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Ciao Pino, l'Italia ha riscoperto Palermo con la tua ironica cultura: un immenso grazie

Mai volgare, Pino Caruso fu un alfiere della comicità in televisione e al cinema e fu direttore del Festino di Santa Rosalia: stava male, si è spento serenamente a 84 anni

Balarm
La redazione
  • 8 marzo 2019

Pino Caruso è morto nel pomeriggio del 7 marzo a Roma: aveva 84 anni e si è spento nella sua casa, serenamente.

Giuseppe "Pino" Caruso era nato a Palermo il 12 ottobre del 1934 ed è stato un grande attore e scrittore.

Protagonista sia in televisione che al cinema, ha recitato a fianco di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia e Lando Buzzanca, molti gli show che lo hanno ospitato lungo la sua lunga carriera.

A Palermo è stato direttore del Festino nel 1995 e delle prime due edizioni di Palermo di scena, festival estivo che ha iniziato a rilanciare la città dopo la stagione del piombo mafioso portando negli spazi più belli personaggi del calibro di Sakamoto, Carmelo Bene, Dario Fo e molti altri.

Inizia in Sicilia come attore drammatico, debuttando al Piccolo Teatro di Palermo il 16 marzo 1957 con un breve ruolo in Il giuoco delle parti di Luigi Pirandello. Un anno dopo, per il Teatro Massimo di Palermo, interpreta un ruolo recitante ne "Il flauto magico" di Mozart. Nel 1963 è scritturato dal Teatro Stabile di Catania.

Nel 1965 si trasferisce a Roma e passa al cabaret del Bagaglino (1965-1967). Nel 1967 sempre per il Bagaglino debutta al Teatro Nuovo di Milano con lo spettacolo Pane al Pino e Pino al Pino di Castellacci e Pingitore. Nel 1968 lo scrittura la RAI per la trasmissione di varietà Che domenica amici dove tiene una rubrica settimanale "Diario siculo". Per la televisione seguono Gli amici della domenica (1970), Teatro 10 (1971), e Dove sta Zazà di Castellacci, Pingitore e Falqui. Nel 1975 partecipa a Mazzabubù (Rai Uno), sempre di Castellacci e Pingitore, per la regia di Falqui. È tra i primi artisti a legittimare la lingua siciliana nella televisione italiana.

Nel 1977, sempre per la Rai, è protagonista di Caruso al cabaret, uno speciale a lui dedicato. Nel 1979 è eletto segretario del SAI, il Sindacato Attori Italiani.

Nel 1979 è protagonista con Ornella Vanoni di Due come noi, testi di Guardì, Di Pisa, Falqui e dello stesso Caruso per la regia di Falqui. Viene eletto Segretario a titolo gratuito del sindacato attori italiani (SAI), col quale si impegna sulla questione dei finanziamenti pubblici e per la recitazione in "presa diretta".

Durante la sua gestione nasce l'IMAIE. Nel 1981 è protagonista insieme a Milva di Palcoscenico, regia di Antonello Falqui. Nel 1982 è protagonista e autore dei testi di Che si beve stasera? (Rai Due), per la regia di Paolo Poeti. Nel 1983 scrive e dirige per Rai Tre Lei è colpevole, si fidi (da un'idea di Vittorio Sindoni), un film satirico sul caso Enzo Tortora e sulla cattiva giustizia, interpretato oltre che dallo stesso Caruso, da Renzo Arbore, Oreste Lionello, Enrico Montesano, Gigi Proietti, e Luciano Salce, tutti nei panni di se stessi.

Tra l'inizio degli anni Settanta e l'inizio della seconda metà degli anni Ottanta è stato ospite di varie trasmissioni televisive, tra le quali: Canzonissima (1971), Teatro 10 (1972), Portobello (1977), Fantastico (1984) e simili. Per più stagioni è stato ospite fisso di Domenica in, con Pippo Baudo (dal 1984 al 1986) e con Raffaella Carrà (stagione 1986-1987), e per quest'ultima partecipazione è stato premiato con il Premio Regia Televisiva.

Nel frattempo continuava l'impegno teatrale e scrive e cura per il TG2 la rubrica televisiva di satira politica e di costume L'asterisco. Nel 1989 si dimette da segretario del SAI per tornare a tempo pieno al suo lavoro d'attore.

Nel 1990-91 su Rai Due presenta assieme a Claudia Mori il programma musicale Dudu dudù. Nella stagione 1995-1996 è conduttore per il circuito Cinquestelledella rubrica settimanale Il ballottaggio.

Dal 1995 al 1997, su nomina del sindaco Leoluca Orlando, Caruso progetta e dirige Palermo di scena, manifestazione d'arte e spettacoli. In tale occasione Caruso rinnova il tradizionale Festino, manifestazione a ridosso delle celebrazioni liturgiche del giorno dopo, trasformandolo in rappresentazione teatrale, itinerante, a tutti gli effetti. Nel 2001, il commissario straordinario Ettore Serio richiama Caruso a ripeterne l'esperienza.

"Palermo perde un concittadino straordinario, un uomo, un artista che ha contribuito alla rinascita della città, con la sua cultura, la sua ironia, la sua sagacia - commenta così la morte dell'attore il sindaco Orlando - Proprio negli anni della rinascita, dopo le terribili stragi del '92, contribui con la sua forza e le sue idee a dare speranza ai palermitani e alla città: sue furono grandi intuizioni che sono rimaste nella tradizione culturale della città, come quella di un Festino che divenisse anche momento di spettacolo e gioia, oltre che di riflessione e fede. Lascia in tutti noi un grande dolore, ma certamente anche l'orgoglio di averlo conosciuto e di aver condiviso un pezzo importante della nostra strada".

Dal 1997 al 1999 è opinionista in "Domani è un altro giorno" di Alda D'Eusanio.

A partire dal 2002 è tra i protagonisti della fiction Carabinieri su Canale 5 per due stagioni, interpretando il maresciallo Giuseppe Capello, uscendo di scena andando poi in pensione.

Nel 2003 è protagonista del Tutto per bene di Luigi Pirandello e nel 2004 de Le Vespe di Aristofane, al Teatro Greco di Siracusa. Interpreta inoltre il mafioso nel film tv L'onore e il rispetto di Salvatore Samperi; il prete nel film La matassa di Ficarra e Picone e Giambattista Avellino.

Nel 2009 interpreta il monologo La voce dei vinti e, per il Teatro Stabile di Palermo, con la coproduzione del Teatro Stabile di Catania, interpreta, curandone anche la regia, il monologo spettacolo Mi chiamo Antonio Calderone, di Dacia Maraini, tratto dal libro di Pino Arlacchi Gli uomini del disonore. Nel 2010 Pino Caruso è il protagonista de Il berretto a sonagli (regia G. Dipasquale) ottenendo grande successo di pubblico e di critica.

A partire dal 1969 ha scritto numerosi libri, spaziando tra vari generi e l'ulltimo "L'uomo comune" (editore Marsilio) ha vinto la Palma d'oro al Salone Internazionale del Libro di Bordighera. Collaborva periodicamente con giornali e riviste

Caruso era sposato con l'attrice teatrale Marilisa Ferzetti.

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