Fino a 15mila euro dalla Regione per aiutare le donne vittime di violenza: come funziona
La violenza di genere colpisce le vittime sotto molteplici aspetti, compromettendo anche la loro indipendenza economica: i dettagli sull'avviso della Regione
Centro antiviolenza
Il nuovo avviso presenta quest'anno alcune novità importanti: la principale riguarda proprio il rafforzamento della misura, con il contributo massimo concedibile per progetto che passa da 10 mila a 15 mila euro, con un incremento del 50 per cento rispetto al 2025. Cresce in maniera significativa anche la disponibilità complessiva delle risorse, che da 236 mila passano a oltre 600 mila euro.
Le domande potranno essere presentate dai Comuni siciliani, in collaborazione con i centri antiviolenza e le strutture di accoglienza accreditate, dal prossimo 30 giugno fino al 31 luglio. Le richieste saranno finanziate secondo l'ordine cronologico di arrivo fino all'esaurimento delle risorse disponibili. È possibile consultare l'avviso qui.
«Con l'avviso pubblicato - dichiara l'assessore Nuccia Albano - abbiamo scelto di rafforzare il reddito di libertà, aumentando sia le risorse disponibili sia il contributo massimo destinato alle beneficiarie. Vogliamo offrire un sostegno concreto alle donne che hanno intrapreso un percorso di uscita dalla violenza, affinché nessuna sia costretta a rinunciare alla propria libertà per motivi economici. L'autonomia economica rappresenta uno dei passaggi fondamentali per consentire alle donne di costruire un nuovo progetto di vita per sé e per i propri figli».
Ma a chi è rivolto l'avviso? Principalmente alle donne già prese in carico dai centri antiviolenza o dalle strutture di accoglienza a indirizzo segreto, residenti in Sicilia e in condizioni di fragilità economica e che non beneficiano del reddito di libertà nazionale erogato dall'Inps, contribuendo così a dare una risposta alle richieste rimaste escluse dal finanziamento statale.
I progetti personalizzati potranno sostenere spese per l'autonomia abitativa e lavorativa, il pagamento dei canoni di locazione, l'acquisto di attrezzature per l'avvio di attività professionali, percorsi formativi, utenze, servizi e iniziative finalizzate all'inserimento lavorativo e al reinserimento sociale. Sono inoltre ammissibili interventi a favore dei figli minori o con disabilità, soprattutto per ciò che riguarda il loro percorso scolastico e formativo.
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