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È uno di quei luoghi che avresti voluto conoscere prima: Case Rascata, nel cuore delle Madonie

Il luogo racchiude una forte storia di tradizioni e con la sua bellissima area attrezzata, i tanti spunti narrativi e per la facilità del percorso si presta davvero alla visita di famiglie con bambini

Junio Tumbarello
Giornalista e guida naturalistica
  • 2 luglio 2021

Case Rascata a Collesano (foto di Junio Tumbarello)

Ci sono curve, angoli e prospettive che – non se ne comprende il motivo – sfuggono talvolta alle cronache e ai racconti della gente. Luoghi che sono un po' come quelle affascinanti e insolite persone che, una volta conosciute, ci si chiede con un po' di rammarico come mai non si siano conosciute prima.

Case Rascata, a Collesano (a circa settanta chilometri da Palermo), è uno di quei posti che in un romanzo avrebbero dignità di personaggi quanto i protagonisti della storia. Collesano, posto sul declive di un'ampia vallata situata ai piedi del rilievo carbonatico "Poggio Grotta del Signore" e dominato dal rilievo del Monte d'Oro.

Sulla sommità di questo rilievo sono presenti le rovine dell'antico abitato di età islamica, probabilmente esistente già in età bizantina, menzionato dalle fonti islamiche come Qal'at as-sirat, "Rocca sulla retta via".

Quello in cui potrete cimentarvi è un percorso (livello escursionistico) di circa 6 chilometri nel cuore del Parco delle Madonie (vedi posizione qui), alle propaggini più settentrionali del Parco.



Un tragitto che potrà svelare un angolo di Sicilia e la storia degli stazzonari (“fornaciari”, “cretai”, “figuli”) di Collesano.

Paese – come si evince da atti notarili e storie documentate – con un'antica e preziosa tradizione ceramistica.

Proprio nelle zone in prossimità di contrada “Case Rascate” era insediata una piccola comunità rurale che metteva a frutto le risorse del territorio: il sughero, alcune colture come alberi da frutto, castagni, sommacco, e naturalmente l’arenaria e le argille per la ceramica. Conosciute per il commercio dell’argilla le non lontane cave in località Bovitello (la “timpa della Cannella”) e “Piano degli Stinchi” (lentischi) nel feudo Cammisini, e “Piano dello Puzo” proprio in contrada Rascata.

Il paesaggio incantevole riserva agli escursionisti bei boschi di castagni, tratti completamente immersi nella macchia mediterranea (ginestre, cisti, frassini, lecci, sughere).

Nella parte più in alto di questo bellissimo demanio forestale è anche possibile rinfrescarsi grazie alla presenza di alcuni abbeveratoi (acqua non potabile) per raggiungere due grandi pianori dove si trovano interessanti e ben tenute strutture dell’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana.

Nella zona si incontrano diverse gabbie e trappole per la cattura dei cinghiali nell'ambito di un progetto di contenimento promosso dall'Ente Parco delle Madonie.

L'intera area demaniale di Case Rascata è infatti popolata da numerosi cinghiali e daini. Nella zona è possibile incontrare anche altri abitanti dei boschi siciliani, come volpi, istrici e il picchio rosso maggiore.

Tutta questa area in passato era nota anche per la produzione di carbone (per alimentare le fornaci dei fabbri) e per la raccolta della legna in quanto preziose risorse del territorio.

La legna veniva perlopiù raccolta nel vicino feudo Bosco di Pedale, concesso sin dal 1386 dal conte di Collesano Antonio Ventimiglia all’Abbazia benedettina di S. Maria di Pedale, ma sul quale l'Università di Collesano esercitava lo ius lignandi (anche in località̀ Pizzo Cerro, i collesanesi esercitarono a lungo l’uso civico della raccolta della frasca).

La Contea di Collesano fu un'entità feudale esistita in Sicilia dal XIII secolo fino agli inizi del XIX secolo.

Il suo territorio comprendeva gli odierni comuni di Collesano, Gratteri, Petralia Soprana e Petralia Sottana (della città metropolitana di Palermo) e il comune di Caronia (della Città metropolitana di Messina).

Collesano fu centro del potere dei Ventimiglia sulle Madonie. Nel tempo appartenne anche alle famiglie dei Centelles, dei Cardona, degli Aragona, dei Moncada e infine dei Ferrandina di Toledo, ultimi feudatari a detenere in centro prima dell'abolizione della feudalità in Sicilia (1812).

Ma oltre alla natura e alla storia, sono tanti sul territorio gli spunti gastronomici.

Innanzitutto potreste approfittare di "Area Mercatale" e di "Casale Drinzi", due deliziose mete per golosi che potranno esservi utili sia per l'approvvigionamento della vostra escursione, che per assaggiare tutti i migliori prodotti tipici e genuini del territorio.

Oppure semplicemente come luogo strategico per pernottare o gustare una pizza se decideste di vivere le Madonie per un intero week-end. Impossibile poi non visitare l'azienda biologica di Sandra Invidiata, che con i suoi squisiti prodotti riuscirà a conquistarvi per sempre.

Per chi fosse interessato a ottobre 2021, alcune guide naturalistiche di FederEscursionismo Sicilia guideranno i visitatori alla scoperta di questo territorio meraviglioso.

Il luogo con la sua bellissima area attrezzata, i tanti spunti narrativi e per la facilità del percorso si presta davvero alla visita di famiglie con bambini.

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