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Colpo di scena: la spiaggia più bella d'Italia è anche parecchio inquinata. Sì, è Lampedusa

Dalla top ten di TripAdvisor al sequestro del depuratore delle acque reflue: bagnanti ignari nuotano in acque con batteri 10mila volte superiori ai limiti posti dalla legge

Balarm
La redazione
  • 27 aprile 2018

La spiaggia dei Conigli di Lampedusa

Per Tripadvisor la Spiaggia dei Conigli dell’isola di Lampedusa è la regina delle spiagge d'Italia (ne avevamo parlato qui).

Per la procura di Agrigento, invece, il mare di Lampedusa, l'isola più grande delle Pelagie, meta di turisti e porto di approdo per tanti migranti, è inquinato. E non da oggi.

I liquami di strutture alberghiere, di case private e di uffici pubblici vengono infatti scaricati da anni direttamente a mare, senza passare dal depuratore perché semplicemente non funziona.

Bagnanti ignari hanno così nuotato in acque sporche. Nelle acque isolane è stato infatti riscontrato un inquinamento da batteri fecali, 10mila volte superiori ai limiti imposti nelle tabelle dalla legge. E l’impianto di depurazione della acque del Comune di Lampedusa è ovviamente stato sequestrato, insieme a 6mila tonnellate di materiale di vario tipo accumulato illecitamente.

A procedere al sequestro, svolgendo un'attività investigativa in materia ambientale, sono stati i carabinieri del centro Anticrimine natura e la Guardia costiera. La Procura della Repubblica di Agrigento ha fatto notificare anche 13 avvisi di garanzia, tra le accuse l’inquinamento ambientale. Ma l’indagine - assicurano - non è ancora conclusa.



Ma cerchiamo di capire qualcosa in più. I lavori per la realizzazione del depuratore di Lampedusa sono cominciati alla fine degli anni Novanta e doveva servire per un bacino di circa 5mila persone. Ma le cifre a Lampedusa oggi sono ben altre: solo la popolazione è di quasi 6mila persone e in alta stagione turistica si può arrivare anche a 20mila presenze, oltre chiaramente a tutte le persone che sono transitate dall’isola come migranti.

Non tutti sanno però che dal 2012 il vecchio depuratore non funziona più. E la situazione, nel tempo, si è sempre più aggravata: infatti, le opere che dovevano essere effettuate non sono state realizzate portando alla condizione attuale di estrema gravità e al sequestro preventivo del depuratore.

Ricordiamo che un’ordinanza (niente meno che) di Berlusconi, era il 2011, aveva destinato alla Regione 26 milioni di euro che il governo siciliano avrebbe dovuto stanziare al Comune di Lampedusa (quindi anche a Linosa), anche per la realizzazione il depuratore. Ma il progetto finanziato - che prevedeva una serie di passaggi per la consegna dei lavori - ad un certo punto ha subito una battuta d’arresto: qualcosa si è inceppata.

Di fatto il depuratore non funziona e dalle indagine viene fuori che sono state utilizzate impropriamente le vasche del vecchio e del nuovo depuratore e un tubo, una sorta di collettore, visibile che spande in acqua i rifiuti melmosi.

Per il Sindaco Totò Martello non è il caso di far allarmismo: «il mare di Lampedusa resta pulito e immacolato. Solo nella zona di Cavallo Bianco, interessata dall'impianto di depurazione, risultano livelli di inquinamento».

Adesso, in extremis, si cerca di salvare la stagione balneare e al momento nessun divieto è previsto per i bagnanti, con l’obiettivo principale da parte della Procura di far di tutto per far partire al meglio la stagione estiva.

Per questo la Procura di Agrigento ha impartito al Comune delle direttive che se verranno rispettate, probabilmente, riusciranno a contenere l'inquinamento ambientale. Altimenti scordiamoci il mare di Lampedusa e cerchiamo un'altra meta per le nostre vacanze.
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