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Con lui i pezzi di metallo "prendono vita": l'artista (per passione) di Castellana Sicula

Da panettiere ad aiuto chef per poi approdare alla passione che coltiva da sempre. Mario Bellomo da cinque anni crea opere con pezzi dismessi, trovati qua e là

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 31 gennaio 2021

Mario Bellomo con una sua creazione

Dall’unione di due pezzi di ferro trovati per caso è scoccata la scintilla, è il caso di dire, che ha fatto accendere la creatività di Mario Bellomo, artista per passione di Castellana Sicula.

«Non è la mia professione al momento - ci ha detto Bellomo - è una passione che è nata per caso, così come vengono fuori le mie sculture di metallo.

Non ho mai in mente prima ciò che realizzerò, l’idea nasce dal primo “scarto” che trovo. Il cavallo, ad esempio, una delle opere a cui tengo di più, tra le più grandi, è venuta fuori da un pezzo che mi ricordava le narici proprie di un cavallo».

Mario Bellomo, che nella sua casa di campagna ha tutta la tranquillità per creare e lo spazio per disporre, soprattuto fuori, nel terreno circostante, le sue produzioni è sempre stato circondato da saldatrici e attrezzi che oggi maneggia con sicurezza, essendo cresciuto nell’officina del padre fabbro.



«Ho sempre visto queste macchine in funzione e conosciuto, quindi, il loro utilizzo ma non pensavo che un giorno sarebbero state così presenti nella mia quotidianità».

Mario Bellomo, infatti, prima di dedicare “ogni attimo” delle sue giornate alla realizzazione di queste opere ha fatto per molti anni il panettiere a Castellana Sicula e, ultimamente, l’aiuto chef.

«Da qualche mese sono fermo a causa del Covid e quindi ho potuto dedicare ancora più tempo a questa passione. Non so se un domani potrà essere per me una professione ma di certo, al momento, mi occupa molto, dandomi anche serenità.

Mettere insieme questi pezzi che da soli spesso non hanno senso mi rilassa e mi da molta adrenalina, probabilmente con i miei lavori precedenti ho affinato la capacità di mettere insieme gli ingredienti che poi danno vita a qualcos’altro».

Bellomo, a dispetto dei pochi anni di attività in campo artistico - da cinque anni realizza queste opere, per quanto ne abbia prodotte già moltissime - ha già partecipato ad esposizioni anche a Palermo, al fianco di artisti del calibro di Croce Taravella.

«La prima esposizione a cui ho partecipato si è svolta a Petralia Sottana all’interno del BatrArt Fest. È stata un’esperienza molto interessante perché fino ad allora le mie opere non erano uscite da casa mia.

Ho iniziato a creare per me, per un bisogno mio ma adesso condividere con gli altri le mie produzioni è una bella soddisfazione.

Ho scoperto - ci dice sorridendo - che il distacco non è facile ma l’apprezzamento che la gente mi ha dimostrato mi aiuta in questo passaggio».

Sul futuro della sua passione Bellomo non ha ancora le idee chiare, anche per il momento storico.

«Il Covid ha congelato tutto, c’erano dei progetti in programma che al momento si sono fermati.

Una cosa è sicura, non ho smesso di produrre opere e di nutrire la mia aspirazione. Io continuo ad andare avanti e appena sarà possibile ripartiremo tutti.

Penso che non basti solo la creatività e la passione, penso che ci voglia anche la giusta occasione per far svoltare le cose, e questa te la può dare solo la vita».
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