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È la terza al mondo per numero di fedeli: come cambia la festa di Sant'Agata nel 2021

Anche la tradizionale festa di Sant’Agata, patrona della città di Catania, subisce delle storiche variazioni nel calendario delle attività a causa della pandemia. Ecco cosa si può fare

Balarm
La redazione
  • 31 gennaio 2021

L'offerta della cera durante la festa di Sant'Agata a Catania

Dopo il Festino di Santa Rosalia anche la tradizionale festa di Sant’Agata, patrona della città di Catania, subisce delle storiche variazioni nel calendario delle attività a causa della pandemia che ancora non allenta la sua morsa, a livello mondiale.

Quest'anno infatti le celebrazioni sono limitate solo ai momenti religiosi - che si svolgono secondo protocolli in sicurezza.
Saltano dunque le consuete processioni del fercolo il 4 e 5 febbraio, i fuochi della sera del 3 febbraio e la processione dell’offerta della cera.

Sant’Agata, forse non tutti lo sanno è la terza festa al mondo per partecipazione di fedeli e dunque sarebbe veramente complicato gestire una folla già solitamente vastissima.

«I membri promotori del Comitato per la Festa di Sant’Agata, vista l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia e alla luce delle attuali disposizioni delle competenti autorità e di quelle che a breve si prevedono, comunicano che la Festa della Santa Patrona quest’anno non potrà svolgersi con le modalità consuete», si legge in una nota firmata dal sindaco Salvo Pogliese e dall’arcivescovo Salvatore Gristina.



La Regione Siciliana, con una nota a fiorma dell'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza ha precistato che «non è mai intervenuta sulla organizzazione della Festa di Sant'Agata, non avendone alcuna competenza sotto ogni profilo. Come è noto, le misure per la tutela dell'ordine pubblico e per garantire il rispetto di qualsiasi ordinanza ministeriale o locale - ha precisato - competono esclusivamente alle autorità prefettizie ed è ovvio che l'organizzazione liturgica sia di competenza dell'Arcidiocesi di Catania. Da catanese anche io troverò il modo di rendere omaggio alla nostra Patrona, nel rispetto delle scelte adottate dalle istituzioni competenti».

Le celebrazioni si svolgono quindi a porte chiuse, senza la presenza dei fedeli e trasmesse in diretta streaming sulla pagina Facebook e YouTube dell’Arcidiocesi di Catania.

Negli stessi giorni la Basilica rimane chiusa.

Mercoledì 3 febbraio, alle 12.00, è prevista la liturgia della parola a porte chiuse, mentre il sindaco di Catania segue l’offerta della cera in rappresentanza dei cittadini.

Monsignor Gristina ha invitato le famiglie a radunarsi in preghiera a casa alle 20.00, accendendo un cero rosso davanti all’immagine di Sant’Agata. È l'arcivescovo a guidare la preghiera.

Giovedì 4 febbraio alle 6.00 l’arcivescovo, insieme al sindaco, a porte chiuse, partecipano all’apertura del sacello.

A seguire l'arcivescovo Gristina presiede la messa dell’Aurora. Al termine della celebrazione, il busto reliquiario viene riposto nel sacello; alle 18.00 è il momento della celebrazione dei primi Vespri con il tradizionale messaggio alla città.

Venerdì 5 febbraio, alle 10.00 l’arcivescovo presiede il Pontificale. Interviene soltanto il sindaco Salvo Pogliese, a nome dell’intera cittadinanza.

Nel corso della giornata, i fedeli e i devoti sono invitati a partecipare alla Santa Messa della solennità nella chiesa più vicina alla loro abitazione, nel rispetto delle norme anti-Covid.

Compostezza e raccoglimento, con preghiera a casa, accendendo un cero rosso davanti alle messe celebrate, sono le parole d’ordine per una festa di Sant’Agata di certo sui generis che genera ancora molte preoccupazioni a ridosso dei giorni clou.

Nonostante il programma già diffuso, che esclude i momenti di folla per le strade, e il richiamo alla personale coscienza civica nell’evitare qualsiasi atteggiamento che possa mettere in pericolo l’incolumità dell’intera comunità, è più che concreta l’ipotesi di una “cintura” sul centro storico.

Le misure - che sono ancora al vaglio - prevedono dei check-point in piazza Duomo e in piazza Università.

Controlli necessari, sulla scorta di indiscrezioni captate in diversi ambienti, sulla possibilità, da parte di alcuni devoti più integralisti, di arrivare comunque in piazza Duomo, avvolti dall’immancabile sacco, urlando anche per poco quel «semu tutti devoti tutti», quest’anno fuori programma.

«A Sant’Agata – ha detto Gristina – continueremo a rivolgerci perché sia nostra compagna di viaggio in questa difficile prova che la vita ci offre. A Lei, nostra amata protettrice, affideremo ancora una volta gli ammalati, il personale sanitario, il volontariato e i responsabili del bene comune. Con fiducia osiamo sperare di poter sperimentare ancora una volta la forza del suo patrocinio».
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