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Il biologico vero è anche etico: a Palermo due chiacchiere con le pioniere del "veg"

Menu solo vegetariani, pasticceria compresa: sono i primi a Palermo a sperimentare la filosofia del biologico e del rispetto: due chiacchiere con le esperte Francesca e Marina

Giuliana Imburgia
Giurista e fashion addicted
  • 5 marzo 2018

Marina Scalesse e Francesca Leone

Ancor prima di essere una moda o un business, il biologico è un'abitudine a cibarsi in modo sano ed economico, rispettando l’ambiente e i suoi tempi.

Secondo questi punti cardine, Francesca Leone e Marina Scalesse hanno messo in piedi, nero su bianco, un progetto pieno di nuove e visionarie idee con un unico obiettivo comune: servire a Palermo un biologico siciliano "vero"e accessibile a tutti.

«Biologico accessibile – spiega Francesca – significa che, in un’ottica di assoluta valorizzazione delle risorse locali che il nostro territorio può offrirci, abbiamo deciso di rinunciare ai grandi margini tipici della ristorazione e abbiamo centrato tutto il nostro lavoro sull’autoproduzione, pochissimi infatti sono i prodotti già lavorati nel nostro menù».

Un'idea di non facile attuazione: è dopo tre anni di preparativi esclusivamente dedicati alla messa in pratica che nasce, grazie a loro, il primo bio-bistrot con menù interamente "veg".

È così che dopo qualche tempo di fisiologico rodaggio, l’impegno di Francesca e Marina verso il biologico accessibile si è rivelato una scommessa vinta su tutti i fronti.

«Noi produciamo il pane, le torte, le creme, la pasta fresca, siamo stati persino i primi a sperimentare sul territorio la pasticceria vegana».

Oltre a essere state assolutiste in fatto di produzione strettamente locale, le due palermitane hanno puntato sulle risorse locali anche in fatto di design.

Molti sono stati gli artigiani palermitani, infatti, che dal 2010 a oggi hanno creato per il loro locale non solo gli arredi ma anche i piatti e tutti i piccoli oggetti che hanno dato al Bistrot un’immagine unica e inconfondibile.

Nel giugno del 2018 allora, il bistrot "Freschette" amplia i suoi orizzonti e si aggiudica l’assegnazione della caffetteria del Polo Museo Riso - Museo di arte moderna e contemporanea regionale.

Approvata a pieni voti è stata anche l’etica morale e il grande impegno nel sociale delle due ragazze che, ad oggi, hanno attivato più di 10 tirocini formativi per giovani ragazzi provenienti da case famiglie, progetti alternanza scuola/lavoro e progetti per l’integrazione di giovani immigrati o ex detenuti.

Ma cosa è il Biologico per loro? Prima di essere una moda o un business, nasce da un concetto primordiale legato all’integrità dell’alimento e al suo naturale sviluppo.

«Al di là delle polemiche che spesso circondano questo tipo di tematiche - spiega Francesca Leone - noi abbiamo sempre cercato i piccoli produttori lontani dalle dinamiche della distribuzione di massa, i prodotti più genuini e autentici sul mercato locale. Lontano dalle dinamiche dei grandi distributori è ancora possibile trovare chi investe su un’agricoltura stagionale, alternata, ricorrendo a rimedi naturali».

Il grande pregio di chi si avvicina con coscienza al mondo del biologico è che inizia a entrare in contatto con un nuovo modo di vedere il cibo, si avvicina a una consapevolezza fatta di rinunce a regimi alimentari sovraccarichi di false necessità, di rinuncia al cibo industriale per apprezzare il prodotto fresco e di stagione».

Nonostante la grande e diffusa diffidenza verso il biologico da parte di chi "non lo pratica" spesso, il Biobistrot entra nella vita dei suoi clienti lentamente ma con decisione, valorizzando una filosofia vegetariana prima abbastanza scognita, quanto meno nella realtà palermitana.

"Freschette" nasce nel novembre 2011 da un’idea di Francesca Leone (general manager) e Marina Scalesse (chef), ex collaboratrici di "Fresco", ristorante biologico con annesso Market, come oggi "Freschette".

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