Fiorello candida Catania a Capitale italiana della cultura 2028: il video dello showman
Il mare, l'Etna e la città sotterranea: con il suo dossier "Catania continua" lo showman candida la "città dell'elefante" a Capitale della Cultura 2028: ecco le riprese mozzafiato
Fiorello
Il mare, l'Etna e la città sotterranea: con il suo dossier "Catania continua" Fiorello candida la "città dell'elefante" a Capitale della Cultura 2028 e lo fa con delle riprese che lasciano a bocca aperta tutti. Catania è una delle dieci finaliste candidate a capitale della Cultura. La proclamazione della Capitale Italiana della Cultura 2028 è attesa entro il 27 marzo 2026.
Le altre finaliste sono Anagni, Ancona, Catania, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia. Alla città vincitrice il ministero della Cultura assegnerà un contributo di 1 milione di euro, destinato alla realizzazione delle iniziative e degli obiettivi delineati nel dossier di candidatura.
«Catania è una città che non sta mai ferma, cresce, cambia, rinasce. Ogni giorno. È giovane. Lo avete visto? E guarda lontano. Al 2028. E anche oltre. Io quegli sguardi li conosco bene, sono profondi, potenti, creativi. Sono gli occhi della nostra Sant'Agata», dice lo showman siciliano, in un video speciale con immagini che inquadrano la città.
Fiorello per l'occasione indossa una coppola e non può mancare il sottofondo di Franco Battiato. In apertura del video (che potete vedere qui nel link), lo showman parlando del progetto candidato "Catania continua", lo definisce "un atto d'amore". Il dossier di Catania Capitale italiana della Cultura per il 2028 è stato presentato al ministero della Cultura, motivo per cui è stata presentata la sua candidatura col progetto di Fiorello.
Un momento intenso, costruito con una regia precisa e un racconto corale guidato dal sindaco Enrico Trantino e coordinato da Paolo Di Caro (direttore Cultura del Comune), che ha scandito gli interventi secondo una scaletta capace di intrecciare emozione e progettualità, identità e strategia.
L’audizione si è aperta e si è chiusa con due testimonial d’eccezione. Il colonnello Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea, da Houston, ha offerto un contributo simbolico e potente: Catania come città capace di guardare in alto, di superare i propri confini, di essere crocevia e laboratorio di contaminazioni. Una città “unica”, dalle radici profonde e dallo sguardo cosmopolita.
Dopo il primo cittadino, che ha ribadito come il passato rappresenti un patrimonio intoccabile ma non immobilizzante, sono intervenuti il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani: «Confermiamo il sostegno istituzionale, politico ma anche finanziario - ha detto - nel caso in cui Catania dovesse essere prescelta. Era giusto essere presenti, accanto al sindaco, per questo progetto che ho avuto già modo di apprezzare; credo che Catania abbia tutti i numeri per essere protagonista».
La presentazione ha dato spazio ai contenuti del dossier e tra questi c'è: il programma dedicato ai protagonisti delle imprese creative, del terzo settore e dei giovani con Francesco Mannino di Officine Culturali e Claudia Cosentino di Isola, il piano partecipato con orizzonte 2038 come eredità strutturale con Fabio Finocchiaro, direttore Politiche Comunitarie del Comune, il rafforzamento del sistema bibliotecario e museale e del patrimonio con Laura Cicola dell’Archivio di Stato.
Ma tra questi l’integrazione tra cultura, scienza e innovazione, le vibrazioni del teatro, della danza e della musica con Marco Giorgetti dello Stabile, Roberto Zappalà di Scenario Pubblico e Giovanni Cultrera del Teatro Massimo Bellini fino al richiamo al progetto Radicepura come esempio di connessione tra paesaggio, visione e rigenerazione.
Tra gli interventi anche quello di Maria Cristina Busi Ferruzzi, Confindustria Catania, per testimoniare il coinvolgimento del sistema imprenditoriale e della volontà di costruire una sinergia stabile tra cultura e impresa.
Le altre finaliste sono Anagni, Ancona, Catania, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia. Alla città vincitrice il ministero della Cultura assegnerà un contributo di 1 milione di euro, destinato alla realizzazione delle iniziative e degli obiettivi delineati nel dossier di candidatura.
«Catania è una città che non sta mai ferma, cresce, cambia, rinasce. Ogni giorno. È giovane. Lo avete visto? E guarda lontano. Al 2028. E anche oltre. Io quegli sguardi li conosco bene, sono profondi, potenti, creativi. Sono gli occhi della nostra Sant'Agata», dice lo showman siciliano, in un video speciale con immagini che inquadrano la città.
Fiorello per l'occasione indossa una coppola e non può mancare il sottofondo di Franco Battiato. In apertura del video (che potete vedere qui nel link), lo showman parlando del progetto candidato "Catania continua", lo definisce "un atto d'amore". Il dossier di Catania Capitale italiana della Cultura per il 2028 è stato presentato al ministero della Cultura, motivo per cui è stata presentata la sua candidatura col progetto di Fiorello.
Un momento intenso, costruito con una regia precisa e un racconto corale guidato dal sindaco Enrico Trantino e coordinato da Paolo Di Caro (direttore Cultura del Comune), che ha scandito gli interventi secondo una scaletta capace di intrecciare emozione e progettualità, identità e strategia.
L’audizione si è aperta e si è chiusa con due testimonial d’eccezione. Il colonnello Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea, da Houston, ha offerto un contributo simbolico e potente: Catania come città capace di guardare in alto, di superare i propri confini, di essere crocevia e laboratorio di contaminazioni. Una città “unica”, dalle radici profonde e dallo sguardo cosmopolita.
Dopo il primo cittadino, che ha ribadito come il passato rappresenti un patrimonio intoccabile ma non immobilizzante, sono intervenuti il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani: «Confermiamo il sostegno istituzionale, politico ma anche finanziario - ha detto - nel caso in cui Catania dovesse essere prescelta. Era giusto essere presenti, accanto al sindaco, per questo progetto che ho avuto già modo di apprezzare; credo che Catania abbia tutti i numeri per essere protagonista».
La presentazione ha dato spazio ai contenuti del dossier e tra questi c'è: il programma dedicato ai protagonisti delle imprese creative, del terzo settore e dei giovani con Francesco Mannino di Officine Culturali e Claudia Cosentino di Isola, il piano partecipato con orizzonte 2038 come eredità strutturale con Fabio Finocchiaro, direttore Politiche Comunitarie del Comune, il rafforzamento del sistema bibliotecario e museale e del patrimonio con Laura Cicola dell’Archivio di Stato.
Ma tra questi l’integrazione tra cultura, scienza e innovazione, le vibrazioni del teatro, della danza e della musica con Marco Giorgetti dello Stabile, Roberto Zappalà di Scenario Pubblico e Giovanni Cultrera del Teatro Massimo Bellini fino al richiamo al progetto Radicepura come esempio di connessione tra paesaggio, visione e rigenerazione.
Tra gli interventi anche quello di Maria Cristina Busi Ferruzzi, Confindustria Catania, per testimoniare il coinvolgimento del sistema imprenditoriale e della volontà di costruire una sinergia stabile tra cultura e impresa.
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