto dell’ambiente e si deve studiare una soluzione per trasformarla in energia», spiega.

«Il problema dell’autonomia energetica è una questione che si porrà nei prossimi anni e su cui bisogna lavorare sin da adesso. Peraltro significa creare “fonti di reddito” per il Comune di Palermo, che non può pensare di continuare a sopravvivere grazie all’elemosina di finanziamenti da Roma o dei fondi europei, che sono sempre più difficili da ottenere e spendere. Dobbiamo riuscire ad avere un’economia che tira, un sistema lavoro che funziona e asset produttivi del Comune che garantiscano entrate tali da coprire i costi necessari per i servizi ai cittadini».

MOBILITÀ – Un aspetto su cui Francesca Donato boccia in toto l’uscente amministrazione. «La giunta Orlando si è mossa senza coinvolgere i cittadini e ha approvato progetti di mobilità sostenibile che alla fine hanno creato più problemi che vantaggi».

Sul tram in via Libertà non usa mezzi termini: «È una follia. Si deve rendere fluido il traffico automobilistico. A Palermo serve potenziare bus, creare aree di parcheggio multipiano in zone nevralgiche per evitare le doppie file. Ancora, dobbiamo rivedere le zone blu e renderle conformi al codice della strada, prevedendo un equivalente spazio di strisce blu e di zone bianche».

Monopattini? «Preferisco le biciclette, ma con piste ciclabili vere e percorribili in sicurezza».

GRANDI EVENTI, SPAZI CULTURALI E SPORTIVI - Un auditorium da 5 mila posti, centri aggregativi e spazi di arte libera in ogni quartiere, ammodernamento della piscina comunale, impianti sportivi accessibili gratuitamente: sono le proposte del suo programma.

«Io parlo di “coltivare talenti”, ossia sostenere i giovani palermitani che hanno talento, in qualsiasi campo artistico. Un modo per garantire un futuro a tanti ragazzi ma anche per mantenere l’identità della sicilianità. Si tratta di azioni che hanno costi, ma che devono essere attenzionate facendo una revisione delle spese, andando individuando gli sprechi».

PERIFERIE – Secondo il candidato sindaco di “Rinascita Palermo”, le periferie devono essere “dotate di servizi e strutture necessarie per essere vivibili. Ci devono essere piazze, attività sportive, commerciali, culturali. Insomma, devono essere vive. Il Comune deve anche prevedere spazi di co-working accessibili gratuitamente.

EMERGENZA ABITATIVA E SOCIALE – L’emergenza abitativa è una delle “piaghe” ancora irrisolte della città. “Palermo ha bisogno di un nuovo piano di edilizia residenziale pubblica”. Come? Riuso dei beni comunali inutilizzati? Non è d’accordo Francesca Donato: «Non si possono utilizzare come alloggi popolari. Costa di più mettere a norma un vecchio edificio che costruirne uno nuovo». Insomma, secondo Donato è necessario costruire nuove case popolari, «da assegnare poi seguendo una graduatoria ferma da anni».

Ancora, «Necessario rafforzare i servizi sociali e in particolare, penso agli sportelli destinati agli immigrati».

IMPRESE E ATTIVITÀ PRODUTTIVE - Riforma del Suap (Sportello unico per le Attività produttive) è il primo ambito su cui intervenire. «Da imprenditrice ho capito quanto sia difficile fare impresa a Palermo. Molto più di quanto lo è per un milanese o un veneto. Il primo passo è dare un interlocutore certo agli imprenditori e lo sportello unico deve diventare proprio questo».

L’amministrazione comunale, secondo Donato, deve essere “business friendly”, aiutando «il settore edilizio e commerciale a ripartire».

TURISMO – Palermo è bella, non si può nascondere. Ma è anche attrattiva e a misura di turista? «Credo che il turismo debba rientrare tra le competenze delle Attività produttive, perché è un settore che va gestito con ottica manageriale. Per esempio serve un ufficio di promozione turistica, vero. Palermo deve entrare nei circuiti internazionali, iniziando magari da un nuovo sito web comunale. Orlando dice di aver stimolato collaborazioni internazionali ma così francamente non pare».

Secondo Francesca Donato, per realizzare quella “Rinascita Palermo” (obiettivo che dà il nome alla sua lista) «serve una programmazione di lunga visione, almeno di 10 anni. Lavorando passo dopo passo, con i tempi che la democrazia richiede, quindi con trasparenza e tavoli di concertazione che coinvolgano cittadini nei vari temi».
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