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Il cuore della Sicilia come Rio de Janeiro: sul monte San Giuliano spicca "u' Ridinturi"

Il panorama incantevole che nelle calde sere estive, tra i pini e i chioschi poco distanti dal monumento si fa apprezzare, diventa luogo di ritrovo per molti nisseni

Anna Rita Donisi
Appassionata di cultura e comunicazione
  • 24 settembre 2021

Il Redentore di Caltanissetta

Non solo Rio de Janeiro ha il suo Cristo Redentore sul Corcovado, anche la Sicilia ne ha uno, proprio nel cuore dell'isola sul monte San Giuliano a Caltanissetta c'è "u' Ridinturi".

Viaggiare è catartico. Roman Payne diceva “Le città sono sempre state come le persone, esse mostrano le loro diverse personalità al viaggiatore. A seconda della città o del viaggiatore, può scoccare un amore reciproco, o un’antipatia, un’amicizia o inimicizia.

Solo attraverso i viaggi possiamo sapere dove c’è qualcosa che ci appartiene oppure no, dove siamo amati e dove siamo rifiutati”. E se siete nel mood alla mangia-prega-ama la Sicilia ha sempre infinite risorse e risposte.

Lo so, il coronavirus ha messo in gabbia la vostra anima da viaggiatori che al momento ruggisce ed ha limitato spostamenti. In molti hanno trasformato la difficoltà in opportunità scoprendo bellezze inattese a meno chilometri del previsto. Per questo oggi vi svelo un'altra delle perle del centro Sicilia.



Il Redentore.

Il monumento è una grande statua del Cristo, alta 4,85 metri, che sostiene una croce astile e sembra benedire la città. La statua bronzea fu realizzata da "Rosa e Zanazio" di Roma, il basamento invece fu affidato al palermitano Ernesto Basile, figlio di Giovan Battista, parliamo degli autori del Teatro Massimo di Palermo.

Il panorama incantevole che nelle calde sere estive, tra i pini e i chioschi poco distanti dal monumento si fa apprezzare, diventa luogo di ritrovo per molti.

I nisseni doc associano sempre il ricordo del chiosco della "zia Pina" uno dei personaggi amarcord della storia recente della città, dove il must era la mega fetta d'anguria, oppure i lupini con pepe sale e la gazzosa, tradizione che continua ancora oggi. Di fatto è un luogo storicamente molto amato.

Quando le ferie erano lusso per pochi i festeggiamenti del 6 agosto, in onore al Redentore, erano un appuntamento imperdibile ed atteso. Per i credenti c'era prima il momento delle messe in Cattedrale e a monte San Giuliano, poi, in serata la processione del Cristo Benedicente per le vie del centro storico.

La processione che attraversava, nella sua versione ridotta e più recente, corso Vittorio Emanuele fino alla Badia e poi rientro in Duomo.

Per tornare a quando fu realizzato questo monumento, dobbiamo fare un salto indietro al 1900 quando per festeggiare il giubileo papa Leone XIII volle che venissero costruiti, in tutte le regioni italiane, diciannove monumenti a Gesù Cristo Redentore, proprio perché erano passati diciannove secoli dalla redenzione.

E siccome stava per iniziare il ventesimo secolo ne vollero aggiungere un altro, di buon auspicio. Furono molte le città che si proposero per la Sicilia, ma alla fine il monumento al Redentore a Caltanissetta anche grazie al canonico Francesco Pulci.

Piccola curiosità.

Hanno usato il bronzo di due cannoni pontifici per realizzare la statua, che si ispira al gruppo marmoreo presente sulla facciata della basilica di San Giovanni in Laterano a Roma. Ed una volta arrivata in treno da Roma per trasportarla sul monte San Giuliano usarono un carro trainato da sei coppie di buoi.
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