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Il Coronavirus sbarca a Palermo: finora la prima vittima accertata in città è il turismo

Da alcuni giorni i turisti, tartassati dalle notizie e dalle immagini che circolano sui media, hanno disdetto tour, viaggi, gite: le considerazioni degli addetti ai lavori

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 27 febbraio 2020

Un negozio di souvenir a palermo (foto Pixbay)

Le scuole hanno chiuso, le bufale sono volate di chat in chat, dalla Diocesi di Palermo fanno sapere che durante la messa è meglio non scambiarsi il segno di pace (meglio un inchino, dicono), i supermercati sono stati presi d'assalto, nelle farmacie non ci sono più mascherine né disinfettanti e se starnutisci per strada tutti ti guardano male.

Il Coronavirus dalla lontana Cina è sbarcato a Palermo e noi l'abbiamo presa bene. Ma tutta questa agitazione perché? Avremmo potuto affrontare e gestire quella che è stata più volte definita come "poco più di un'influenza" in un altro modo.

Dal Comune fanno sapere che «in linea con le linee guida nazionali, non è prevista alcuna interruzione delle manifestazioni pubbliche né la chiusura dei monumenti. È confermato che in Sicilia non vi è alcun focolaio autoctono che giustifichi provvedimenti ulteriormente restrittivi».

Eppure chi sta pagando più di tutti le spese di questa situazione è chi si occupa di turismo, accoglienza e cultura in città. Da alcuni giorni i turisti, tartassati dalle notizie e dalle immagini che circolano sui media, hanno disdetto tour, viaggi, gite e soggiorni a Palermo.



«Stiamo soffrendo di questa tempesta mediatica su tutto il territorio nazionale e a Palermo in particolare - dice Toti Piscopo dell'associazione turistica Skal International e direttore editoriale di Travel no stop -. L'elemento per combattere il virus è il coraggio di non avere paura, il danno che sta avendo la città è notevolissimo. In tanti paesi hanno sconsigliato di venire in Italia generando tantissime disdette. Serve un messaggio di fiducia, bisogna recuperarte il buonsenso e accostarsi con prudenza alla gestione del Coronavirus».

«C'è stata una ripercussione molto grave sui teatri - dice Francesco Giacalone, presidente di Federteatri -. Sono saltate tutte le attività didattiche e gli spettacoli per le scuole. Già lo scorso fine settimana avevamo registrato un calo del 28% di presenze agli spettacoli, figuriamoci adesso con questi primi casi e con il panico che sta dilagando in città. Un danno che difficilmente si potrà recuperare, ma al momento stiamo cauti».

Per Nicola Farruggio, presidente di Federalberghi Sicilia «il danno è dovuto alla comunicazione che si è fatta sul Coronavirus, di cui è vero che non c'è ancora il vaccino, ma che è pur sempre un'influenza. Non so se è stata una cosa voluta, è certo che all'estero non c'è questa pandemia. Il turismo è la vittima sacrificale di questa mal comunicazione.

È un problema nazionale non soltanto siciliano, è necessario un sostegno dallo Stato - aggiunge Farruggio -. Credo che tutto quanto sia stato troppo amplificato e non capisco il motivo. Forse adesso il governo ha capito che la situazione è sfuggita di mano e sta facendo un passo indietro. Febbraio e marzo sono mesi fondamentali per il turismo in cui si sviluppano le prenotazioni per l'estate e in 24 ore abbiamo avuto una impennata di cancellazioni e disdette».

«L'incidenza di tutto questo si riperquoterà sulla previsione di entrate e a risentirne sarà il bilancio di previsione - spiega il neo assessore al turismo di Palermo, Paolo Petralia -, come ad esempio l'introito della tassa di soggiorno che sarà notevolmente diverso da quello che ci si aspettava. Volevo congratularmi con il personale dell'Hotel Mercure che ha saputo gestire la situazione nel migliore dei modi».

Non va meglio al cinema. «L’effetto psicotico ancorché comprensibile - ci racconta Andrea Peria, presidente dell'Associazione degli esercenti del cinema a Palermo - si sta manifestando con tutta la sua forza anche nei locali di pubblico spettacolo e specificatamente nelle sale cinematografiche da noi monitorate.

Il primo segnale si è manifestato loscorso week end con una perdita del 30 % degli spettatori. Adesso, in questi ultimi giorni si è registrata un’ulteriore contrazione -44%, aggravata anche dal rinvio delle uscite di film molto attesi quali quello di Carlo Verdone e il Ligabue con Elio Germano».

Anche le cooperative turistiche sono con l'acqua alla gola «Il colpo di grazia è stato quello di vietare alle scuole fino al 15 marzo di fare gite scolastiche e quelle nei siti che gestisce Coop Culture in questo periodo sono il 50%. - dice Masino Lombardo, presidente di della cooperativa - La comunicazione è folle, sta passando che siamo appestati dando insicurezza a chi lavora e a chi viaggia.

Abbiamo avuto solo due casi abbastanza circoscritti e in compenso c'è una comunicazione allarmante, non ce ne usciremo facilmente, ci sono i turisti in giro ma che accoglienza diamo? è chiusa la cappella Palatina è chiuso palazzo Reale e molti altri siti. I flussi di turismo non riprenderanno facilmente, lo Stato e la Regione dovranno fronteggiare questa crisi. La storia ci darà ragione o torto ma economicamente è un danno allucinante».

«La bellezza monumentale siciliana e del resto d'Italia in questi giorni si sta scontrando con la paura e la disinformazione. - dice Eleonora Loiacono della cooperativa turistica Terradamare - Il nostro lavoro, che si concentra nel creare reti culturali di qualità attive tutto l'anno, anche in bassa stagione, per turisti e residenti, in questo momento deve essere traino per le corrette informazioni.

Continueremo a realizzare le nostre attività culturali contro l'allarmismo surreale al quale stiamo assistendo. Il danno economico è inevitabile, ma non possiamo fermare la cultura, l'arte, il teatro, laddove non sussiste motivo concreto. Mentre gli slogan allarmistici, e non la possibilità del contagio, ci mettono al tappeto, dobbiamo insistere nel tranquillizzare il pubblico, nel diffondere ognuno di noi non solo il racconto culturale ma anche di questa emergenza nella sua reale dimensione. Quando tutto tornerà alla normalità, conteremo le perdite, che saranno tante, e ci auguriamo che le istituzioni diano massimo supporto al turismo, settore che crea indotto economico per tutti».

Una vignetta di un gruppo Facebook "Il milanese imbruttito" recita: «Forza Milano, alzati e fattura», ecco se ci fosse una pagina simile su Palermo immaginiamo la scritta «Forza Palermo, alzati e accogli».
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