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I giovani (e gli adulti) maledetti del sud Italia: in Sicilia ci sono i più pigri di tutti

La metà dei ragazzi di Palermo non fa niente tutto il giorno (si chiamano "Neet"). E i trentenni? Peggio che andar di notte. La Sicilia e il progresso non vanno d'accordo

Balarm
La redazione
  • 22 giugno 2018

Sono usciti i dati dell'Istat e, senza troppi giri di parole, a Palermo quattro ragazzi su dieci non fanno praticamente niente dalla mattina alla sera. Si chiamano "Neet" (dall'inglese: not in education, employment or training), né studenti, né impiegati, né tirocinanti. Niente.

Sono quindi, per la precisione, il 41,5% dei palermitani, a Catania sono invece il 40,1% e Messina il 38,5% e sono - come è normale - dati che rispecchiano la situazione del 2016.

Parliamo di giovani tra i 15 e i 29 quando parliamo di "Neet" italiani: il 17% al nord, il 20,4% al centro e il 34,2% al sud.

Tra il 2004 e il 2016 i "Neet" sono in sostanza raddoppiati, in Sicilia sono più di 38 persone su 100 a non lavorare né studiare: ed è la regione con il più alto numero di "Neet", anche in ragazzi e ragazze in età scolastica.

Anche se tra i 15 e i 18 anni si dovrebbe andare a scuola, la verità è che c'è stata una progressiva fuga: i giovani siciliani abbandonano gli studi.

Per esempio nel 2017 era oltre il 20 per cento dei siciliani (tra i 18 e i 24 anni) a non avere un diploma né un attestato di corsi formativi.

E i laureati? Sono pochi pure loro, anche se la realtà è che molti si laureano però altrove (al nord e all'estero) ma intanto non siamo nemmeno al 20% se dobbiamo parlare di numeri (19,1 dei laureati).

Gli adulti, infine, sono i meno istruiti di tutti: i siciliani tra i 25 e i 64 anni sono ultimi per istruzione permanente.

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