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Decò, Nouveau, Liberty e Gotiche: alla scoperta delle ville da vedere a Catania

Ville, palazzi ed edifici di grandissimo pregio che si trovano nel capoluogo etneo: tra quelli e quelli pubblici c'è anche l'unico progetto catanese di Ernesto Basile

Balarm
La redazione
  • 16 aprile 2018

La città di Catania è ricca di preziosi esempi di opere architettoniche e artistiche in stile art nouveau, come: villa Rigoletto (o villa Ardizzone), villa Del Grado, villa Miranda progettata da Fichera, Palazzo Marano, palazzo Liberty in piazza Principessa Jolanda, Palazzo Rosa, la facciata di negozio Frigerio, Il palazzo Vucetich di gusto Art Déco e l'Hotel Liberty .

Partiamo dalla villa Ardizzone: progettata dall’ingegnere Carmelo Malerba Guerrieri tra il 1904 e il 1907 e si trova in viale Mario Rapisardi. Contaminato dall'eclettismo, la villa rientra nella cerchia delle ville liberty della città etnea che hanno costellato il territorio nel primo decennio del Novecento.

Oggi è sede di un brand di abbigliamento e accessori e resta una delle poche ville sopravvissuta alle demolizioni della speculazione edilizia e ha un giardino con affioramenti lavici.

Probabilmente, da alcuni documenti storici in particolare la relazione storico-artistica dell'assessorato ai beni culturali della Regione Siciliana, l'area sulla quale è stata costruita la villa era ancora in aperta campagna.

Il villino Citelli è un palazzo dall'architettura eclettica di gusto gotico-orientaleggiante: siamo in via Tomaselli al numero 31. Il palazzo è stato costruito nel 1904-1907 dagli architetti Paolo Lanzerotti e Salvatore Sciuto Patti.

La villa Cerami, attuale sede del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Catania, era la residenza della famiglia Rosso di Cerami, ramo della famiglia Rosso discendente dal casato reale degli Altavilla.

Si trova alla fine del capolavoro barocco di via dei Crociferi. Dal portale di ingresso, nel quale si può ammirare lo stemma della famiglia, ci si immette nell’ampio cortile della villa dal quale parte lo scalone monumentale con fontana.

La villa è composta da corpi settecenteschi rimaneggiati nell'Ottocento. Nella corte, che separa la villa dall'edificio nuovo della facoltà di giurisprudenza (opera dell'architetto Francesco Basile), si trova la Grande bagnante, opera bronzea di Emilio Greco.

La villa Manganelli di Catania è l'unica opera realizzata dall'architetto palermitano Ernesto Basile nella città etnea. La villa ha evidenti influssi e motivi liberty ispirati alla secessione viennese.

Fu progettata su commissione del principe Manganelli per le sue terze nozze e iniziata a costruire nel 1907 su un piano di terreno rialzato in quella che allora era una zona di campagna periferica di espansione non ancora inglobata interamente dalla città.

La villa non venne mai abitata dai principi Manganelli, probabilmente a causa delle due Guerre, e dato che già possedevano un edificio al centro di Catania, dovettero non ritenere opportuno avere una seconda residenza.

Dal momento in cui venne firmato l’atto di compravendita, la villa subirà usi, o meglio abusi, che la stravolgeranno completamente, e che la porteranno alla completa degenerazione.

Nel 1971 viene posto il Vincolo dalla Soprintendenza dei Beni culturali di Catania, come patrimonio architettonico storico artistico. A seguito di un incendio doloso del 1981 la villa viene ristrutturata dalla famiglia. Oggi l'edificio è sede di manifestazioni di carattere privato.

Sembra la casa delle bambole il palazzo Rosa: uno storico ed elegante edificio residenziale che si affaccia su via VI Aprile, vicino la Stazione Centrale e alla Fontana di Proserpina. Fu costruito intorno tra il 1903 e il 1905 su un - ambizioso - progetto dell'ingegnere Fabio Majorana.

Da non perdere il negozio Frigeri, un piccolo edificio un tempo adibito a esercizio commerciale, situato in via Manzoni (al civico 95) e addossato all'abside della Basilica della Collegiata. Fu costruito nel 1909 su un progetto floreale di Tommaso Malerba ed è un piccolo trionfo liberty.

Concludiamo il viaggio al 32 di via De Felice, a Casa Lazzara: costruita nel 1919 su progetto di Francesco Fichera. L'edificio rappresenta uno dei migliori esempi d'architettura dèco siciliana,nella quale Fichera riesce a coniugare motivi iconografici propri dello stile, elementi caratterizzanti la tradizione locale, come l'uso della pietra lavica e temi propri del suo repertorio compositivo come la presenza della nicchia.

Rispetto al progetto originario, di cui si conserva uno schizzo nell'archivio stocico del comune di Catania, si osserva la sopraelevazione dell'ultimo piano nell'area della terrazza, intervento che annulla l'originaria spinta verticale della torretta. privando lo spazio esterno della progettata "torretta".

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