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Da "scorrimento veloce" a collo di bottiglia: caos in viale Regione per le piste ciclabili

Dall'inizio di quest'anno la città quotidianamente si sveglia nel caos: tra clacson impazziti, macchine incolonnate e buche inevitabili, la mattina è un incubo

Alice Marchese
Giornalista
  • 1 aprile 2026

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Dall'inizio di quest'anno Palermo quotidianamente si sveglia nel caos: tra clacson impazziti, macchine incolonnate e buche inevitabili, la mattina in auto (e anche in moto) si sta trasformando in un incubo, soprattutto se si decide (o ancor peggio se si costretti) di percorrere viale Regione direzione Trapani per via dei cantieri delle ciclabili e le riprese di "Sicilia in progress" parlano chiaro.

È stato aperto un nuovo cantiere il 7 gennaio di cui vi avevamo parlato, a pochi passi dal parcheggio degli Emiri: un'opera che vuole promuovere la mobilità sostenibile in un'ampia parte del capoluogo. La pista si svilupperà da via Gaetano La Loggia sino a via Perpignano ed è stata ridotta la dimensione del marciapiede lato mare in viale Regione, tra via La Loggia e via Pitrè.

Già parte dei lavori sono stati completati come la ciclabile bidirezionale con sede propria in via Cosimo Aleo (da Viale Regione Siciliana Nord a Via Nina Siciliana), e proseguono lavori nella carreggiata (lato mare) di viale Regione che di conseguenza è stata ridotta scatenando il caos in qualsiasi momento, soprattutto nell'orario di punta.

Purtroppo la mattina è sempre la stessa storia: il tratto in direzione Trapani resta immobilizzato, il traffico della carreggiata centrale è leggermente più scorrevole, ma l'intoppo si presenta quando si deve passare dalla carreggiata centrale a quella laterale nel punto regolato dal semaforo dove c'è il tram e purtroppo il traffico rallenta inevitabilmente il servizio di trasporto pubblico che si blocca perché le auto restano ferme sulle rotaie.

Questa infrastruttura resta al centro delle polemiche data la sua collocazione anche perché restano cantieri che, nolente o volente, si ripercuotono sulla viabilità. Tante le proteste e le lamentele dei palermitani sui social, dai gruppi Facebook ai video su TikTok, dove segnalano il caos sulla circonvallazione.

Ad ogni modo se tutto procede secondo il cronoprogramma entro la fine del 2026 il capoluogo avrà le sue ciclovie. Si prosegue anche con quella su marciapiede con sede propria in via degli Emiri, via Michele Scoto, via Eugenio l’Emiro, via Michele Piazza, via Eugenio l'Emiro all'incrocio con via Guglielmo il Buono, via Serradifalco (da paizza Principe di Camporeale a via Dante).

Una cosa è certa: le piste ciclabili diventano sempre terreno di scontro a Palermo perché c'è chi utilizza la bicicletta e quindi la rivendica e chi, invece, non considera il capoluogo una città adatta a loro. Ci si augura comunque che venga rispettato il cronoprogramma così da alleggerire il traffico e assistere a una "nuova" Palermo.
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