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Gira il mondo ma torna sempre in Sicilia: chi è il busker che suona come "un'orchestra"

Un amore per la musica che nasce sin da quando era piccolo e un progetto musicale "aperto" che si arricchisce ogni volta di nuovi elementi. La sua storia

Filippo Calascibetta
Laureando in Comunicazione
  • 23 novembre 2022

Alessandro Vasta

Alessandro Vasta, in arte conosciuto come Gap’s Orchestra, è un busker catanese che porta la cultura musicale italiana in giro per il mondo. Vasta, nasce nel 1987 a Catania, dopo pochi anni vissuti in Sicilia segue i genitori che decidono di trasferirsi nella provincia di Udine.

Tra i panorami di provincia e i monti che fanno da sfondo, Alessandro fin da piccolo nutre la sua passione per la musica e per l’arte in modo più ampio, perché Gap’s Orchestra non è solo musica da strada è molto di più. L’artista siciliano ha iniziato a suonare all’età di 14 anni, quando decise di iniziare a esibirsi in piccoli locali nei dintorni di Udine.

Fin da subito è stato notato da altri musicisti del luogo, i quali hanno capito che il ragazzino che faceva musica di protesta aveva un potenziale notevole sotto l’aspetto musicale. Dopo alcuni anni a suonare e cantare nei locali del Friuli, Vasta a 19 anni decide di entrare all’accademia teatrale, così si sposta a Milano e compie i suoi studi.
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Per circa un anno e mezzo lavora come attore teatrale, ma comunque avverte che manca qualcosa, fino ad arrivare al 2011 quando decide di fondare Gap’s Orchestra. Questa nasce prima come band, ma poi negli anni diventa qualcosa di molto particolare, non a caso oggi si andrà alla scoperta proprio di questo progetto culturale.

A spiegare meglio gli inizi della sua storia è Alessandro Vasta in persona: «Ho iniziato con la musica a 14 anni, la mia era una musica di protesta. Un ragazzetto che cresceva in provincia e assisteva alle brutture del mondo: era il periodo dell’inizio delle guerre in Afghanistan, e un paio di anni dopo anche in Iraq, il periodo della riforma Moratti e così via.

Tutti episodi che mi pesavano addosso e avevo bisogno di evadere con la musica - racconta -. In quegli stessi anni ascoltavo molto i cantautori italiani che hanno fatto la storia della musica italiana e che hanno vissuto periodi come le grandi proteste studentesche del ’68, tra questi vi erano Guccini, De André, Gaber e altri.

Poi c’è stata la mia esperienza con il teatro e, infine, nel 2011 è arrivata Gap’s Orchestra. L’obiettivo era di suonare in giro per l’Italia, infatti con alcuni amici abbiamo preso una Fiat Multipla e siamo partiti girando per un po’. Da lì ho capito che Gap’s Orchestra era la mia strada, la mia vita».

Nel 2015, dopo il tour di strada in giro per l’Italia, Alessandro Vasta decide di volare a Berlino e andare a fare busking nella capitale tedesca. Ovviamente il busker siciliano partendo da zero si è ritrovato in una situazione molto diversa, complice il fatto che nel cuore dell’Europa vi era molta più concorrenza per quanto concerne la musica di strada.

«Ero in una città straniera, in mezzo a persone che non parlavano la mia lingua e in mezzo ad artisti che proponevano quasi le mie stesse cover – dichiara Vasta -. Quindi mi son detto che era arrivato il momento di distinguermi e oltre che proporre molte cover del cantautorato italiano e pezzi scritti da me, ho capito che però dovevo raccontare i vari brani. Qui il teatro mi è tornato molto utile, infatti da quell’anno a Berlino ho iniziato a incastrare musica e racconto».

Dopo l’esperienza tedesca l’artista siciliano ha girato un po’ tutto il mondo, ha toccato l’America da Nord a Sud, l’India, la Thailandia e tanti altri paesi. Però bisogna precisare una cosa, ovvero che Gap’s Orchestra ogni anno fa tappa fissa in Sicilia, tra Catania e Palermo.

L’esperienza collezionata da Gap’s Orchestra ha inevitabilmente cambiato il suo stile, infatti non bisogna cadere nell’errore di pensare ancora al progetto come a una band, come agli inizi, perché non lo è.

Oggi il progetto musicale di Alessandro Vasta è molto particolare, il nome l’ha voluto lasciare come le origini per due motivi principali: il primo è che la parola orchestra si addice benissimo a come suona il musicista di strada catanese, poiché lui è un polistrumentista.

Quando si esibisce per strada ha la sua chitarra, attaccata a questa ha un piatto (quello da batteria), un’armonica a bocca e ai piedi ha dei sonagli vari; il secondo motivo, invece, ha a che fare con le frequenti collaborazioni che fa Vasta con altri musicisti di strada, quindi idealmente Gap’s Orchestra è un collettivo.

Hanno suonato con Gap’s Orchestra: Gennaro Gelsomini, Massimiliano Vasta, Antonio Purpuri, Frank Pilutti, Enea Guerra, Marco Olita e ultimamente anche il violoncellista Giacomo Gamberucci. Con Gamberucci Gap’s Orchestra ha partecipato alla Buskers World Cup, cioè la coppa del mondo dei musicisti di strada.

Gap’s Orchestra è arrivato quarto su 160 artisti di strada provenienti da tutto il mondo, previa una selezione prima della partenza per la competizione che si è tenuta a Gwangju, in Corea del Sud, tra più di 500 artisti. La Busker World Cup si è tenuta nel mese di ottobre.

Alessandro Vasta con Gap’s Orchestra, e quindi con la sua musica, porta la cultura italiana in tutto il mondo e valorizza il cantautorato italiano. Inoltre, come anticipato, le esibizioni in strada di Gap’s Orchestra sono dei veri e propri spettacoli, grazie alle grandi abilità artistiche che vanta Alessandro Vasta. Non a caso questa estate è stato tra i protagonisti del programma andato in onda sulla Rai, condotto da Nek, ossia "Dalla strada al palco".

Su YouTube le cover fatte da Alessandro Vasta hanno collezionato un bel po’ di visualizzazioni, più di cinque milioni in totale. Nel 2023 Gap’s Orchestra farà due tour, uno in Sicilia a suonare in varie città dell’Isola, mentre l’altro in giro per i locali di tutta Italia dove suonerà solo i propri pezzi.
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