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Due amiche (del Nord) e un viaggio a piedi in Sicilia: l'avventura delle Panama Walkers

La natura selvaggia ha accompagnato Tiziana, insegnante di Bolzano, e Sara, ingegnere edile di Milano, lungo la Magna Via Francigena di Sicilia. Ecco come è andata

Jessica Di Bona
Appassionata di arte e cultura
  • 3 maggio 2021

Tiziana Battisti e Sara Mangialardo sono le "Panama Walkers"

Se vi proponessero di andare da Palermo ad Agrigento a piedi, cosa rispondereste?

Probabilmente la prima reazione sarebbe di stupore e scoraggiamento, ma poi, cercando un po' di informazioni, scoprireste che esistono dei sentieri percorribili a piedi, che fanno parte dell'antica Magna Via Francigena di Sicilia, riaperta da poco.

Dunque non preoccupatevi, perché il cammino è sicuro, salvo qualche imprevisto lungo la via, ma è proprio questo il bello: il rischio. Pronti per questa avventura?

Lasciamoci ispirare da chi il percorso, tra rischi e pericoli, l'ha fatto e lo racconta oggi su Instagram. Le terre roventi e assolate di agosto e la natura selvaggia hanno accompagnato due ragazze che dal nord si sono avventurate per la Magna Via Francigena di Sicilia, riaperta da poco, 185 km dalla Conca d'Oro di Palermo fino alla cattedrale di Agrigento.

Le ragazze su Instagram si chiamano ''Panama Walkers'', per i cappelli che indossano durante il cammino.



Tiziana Battisti, di Bolzano, insegnante, e Sara Mangialardo, di Milano, ingegnere edile, hanno poco più di trent'anni e amano il trekking.

«Ci siamo conosciute in Alto Adige quattro anni fa, ci siamo conosciute arrampicandoci. Abbiamo scoperto, oltre alla passione per la montagna, di avere una passione per i cammini. Un'estate di due anni fa abbiamo deciso di fare il primo cammino», così inizia l'avventura delle esploratrici.

Dopo vari cammini, nel mese di agosto 2020 hanno fatto un viaggio in Sicilia di otto giorni, a piedi, senza smartphone e GPS, ma solo con mappe e bussole, riscoprendo la bellezza e la lentezza di un viaggio dal sapore antico e spirituale.

La documentazione del viaggio sui social, attraverso foto e didascalie, è iniziata dopo: «La nostra particolarità è di spegnere i telefoni e non usare internet. È come tornare indietro nel tempo, una realtà aumentata. Instagram non è instant per noi. Amiamo viverci il momento, la sera, la giornata, insieme alle persone», ci raccontano. Le tappe sono tante e diverse, a cominciare da Palermo e Piana degli Albanesi.

Nei pressi del lago di Piana si sono perse e hanno incontrato dei cani randagi, che sono stati allontanati grazie all'aiuto di una signora, uno dei tanti incontri ''miracolosi'' delle avventuriere: «È stato un po' diverso dagli altri cammini, perché di solito si dorme negli ostelli, nei b&b, invece in Sicilia si entra proprio nelle case delle famiglie, sono accoglienti e amorevoli», ci raccontano.

La tappa successiva è Santa Cristina Gela, sono state ospitate in Casa Pianetto: «Abbiamo raccolto la verdura, abbiamo cucinato, cena squisita». Tra filari, campi di grano e masserie medievali, raggiungono il Santuario Tagliavia e il Bosco della Ficuzza, arrivano a Corleone e quindi a Prizzi, definito ''presepe in pietra'' ed anche luogo del cuore.

«Siamo arrivate a Prizzi distrutte, una tappa tosta. Dopo un piccolo pisolino pomeridiano, due ragazzi ci hanno portato sul monte di Prizzi, e abbiamo assistito ad un tramonto pazzesco».

Un altro elemento rimasto nel cuore delle viaggiatrici è l'accoglienza delle persone: «ci hanno fatto sentire a casa, in tutti i borghi», ci raccontano. Attraversando il Parco dei Monti Sicani, in mezzo alla biodiversità e accompagnate dalle aquile reali, arrivano a Castronovo, quindi a Santo Stefano Quisquina, dove si lasciano incantare dal Teatro di Andromeda. È poi la volta di Sutera e Racalmuto, tra monti e riserve, fiumi e paesaggi mozzafiato, per arrivare infine alla cattedrale di San Gerlando di Agrigento, che sembra quasi un miraggio, ma che raggiungono anche a malincuore, perché significa che il viaggio è finito.

L'esperienza è stata molto intensa, anche per l'assenza dell'utilizzo dello smartphone, che oggi ci accompagna dappertutto. Le due esploratrici si sono affidate solo alle indicazioni e ai percorsi suggeriti da Davide Comunale, il referente dell’itinerario delle Vie Francigene siciliane, e per immortalare i momenti magici hanno utilizzato una reflex.

«La Sicilia ci ha suscitato curiosità, infatti ci siamo messe in contatto con Davide Comunale, fondatore della Magna Via Francigena, perché vorremmo tornare per vedere altri luoghi, salire sull'Etna. Siamo rimaste ammaliate da questa terra e vogliamo promuovere questo cammino, è giovane ma non ha niente da invidiare ai cammini più conosciuti», ci raccontano.

Sembra impensabile oggi non utilizzare la tecnologia, eppure non è impossibile, e le due viaggiatrici lo hanno dimostrato, valorizzando una delle tante risorse della Sicilia, spesso poco considerate.
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