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Emergenza erbacce a Palermo: pronto il piano di diserbo ma è corsa contro il tempo

Il Comune ha scelto di cambiare modello e di dividere il territorio tra Reset e un’impresa privata. La procedura ha richiesto mesi e il servizio parte in ritardo

Claudia Rizzo
Giornalista e TV producer
  • 26 giugno 2026

Erbacce lungo viale Regione Siciliana, in direzione Trapani, nel tratto di fronte a via Monte Bianco

Le piante hanno superato il margine della strada e sono arrivate sull’asfalto. In alcuni punti rami, cespugli ed erbacce occupano una parte della carreggiata proprio dove il percorso si restringe e comincia a curvare.

Succede lungo viale Regione Siciliana, in direzione Trapani, nel tratto di fronte a via Monte Bianco. Una strada già segnata dalle buche e sulla quale la vegetazione spontanea, lasciata crescere per mesi, ha aggiunto un altro elemento di pericolo.

Già durante l’inverno le piante avanzavano verso la sede stradale. Da allora, raccontano i cittadini che percorrono quotidianamente quel tratto, la situazione è nettamente peggiorata. «La vegetazione ha invaso ancora di più la carreggiata nel punto in cui si restringe in curva», denuncia Pippo Chianchiano, che ha chiesto più volte un intervento.

La stessa situazione è stata segnalata anche dal consigliere comunale Massimiliano Giaconia, senza che finora sia arrivato un riscontro. «Lì - sottolinea - esiste un doppio pericolo: le erbacce infestanti e le condizioni del manto stradale». Né le richieste dei cittadini né quella del consigliere, però, hanno finora portato alla pulizia dell’area.

Quello di viale Regione Siciliana non è un caso isolato. Con l’arrivo della primavera le erbacce hanno occupato marciapiedi, bordi stradali, aiuole e spartitraffico in numerose zone di Palermo. In alcuni casi il problema resta confinato al decoro; in altri riduce lo spazio destinato ai pedoni, limita la visibilità o arriva, come davanti a via Monte Bianco, fino alla carreggiata.

Dietro questa situazione c’è un vuoto durato quasi sei mesi, tra la conclusione del precedente piano e la partenza di quello nuovo. Nel 2025 il Comune aveva finanziato con 1,2 milioni di euro un intervento straordinario affidato a Reset, che avrebbe dovuto interessare oltre quattromila strade e circa 902 chilometri distribuiti nelle otto circoscrizioni. Quel servizio, però, non era inserito stabilmente nel contratto ordinario della partecipata: era legato a un finanziamento specifico e a una durata limitata.

L’affidamento si è concluso il 31 dicembre e, con l’inizio del nuovo anno, non è subentrato un altro gestore. Il Comune ha scelto di cambiare modello e di dividere il territorio tra Reset e un’impresa privata. La procedura ha richiesto mesi e il servizio dovrebbe diventare operativo soltanto il 29 giugno. Nel frattempo, però, la vegetazione ha continuato a crescere e le segnalazioni si sono accumulate.

Reset non scompare completamente dal servizio, ma avrà un raggio d’azione molto più circoscritto rispetto al 2025. Alla partecipata saranno affidate la Prima e l’Ottava Circoscrizione, oltre alla borgata marinara di Mondello. Per queste attività il Comune dovrebbe mettere a disposizione 810 mila euro: 410 mila per lo svolgimento dei servizi e 400 mila per gli investimenti in mezzi e attrezzature.

Il resto della città sarà invece affidato a una società privata. L’impresa si occuperà della Seconda, Terza, Quarta, Quinta, Sesta e di parte della Settima Circoscrizione, con l’esclusione di Mondello.

L’appalto ha un valore complessivo di 1,4 milioni di euro. Secondo quanto comunicato dall’assessore all’Ambiente Pietro Alongi in Consiglio comunale, nell’arco di un anno il nuovo gestore dovrebbe riuscire a effettuare almeno due passaggi e, in alcune zone, fino a tre cicli di diserbo.

Nelle intenzioni dell’amministrazione, la divisione del servizio dovrebbe consentire di intervenire contemporaneamente in più parti della città. Reset, Rap e l’impresa privata sono state chiamate a coordinare le rispettive attività, anche per evitare sovrapposizioni e organizzare la rimozione dei rifiuti trovati durante i lavori.

Per le aree assegnate alla partecipata esistono già programmi dettagliati. Soltanto a Mondello sono previsti interventi su 317 tratti stradali, per oltre 89 chilometri e sessanta giornate di lavoro. Per le Circoscrizioni affidate all’impresa esterna, invece, il calendario strada per strada dovrebbe essere trasmesso entro il 29 giugno, la stessa data indicata per l’avvio del servizio.

La scelta di affidare ai privati gran parte del territorio cittadino apre però anche uno scontro politico sul futuro delle partecipate. Per Giaconia, infatti, lo spacchettamento del diserbo non sarebbe una decisione isolata, ma si inserirebbe in una strategia più ampia dell’amministrazione Lagalla.

«Le gravi carenze, sia sotto il profilo qualitativo sia quantitativo, dei servizi erogati dalle società partecipate sono il frutto di una precisa strategia che sta portando i cittadini all’esasperazione», sostiene il consigliere. L’obiettivo, secondo la sua lettura, sarebbe quello di convincere l’opinione pubblica che la gestione pubblica non funzioni e che l’unica soluzione sia affidare i servizi all’esterno.
«Chi ha stabilito, però, che i servizi pubblici affidati ai privati siano necessariamente più efficienti?», domanda.

«L’opposizione - annuncia - contrasterà ogni ipotesi di progressivo trasferimento dei servizi locali all’esterno, chiedendo allo stesso tempo che le partecipate siano messe nelle condizioni di lavorare meglio».

Il nuovo piano dei diserbi diventa così anche un banco di prova per il modello scelto dal Comune. Il 29 giugno, dunque, non sarà soltanto una data sul calendario: dopo mesi di vuoto, il nuovo sistema dovrà dimostrare di funzionare non sulla carta, ma strada per strada.
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