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Dai reef tropicali al ricambio delle acque: 10 cose che non sapete sul Mar Mediterraneo

Del mare simbolo della nostra cultura, in sostanza, delle sue caratteristiche cosa sappiamo? Forse poco e in realtà ci sono alcune curiosità che vogliamo condividere con voi

Balarm
La redazione
  • 28 ottobre 2021

Il mar Mediterraneo

È sempre stato il perno della storia della Sicilia e delle sue stratificate culture: stiamo parlando del Mar Mediterraneo che, quasi come un collante, ha fatto da ponte tra le varie coste che lo contengono e i diversi popoli.

Ma di lui, in sostanza, delle sue caratteristiche cosa sappiamo? Forse poco e in realtà ci sono alcune curiosità che vogliamo condividere con voi.

Estensione intercontinentale
Partiamo dal fatto che il Mediterraneo è un mare intercontinentale che conta 46.000 km di coste dove vivono circa 450 milioni di persone, appartenenti a 20 nazionalità diverse.

Si colloca, infatti, tra Europa, Nordafrica e Asia occidentale, ed si collega all’Oceano Atlantico, tramite lo stretto di Gibilterra, e al Mar Rosso tramite il Canale di Suez.

Piccolo ma non troppo
Sarà anche un mare e non un oceano, ma la sua estensione è di tutto rispetto. Ha una superficie di circa 2,51 milioni di km quadrati e uno sviluppo massimo, lungo i paralleli, di circa 3700 km.



Profondità ragguardevoli
Si pensa del Mediterraneo che sia poco profondo, in realtà la sua profondità media si aggira sui 1500 metri, mentre quella massima è di ben 5270 metri, dato registrato presso le coste greche del Peloponneso.

La sua nascita
La scienza ha individuato un sistema di strutture generate dall’interazione tra la Placca euroasiatica e la Placca africana che si sono avvicinate con un movimento rotatorio durante gli ultimi 300 milioni di anni, deformandosi, scivolando e sovrapponendosi tra di loro, lasciando spazio per l’apertura di nuovi bacini interni.

Tanti affluenti sotterranei
A vista d’occhio, per i non addetti ai lavori, sembra un unico mare ma in realtà è diviso in circa venti sub-bacini interni, ognuno con la sua storia e le sue caratteristiche.

Pacifico ma non troppo
Che abbia una forza interna non indifferente ce ne siamo accorti dalle tristi notizie di cronaca degli ultimi anni ma la scienza, anche in questo caso, ha spiegato il perché.

Una ricerca dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ha scoperto, infatti, la presenza di estese catene di vortici marini, del diametro di circa 10 chilometri, alla profondità di oltre 2500-3000 metri.

Salato quanto basta (ma più della media)
Dai dati riscontrati il Mediterraneo presenta una salinità media che si aggira tra il 36,2 e il 39 ‰. Questi dati si “addolciscono” grazie alla presenza di due correnti meno dense, che entrano ad Ovest dall’Atlantico e ad Est dal Mar Nero.

Un bacino, tanti vulcano (sommersi)
Questo particolare più o meno è noto a tutti. Si conoscono, infatti, i vulcani attivi direttamente collegati al Mediterraneo, come l’Etna, lo Stromboli o il piccolo Vulcano dell’omonima isola delle Eolie.

ltrettanto rinomati quelli più o meno spenti: il Vesuvio, Pantelleria e Santorini, in Grecia. Ma sul fondo del “mare nostrum” ne esistono molti altri, alcuni dei quali solo dormienti.

In particolare solo nei mari italiani ed in particolare nel Tirreno ve ne sono ben 13, dai nomi molto evocativi come Eolo, Alcione, Sisifo, Terribile. Ma soprattutto il grande Marsili.

C’è un po' dei Tropici nel Mediterraneo
Recentemente, al largo della Puglia, sono stati individuati dei reef tropicali, con presenza di barriere coralline.
Si trovano a circa 40/55 metri di profondità e, secondo le prime stime, dovrebbero avere una lunghezza di circa 135 chilometri, distribuiti in maniera non uniforme da Bari fino ad Otranto.

Dulcis in fundo: il ricambio delle acque
Forse questa è la curiosità meno nota. Pur essendo quasi chiuso, le acque del Mediterraneo vengono periodicamente cambiate nella loro totalità. Si stima che questo completo “risciacquo” avvenga ogni 80-90 anni.
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