DOVE MANGIARE

HomeMagazineFoodDove mangiare

È il cugino del calzone fritto palermitano: dove mangiare i migliori pitoni (e arancini) di Messina

Un viaggio nella tradizione e nella ghiottoneria culinaria di Messina. In giro tra i bar che fanno le migliori "bombe caloriche" della città che hanno sfamato intere generazioni di peloritani

Marcella Ruggeri
Giornalista e conduttrice Tg
  • 15 agosto 2021

Il pitone e l'arancino messinesi

Di origine "quasi misteriosa" ma sicuramente popolare come il suo “compagno di merenda” il signor “arancino”, il Pitone squisitamente fritto è la ghiottoneria culinaria di Messina che, senza dubbio, è il pasto unico e veloce dell’estate da gustare come aperitivo serale associato ad una buona birra fredda risalendo dalla spiaggia oppure prima di andare nei lidi a bere un cocktail o, ancora, passeggiando al posto del gelato e, perché no, in una cena tra amici, se non si ha voglia di usare i fornelli.

Il Pitone assomiglia a un panzerotto (di bell'aspetto), la cui pasta è composta da farina, strutto, vino ed acqua con all'interno tanto condimento mentre l'arancino è un cono di riso (da non confondere con quello a forma di palla palermitano, battezzato “arancina” dal frutto arancia). Chi produce pitoni e arancini è, sicuramente, un amante dell’arte panaria che ha una lunghissima e ricca tradizione in quel dello Stretto di Messina.



Laddove i negozi di abbigliamento o piccoli ristoranti hanno dovuto chiudere battenti per la crisi Covid -19, le attività di rosticceria e panifici hanno resistito e hanno anche scommesso sul futuro in certi casi, estendendo il loro raggio d’azione e la loro esca di business.

Non ci sono date ben precise su come il pitone e gli arancini vedono la luce ma ringraziamo ardentemente chi si è sentito ispirato da questi spuntini sostanziosi e appetitosi. Per l’arancino sembra ci sia una derivazione araba perché in questi Paesi mangiare il riso molo speziato era una usanza accreditata.

L’ex punto vendita di pitoni e rustici “Arena” che sorgeva come una “benedizione” in via Garibaldi (altezza centro storico, alle spalle del Duomo) ha chiuso intorno alla metà degli anni Ottanta ma sicuramente esisteva nel Dopoguerra. L’avvento del pitone ha sfamato intere generazioni di peloritani.

Un percorso quasi parallelo è stato la nascita della gastronomia e rosticceria di “Nunnari” che con la sua cucina - punto vendita, localizzato più al centro città (in via Ugo Bassi, pressi piazza Cairoli), ha rappresentato una realtà da emulare, durata fino ai primi anni Novanta. Noi vi raccontiamo chi ha voluto conservare questa tradizione e ha voluto rinnovare le ricette storiche e metterci un tocco personale di originalità. Ecco le migliori attività a Messina.

Partiamo dalla pitoneria specializzata quindi in pitoni per eccellenza, che è il “Ritrovo Portella” e si trova sui Monti Peloritani (in contrada Portella Castanea). Le squisitezze che si sfornano qui sono conosciute come i “Pituni da’ Puttedda”.

Il locale in questa veste e mission originale nasce nel 1996 ed è a conduzione familiare (con la titolare Anna Romano), su esclusiva idea per il brand e la quotidianità della professione di Marcello Lo Nostro, suo fratello Massimo e suo cugino Antonino La Rubina che ci hanno visto lungo sulle potenzialità: questi ultimi due sono anche i rosticcieri - chef, il primo si occupa del marketing.

Non c’è uno storico di nonni o padri che hanno trasmesso il mestiere ma questi imprenditori si sono strutturati in un contesto scoperto da attività di ristorazione con un validissimo marchio che si è rafforzato con altri punti vendita in città (appena due anni fa con la “Pitoneria Portella” gestita da Vittorio Fumia in via Cesare Battisti 18 e, dal 2005, con “La Pitoneria” gestita da Massimo Curcio in via Palermo 8, aperti dalle ore 18 alle 24).

E non solo: sbarcheranno a Milano, si spera a breve, ecco l’altra novità interessante. La società di Messina è stata contattata da un imprenditore messinese trapiantato a Milano che vuole aprire 4/5 punti di "Pitoneria Portella”. Da 13 anni, ha abbandonato la produzione di arancini proprio per focalizzarsi sui pitoni e sulla pizzeria per scongiurare la politica del congelamento e acquista materia prima nostrana.

Tutte e tre le attività utilizzano le ricette del famoso “Arena” che adoperano la “pasta al vento” non lievitata hanno la bellezza di tredici gusti di pitoni. Oltre ai tradizionali riempiti di scarola e miscela di formaggi e di prosciutto e miscela di formaggi, ci sono per esempio pitoni modificati con la salsiccia e con la ‘nduja, poi lo “Speciale” con prosciutto, formaggio, pomodoro e funghi champignon, speck e patate, wurstel e cipolla, tre tipi di pitoni dolci e poi anche calzoni al forno e sfogliette.

Se i pitoni sono le medaglie sul petto del “Ritrovo Portella”, gli arancini sono quelle della Rosticceria “F.lli Famulari” di Salvatore Famulari che sfodera i suoi cinquanta tipi di arancini in pieno centro città (via C. Battisti 143), lato Università. L’attività ha preso piede dal 1987 ed è una tappa turistica molto ricercata per chi approda con le navi da crociera.

Il titolare riferisce che i visitatori apprezzano non solo la sua cucina ma anche la suasimpatia tanto da chiedergli sempre la foto ricordo. Da tutta Europa, dall’America, dai Paesi asiatici, si mettono in fila incuriositi per assaggiare la varietà dei prodotti. Gli ultimi tre tipi di arancino sono quello “dell’Avvocato” con provola affumicata, speck e parmigiano, gusto strepitoso che va a ruba, “Arancino della Felicità” (dedicato al ritorno insieme di Albano e Romina Power) con bresaola, asiago, rucola e parmigiano e “Arancino De Luca” (dedicato al sindaco di Messina) che è piccante come lui con tabasco, pancetta e formaggio.

Il gusto antico del pitone è esaltato dalle novità dei sapori locali e freschi perché tutto viene fritto sul momento. Il ripieno è sempre del giorno. Famulari è affezionato alle sue origini ed è convinto che la migliore cena messinese è base di “pituni messinese”. Non possiamo dimenticarci quello che rende omaggio al campione di ciclismo, “Arancino Nibali, o ancora l’arancino con lo spada che ha lo slogan: “Basta che attraversi lo Stretto per trovare l’arancino perfetto”.

Il Panificio “La Bella” (in via Garibaldi 451) può vantare un’attività operativa dal 1971, grazie ad Antonina La Bella e il marito Franco Gentiluomo che è anche capo rosticciere.

Il locale esiste dal 1822 sotto il nome di “Corsaro” poi è passato al padre dell’attuale titolare. Anche in questo caso, si creano spesso e volentieri code di clienti fuori dal negozio. Pitoni e arancini tradizionali e al burro sono le i prodotti più gettonati. La gestione è dunque tutta a conduzione familiare, con la presenza dei due figli della coppia.

I pitoni vengono preparati col metodo classico e al prosciutto e formaggio, con due tipologie di pasta brisee con lievito e pasta a velo. La novità rispetto ad altri sono i pitoni e focaccine ai cereali.

Queste ultime sono tradizionali, margherita, con verdura, pomodoro e formaggio, con zucchine e miscela di formaggio, friarielli e formaggio, speck - patate e formaggio,funghi porcini - prosciutto e formaggio. Il negozio è aperto dalle 6 alle 15.30 e dalle 18.30 alle 22.00. Il profilo Panificio La Bella via Garibaldi è consultabile su Instagram.

Il “Bar Rosticceria Spadaro” (in via Palermo 1) di Mimmo Spadaro ha una storicità dal 1947 che si impone con la sua clientela abituale e che ha un forte richiamo per chiunque provenga da fuori città. È stato ripreso dalla famiglia Spadaro otto anni fa (con la titolarità delle mogli: la propria, del fratello e del cugino) perché prima dato in gestione a terzi. Ci sono le stesse ricette del nonno e del padre di Mimmo Spadaro.

Il pitone viene preparato a pasta non lievitata con o senza acciughe. «Dell’arancino tutti si innamorano - afferma Spadaro -. Il vero segreto di tutto è la materia prima. Gli altri comprano il formaggio appariscente – il più filante mentre noi badiamo alla qualità correlata anche ad un costo maggiore. Mischiamo la tuma di qualità (dalla provincia di Catania) con l’edammer». L’attività ha come fiore all’occhiello anche le torte gelato al caffè e margherita.

Il panificio “Astone Giovanna” (via Fossata 27/a, pressi piazza San Vincenzo) è rinomato per la focaccia e produce pitoni e arancini di ottima qualità dal 1984.

I pitoni sono con pasta lievitata (impasto più morbido) e quelli senza lievito che si presentano più sfogliati, sia tradizionali sia con la variante prosciutto e formaggio, mentre gli arancini sono sia al ragù che al burro. A prepararli il rosticciere e marito della titolare Francesco Feminò. Entrambe le figlie in supporto. L’artefice di questa bontà è il padre della titolare che lavorava in altri locali (nelle vie Garibaldi e Placida).

L’attività di Tommaso Cannata è un nome e una garanzia non solo nel territorio, al punto che è sbarcata al Nord Italia già da diversi anni e all’Estero coni suoi prodotti esportati. In particolare, i suoi aperitivi “trendy” con i rustici “mignon” hanno fatto furore anche a Milano. Non a caso l’imprenditore-artista ha aperto un punto vendita vicinissimo a piazza San Babila (corso Indipendenza 5 - angolo Via Ciro Menotti), che si chiama “Cannata Sicilian Bakery - I Compari”.

Il suo è un marchio che funziona al centro della città di Messina (con il nome “Cannata Boutique del Pane”, in via XXVII Luglio 83/85) come la campanella della ricreazione a scuola, quando tutti non vedono l’ora di riversarsi sul bancone dei panini e fare pausa dalle lezioni. Senza soffermarci sulla focaccia che è sempre un valore aggiunto nel suo negozio e nella gastronomia messinese, i pitoni e gli arancini sono un baluardo distintivo della sua professione.

Ampio assortimento con un’eccellente cottura grazie ad un impasto di “invenzione Cannata” che è una via di mezzo tra la pasta al vento (quella fatta e conservata in frigo) ed una pasta morbida, con ingredienti come lo strutto che evitano di inzuppare l’olio e mantengono l’involucro semicroccante: quatto gusti per i pitoni salati (versione fritta e al forno) ovvero il tradizionale con scarola, tuma (con maturazione più avanzata), pomodoro e acciughe, il classico che è con scarola e formaggio, poi altroripieno con prosciutto, olive, formaggio e pomodoro e quello prosciutto e formaggio; i pitoni dolci sono solo fritti alla ricotta e alla Nutella Ferrero.

Il bakery chef Tommaso ci tiene a chiamare i “pituni” con la “t” nel mezzo e in dialetto, dal nome dato dal famoso rosticciere
di Messina Arena che ha fatto la storia in città e che non ha eredi.

«È Importante l’olio in cui si frigge – chiarisce l’imprenditore -. L’olio di arachidi assicura una cottura sana e non fa male. Invece, bisogna demonizzare l’olio di palma». Gli arancini Cannata sono il classico con il ragù («con dadini di mortadella - ricetta Nunnari e tanto di cappello», sottolinea il capostipite del negozio), quello bianco con besciamella e mozzarella, allanorma, al pistacchio e al nero di seppia (portato per la prima volta 8 anni fa, a Modica, per la manifestazione “Sorriso”) e vengono preparati tutti con riso siciliano.

Richiestissimeanche le mozzarelle in carrozza (ricetta napoletana), fatte con il pane in cassetta farcitoall’interno con panna e mozzarella che vanno a ruba insieme agli altri rustici formatomignon nei catering. La passione per il suo mestiere nasce nel locale messo su dal padre nella zona sud di Messina (a Mili), dove lavorava con i suoi fratelli fino al 2012.

Dopodiché ha creato quest’altra attività con la sua famiglia al centro, sotto il nome del figlio Salvatore in società con la moglie Nicoletta Asteride e la figlia Chiara che cura i rapporti con Social Network. Cannata ha in progetto di potenziare il suo successo con altri punti in vendita aMilano nel 2022 mentre, già da un paio mesi, è stato scelto per fornire con i suoi prodotti il punto di ristorazione del Polo museale dell’Adi Design Museum di Milano per la Chic Eventi, insieme ad altri colleghi “con pedigree” (Piergiorgio Parini, Davide Fiorentini, Renato Bosco, Stefano Masanti, Emanuele Vallini, Enrico Bergonzi e Gianni Tarabini.

Spostandoci nella zona nord, non possiamo non citare l’attività, sita nel villaggio Paradiso, che è il Panificio Mosè Solano del proprietario omonimo, con tanti anni sulle spalle, addirittura dal 1960 e si propone come un luogo di ritrovo, esposto sul magnifico mare di Messina. La varietà di pitoni e arancini si mantiene sul tradizionale proprio per far apprezzare il passato con una preparazione moderna.

L’attività Cicala Ganzirri (in via Lago Grande 19), fronte Pantano Grande, ha una gestione di appena sei mesi a nome di Walter Piccione ma esistente da tempo sotto il gruppo imprenditoriale "La Monica". Si rivela un locale con tante leccornie dalla rosticceria, alla pizzeria, ai biscotti.

"Cicala" è un marchio importante con le sue “filiali”, a Ganzirri (Cicala Ganzirri) e a Granatari (Cicala Gold). La preparazione di pitoni e arancini segue lo stile classico, con l’esperienza del capo rosticcerie che esercitava nel noto ex “Ancora”.

Infine, il Ritrovo Donato - Bar Pizzeria Gelateria Graniteria a Torre Faro regala datantissimi anni prodotti di qualità da consumare nel cuore della Riserva Naturale Capo Peloro. Il titolare Filippo Donato raccoglie l’eredità di suoi avi e lo vuole portare avanti con isuoi cinque figli. Riesce ad essere ultra competitivo con i pitoni elaboraticon la pasta avelo fritta e con quella della pizza cucinati al forno. Il locale resta aperto anche fino all’una d’estate.
Se ti è piaciuto questo articolo, continua a seguirci:
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

ARTICOLI RECENTI