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Chiese, piccoli borghi e spiagge meravigliose: quali sono i "Luoghi del Cuore" della Sicilia

Vi sveliamo la classifica, al momento provvisoria, dei luoghi siciliani più votati nel censimento nazionale del FAI. Per votare il vostro luogo più caro c'è ancora tempo

Balarm
La redazione
  • 10 novembre 2022

Il Cimitero Vecchio di Santo Stefano di Camastra, considerato un vero e proprio museo a cielo aperto delle ceramiche maiolicate, è al primo posto della classifica provvisoria dei "Luoghi del cuore" in Sicilia, il più grande censimento spontaneo del patrimonio culturale italiano promosso dal FAI, per il quale si può votare i luoghi più cari fino al 15 dicembre.

La raccolta voti spontanea nasce proprio dal desiderio di vedere restaurare queste opere come il Cimitero Vecchio, che negli anni Novanta la Soprintendenza dei Beni Culturali di Messina ha restaurato in parte, riprendendo alcune delle tombe al suo interno, ma si rendono ancora necessari lavori di manutenzione e recupero delle altre sepolture. Originariamente, infatti, le tombe erano completamente ricoperte di maioliche, ma negli anni alcune delle piastrelle si sono staccate e sono conservate nel museo cittadino a Palazzo Trabia.

Secondo posto dei luoghi del cuore siciliani c'è la Spiaggia della Pillirina, l’area che corrisponde a Punta della Mola, nel cuore della Penisola Maddalena a sud di Siracusa. Il nome deriva dalla vicina grotta, che a sua volta trae origine da una leggenda che vede come protagonisti un pescatore, una donna soprannominata Pillirina (termine dialettale per Pellegrina) e il loro amore impossibile.
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Oltre a essere una delle baie più belle della città, l'area è stata protagonista di importanti vicende storiche: proprio qui nel 415 a.C. gli ateniesi attaccarono per la prima volta la città. L'insenatura è caratterizzata dal mare cristallino – parte dell’Area Marina Protetta del Plemmirio - ma nella zona circostante ci sono anche tombe risalenti al periodo greco e bunker risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. Proprio per preservare l’ecosistema naturale di un’area che ha anche problemi di dissesto idrogeologico legati all’erosione costiera, il comitato “Pillirina”, attivo dal 2010, promuove la raccolta voti al censimento del FAI per chiedere per questo luogo l'istituzione di una riserva naturale orientata.

Ancora sul podio (terzo posto) per l'incantevole marna bianca Scala dei Turchi di Realmonte. Il suo nome risale al XVI secolo, quando i pirati saraceni, impropriamente chiamati “Turchi”, la utilizzavano come punto di approdo per saccheggiare i paesi limitrofi. Si tratta di una parete rocciosa di marna bianca che riproduce la forma di una scala dal profilo smussato, curvo e irregolare; un vero monumento naturale, che si protende sul mare tra Agrigento e Porto Empedocle, separando due spiagge sabbiose.

L’intera costa dove insiste la Scala dei Turchi è stata catalogata come zona a rischio idrogeologico; nonostante ciò, l’area è da tempo oggetto di abusivismo. Dagli anni Ottanta del Novecento una delle spiagge ai suoi piedi era deturpata dallo scheletro di cemento di un complesso alberghiero mai concluso. Grazie alla mobilitazione al censimento “I Luoghi del Cuore” 2008, il FAI ha agito in favore del bene affiancando Legambiente in una battaglia legale che, nel 2013, ha portato all’abbattimento dell'ecomostro.

FAI e Intesa Sanpaolo hanno inoltre sostenuto la demolizione di un altro edificio abusivo su uno dei terrazzi rocciosi in cima alla Scala. È seguita la riqualificazione dell’area, trasformata in belvedere pubblico in collaborazione con il Comune di Realmonte. Recente anche la notizia di una nuova vittoria per la maestosa marna bianca: saranno infatti demolite le villette costruite a Lido Rossello.

Il comitato “Scala dei Turchi” con la collaborazione di numerose associazioni locali, dopo il successo degli scorsi censimenti, sta nuovamente raccogliendo voti per tutelare questo paesaggio unico che merita di essere inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'Umanità Unesco.

Al quarto posto si piazzano le Tre Piscine, un suggestivo tratto di costa roccioso nell’area di Capo Zafferano, a Bagheria. Si dice che il nome popolare attribuito a quella che sulle carte nautiche viene nominata “Cala dell’Osta” sia dovuto alla divisione di quest’area in tre calette, che per la calma delle acque e per il colore verde-azzurro ricordano delle piscine. Solo di recente si è aggiunto “Cala del Cuore”, in riferimento all’istallazione a forma di cuore rosso affissa sugli scogli.

Questo luogo incredibile è caratterizzato verso l’interno da dune di origine eolica e da un paesaggio mediterraneo selvaggio, popolato di piante che fioriscono in tutti i periodi dell’anno. L’obiettivo della raccolta voti all’undicesimo censimento “I Luoghi del Cuore” è il miglioramento dei percorsi in cemento che permettono di raggiungere le calette, che hanno oltre quarant'anni e rendono l'accesso al mare particolarmente difficoltoso, se non pericoloso. Questi luoghi risultano non accessibili a persone in condizione di disabilità. Inoltre, secondo le indicazioni dei piani tecnici, l'area in prossimità degli scogli è indicata come soggetta a crolli; attualmente però non esiste una staccionata che delimita i dislivelli, né è presente la segnaletica obbligatoria.

A seguire, c'è il Gran Priorato di Sant’Andrea è la chiesa più antica di Piazza Armerina, fondata nei primi decenni del 1100. Le strutture che si possono ammirare oggi sono ciò che rimane dopo che la città si ribellò a Guglielmo I e dopo il grande terremoto del 1169. Ancora oggi la Chiesa di Sant’Andrea è sede della Delegazione di Piazza Armerina dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Si svolgono importanti celebrazioni religiose, come la processione del Venerdì Santo che dal centro della città si snoda verso la chiesa. La raccolta voti spontanea, promossa al censimento “I Luoghi del Cuore” 2022, nasce dal desiderio di far conoscere il complesso e presentare le sue notevoli potenzialità di sviluppo, soprattutto dopo la recente conclusione dei lavori di restauro dell’edificio.

Tra i luoghi più votati c'è la Chiesa di San Michele Arcangelo, piccolo "gioiello" nel centro storico di Isnello, un paesino incastonato nei suggestivi paesaggi del Parco delle Madonie. La sua particolarità è data dal pregiato soffitto ligneo dipinto, del 1739, che lascia poi spazio alle decorazioni in stucco e marmo nelle pareti laterali. La sua costruzione è da collocare nel XIII-XIV secolo, ma successive sono le opere che custodisce: l’organo, opera forse di Antonino la Valle, è del Seicento, il crocifisso attribuito per tradizione a Frate Umile da Petralia, è datato 1627, il pulpito e il tabernacolo di legno dorato posto sull’altare maggiore, realizzati dallo scultore Pietro Bencivinni da Polizzi, sono dei primi del Settecento e gli stucchi di Giacomo Messina e la sua scuola sono stati realizzati tra il 1716 e il 1727.

Tutti questi tesori necessitano, però, di un continuo lavoro di tutela e manutenzione: la sua posizione adagiata alla parete di roccia fa sì che all'interno vi siano ingenti danni dovuti alle infiltrazioni: gli stucchi e quello che rimane degli originali affreschi risentono notevolmente di questa costante umidità. Inoltre, negli ultimi anni vi sono state anche molte infiltrazioni dal tetto, elemento che necessita l'intervento più urgente. Per far emergere questo bisogno il comitato “Chiesa di San Michele Arcangelo” sta promuovendo la raccolta voti al censimento del FAI 2022. Anche l’attrice Gaia Amaral sostiene la raccolta voti per questo “Luogo del Cuore”.

Segue, al settimo posto della classifica, il Complesso Monumentale del Carmine Maggiore è uno dei capolavori artistici e architettonici di Palermo, con la sua chiesa barocca seicentesca, il chiostro cinquecentesco e la splendida e antichissima Cappella della Pietà, costruzione primitiva del XII secolo. All’interno della Chiesa si trovano opere di Giacomo Serpotta, Antonello e Domenico Gagini e Pietro Novelli.

A partire dal 1627 i frati carmelitani diedero avvio alla fabbrica moderna del Carmine Maggiore, connotata da colonne in “pietra di Billiemi”, secondo una consolidata prassi architettonica introdotta a Palermo alla fine del Cinquecento. La fabbrica si concluse con la costruzione, tra il 1677 e il 1680, della cupola, la più bella in stile barocco maiolicato di Palermo e della Sicilia, sorretta da quattro Telamoni che si alternano alle quattro grandi finestre ornate da angeli, frutta e foglie ornamentali.

Il comitato “Complesso del Carmine Maggiore”, nato dalla volontà del Rettore Padre Pietro Leta di far rifiorire il bene, promuove la raccolta voti per sensibilizzare sulla necessità di un urgente programma di interventi di restauro che ne salvaguardino l’architettura, scrigno di tesori artistici di rilevante interesse.

Il celebre Parco Archeologico Valle dei Templi di Agrigento si piazza all'ottavo posto dei luoghi siciliani del cuore. Definita “Città la più bella fra quante son albergo per gli uomini” dal poeta greco Pindaro, dall’originario piccolo nucleo, vide la sua massima espansione durante l’epoca romana. Nel Medioevo e nei secoli successivi iniziò il lento declino della città che ha spostato il suo centro nevralgico verso l’interno, in corrispondenza all’attuale Agrigento.

Ma il suo destino non era l’abbandono e il degrado: nel 1997 il sito archeologico è stato nominato Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, attirando l’attenzione non solo di turisti da tutto il mondo, ma anche di studiosi e ricercatori. Molto amato, numerosi cittadini, in maniera spontanea, lo stanno segnalando al censimento del FAI.

Segue la Torre di Manfria a Gela. Una torre di avvistamento che si erge su una collina sovrastante il golfo di Gela ed è inserita nell’elenco di Rete Natura 2000 per la sua varietà di habitat litoranei. Le fonti sono discordi sull’esatta data di costruzione (probabilmente intorno al 1550), certa è invece quella di conclusione dei lavori: nel 1615 l’edificio fu completato dal Duca di Ossuna, su disegno dell’architetto fiorentino Camillo Camilliani.

La Torre Manfria, o Ossuna, faceva parte delle oltre 200 torri costiere che formavano un rudimentale sistema di vigilanza strategico-militare per segnalare i pericoli provenienti dal mare. La torre misura circa 15 metri di altezza e 12,5 metri la base. Diversi anni fa il bene, la cui proprietà è privata, fu illuminato per essere visibile di notte in tutta la sua possente maestosità a decine di chilometri di distanza. L'illuminazione, però, fu oggetto di una feroce azione vandalica che mise definitivamente fuori uso l'intero impianto. Da allora, la Torre di Manfria è abbandonata all’erosione e alle intemperie ed è stata rovinata da ulteriori azioni vandaliche.

La raccolta voti al censimento “I Luoghi del Cuore” 2022 vuole sensibilizzare sulla tutela di questo sito ed è supportata dall’attore comico Giovanni Cacioppo.

Infine, tra i 10 luoghi siciliani più segnalati c'è il pittoresco Borgo marinaro di Marzamemi, a Pachino. Il nome Marzamemi è collegato alla parola araba “Marsà al hamen”, che significa Rada delle Tortore. Il nome di questo piccolo borgo marinaro della provincia di Siracusa deriva probabilmente dall’abbondante passaggio di questi uccelli in primavera.

La sua nascita risale all’anno Mille, quando gli Arabi costruirono qui la tonnara che per molti secoli fu seconda solo a quella di Favignana e che ora funziona saltuariamente. Attualmente presenta ancora l’aspetto che aveva nel Settecento, quando la Famiglia Villadorata acquistò e modificò la tonnara ampliandone gli spazi, costruendo la Chiesa di San Francesco di Paola e ristrutturando le case dei pescatori, oggi per la maggior parte disabitate, perché logorate dal tempo.

La più caratteristica è la “casa del forno”, chiamata così perché provvista all’interno di un grandissimo forno, in muratura, che al tempo forniva il pane per l’intero borgo. La raccolta voti spontane nasce dal desiderio di far conoscere e promuovere gli aspetti peculiari di questo luogo dal valore fortemente identitario.
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