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Dalle intercettazioni all'assoluzione: Pino Maniaci, storia di un processo all'antimafia

"Le Iene" tornano a parlare della vicenda giudiziaria che nel 2016 ha travolto il direttore di Telejato, assolto in primo grado dall'accusa di estorsione. Ecco la sua storia

Balarm
La redazione
  • 5 maggio 2021

«Pago le mie denunce contro Silvana Saguto e la sua gestione della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo. Basta leggere le intercettazioni per capirlo: era lei a sollecitare che si indagasse su di me».

Pino Maniaci ai microfoni de Le Iene ripercorre così le tappe della vicenda giudiziaria che lo ha travolto nel 2016, quando - a seguito di intercettazioni - venne accusato di estorsione ai danni di due amministratori comunali.

Adesso, a 5 anni di distanza, la tempesta sul direttore di Telejato (famoso proprio per le sue inchieste contro Cosa Nostra) si è placata, anche grazie all'assoluzione in primo grado dall'accusa di estorsione perchè "il fatto non sussiste" e condannato per diffamazioni a 1 anno e 5 mesi.

La svolta nel processo risale al mese di febbraio 2021 quando l'avvocato difensore Antonio Ingroia, ha dichiarato che «Pino Maniaci ha resistito alla corruzione dei sindaci che volevano ammorbidirlo ma lui andava per la sua strada e si è cercato di punirlo».

Inoltre, il legale ha ricordato che all'udienza del 25 febbraio 2020 «la deposizione dei carabinieri Genco e Tummina ha dimostrato che la Saguto venne più volte presso la caserma dei carabinieri di Partinico che indagava su Maniaci».

Secondo Ingroia, l'indagine è stata sollecitata dall'ex giudice Silvana Saguto, che il 28 ottobre 2020 è stata condannata a 8 anni e 6 mesi di reclusione, al processo di primo grado nato dopo l'inchiesta di Telejato che per prima ha denunciato la cattiva amministrazione dei beni sequestrati.

A ripercorrere la sua storia e la vicenda collegata allo scandalo sono stati Matteo Viviani e Riccardo Spagnoli in questo servizio andato in onda martedì 4 maggio su Italia Uno.
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