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Il cuore di donna Franca s'infranse come i sogni di Ignazio Florio: la tragica morte di Baby boy

Cosa esattamente sia successo quella notte di gennaio del 1903, non si riuscirà mai a sapere ma Baby Boy fu sottratto alle gioie della vita all'età di cinque anni

Maria Oliveri
Storica, saggista e operatrice culturale
  • 31 marzo 2022

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Baby boy (a sx ) con la sorella Igiea (a dx) e la governante (dettaglio foto tratta dal libro Donna Franca Florio di Anna Pomar)

Franca Jacona di San Giuliano e Ignazio Florio erano una coppia iconica: belli, ricchi anzi ricchissimi, eleganti e pieni di fascino, amanti della vita mondana. È difficile comprendere oggi il peso che i Florio avevano sulla società dell’epoca: erano tre le famiglie più ricche d'Italia, possedevano un terzo dell'intera flotta italiana, un impero aziendale che spaziava dalla chimica al vino, dal turismo all'industria del tonno e frequentavano le famiglie reali europee.

Si erano conosciuti a Villa Giulia, in un’assolata giornata d’autunno ma il fidanzamento fra i due giovani era stato lungo, contrastato dalla famiglia della fanciulla, soprattutto per la cattiva fama di irrimediabile donnaiolo del giovane Florio.

La coppia era riuscita tuttavia a convolare a nozze a Livorno, l’11 Febbraio del 1893 e nove mesi dopo, il 24 Novembre, era nata la primogenita, una bella bambina chiamata Giovanna (come la nonna paterna Giovanna d’Ondes) ma che per tutti in casa era sempre stata “Giovannuzza”.



Nell’Aprile del 1898 (data riportata sia da Anna Pomar che da Salvatore Requirez) era arrivato anche l’atteso maschio, il “quarto Ignazio Florio” della famiglia: “Ignazio” come il nonno morto nel 1891 e come il padre che si era ritrovato tra le mani a soli 21 anni un patrimonio da capogiro, un'eredità economica, fuori dal comune.

Ignazio Senior fuori di sé dalla gioia alla notizia di avere finalmente un erede, aveva fatto il primo bagnetto al neonato in una bacinella colma di vino Marsala Florio. Aveva regalato a Franca uno splendido bracciale di zaffiri e brillanti e alla balia due grosse monete d’oro. Aveva infine brindato con fiumi di champagne con i familiari, con la servitù, con i dipendenti e con gli impiegati delle sue aziende: “Al futuro del figlio maschio!”

La nascita del piccolo Ignazio significava la continuità di Casa Florio: Franca era felice e orgogliosa, sapeva di avere dato una grande gioia al marito.

Il piccolo Florio, era stato battezzato il 23 Aprile nella residenza della famiglia all’Olivuzza e era stato soprannominato Baby boy: così lo aveva chiamato la governante inglese sin dalla nascita e quel nomignolo affettuoso gli era rimasto cucito addosso. Infagottato in preziose camicine di lino il piccolo principe di casa Florio era stato allattato i primi tempi solo da Franca. Quando aveva compiuto i due anni aveva smesso di portare camiciole da bambina per indossare completini alla marinara.

Era un bambino bellissimo, con lunghi capelli biondi e grandi occhi chiari. Ignazio lo voleva spesso accanto a sé e lo portava in giro con l’automobile, in fabbrica, negli stabilimenti di Marsala o a Favignana: quasi a voler dire, “Vedi, figlio mio, tutto questo un giorno sarà tuo!”.

La nascita di Baby boy aveva reso la coppia sempre più affiatata e a Giugno del 1900 era nata la terza figlia, Igiea. Sappiamo che donna Franca era solita organizzare feste speciali per i suoi bambini, come il “ballo dei fanciulli” che nell’Autunno del 1900 organizzò all’Olivuzza. Per l’occasione Giovannuzza aveva indossato un abito stile impero come la mamma, mentre per Baby boy aveva scelto un completo acquistato a Londra da Liberty, negozio specializzato per l’infanzia: una giacca in velluto grigio perla su cui risaltava un grande collo di merletto bianco e calzoncini a mezza gamba.

Sulla rivista Flirt, nel numero del Febbraio del 1900, si leggeva: “Nel castello incantato dell’Olivuzza la padrona di casa ha indetto un sontuoso ballo di bambini che si realizza in un vero trionfo di lusso, di eleganza e di ospitalità ad un tempo…nelle grandi sale squillanti di vocine e delle gioconde risa di tante piccole creature riccamente vestite.”

Si racconta che le tazze in cui era stata servita la cioccolata al ballo erano di biscotto e Baby boy le aveva addentate lasciando stupefatti gli amichetti. Ogni bambino aveva un tovagliolo su cui erano state ricamate le proprie iniziali. Erano stati serviti una grande torta a forma di barca, con tante bandierine e gelati in forma di graziosi animaletti.

La felicità di Franca che ammirava i suoi bambini divertirsi sarebbe stata di breve durata…Nell’estate del 1902 Giovannuzza che era sempre stata esile e delicata di costituzione, si ammala gravemente: la febbre alta la costringe a letto, in uno stato di spossatezza. Si decide di fare un consulto col professore Murri, che arriva da Bologna a Palermo e la diagnosi lascia poche speranze: la bambina ha la meningite!

Infatti dopo poco tempo la bambina si spegne, lasciando prostrati i suoi genitori: era il 14 Agosto, avrebbe compiuto 9 anni a Novembre. Franca è sconvolta: tutto in casa le risveglia dolorosi ricordi di Giovannuzza: le bambole, gli abitini, le fotografie…Le sembra di sentire a volte la sua voce…Ignazio comincia a temere per la salute della moglie e la conduce lontano dall’Olivuzza, prima a Favignana e poi sulla Costa Azzura.

Il 14 Gennaio del 1903 Ignazio e Franca vengono invitati in casa di amici francesi ma all’improvviso vengono chiamati dal loro albergo dove si trovano Baby boy e Igiea affidati alla tata: Baby boy sta male... Cosa sia successo quella notte non si potrà mai sapere con certezza, Anna Pomar scrive: “Davanti all'albergo li attende il direttore ma Franca non si ferma neppure a sentire cosa vuol dire. Si precipita nella stanza che occupano i bambini e scorge una folla di gente intorno al letto del piccolo Ignazio. Qualcuno cerca di fermarla.

La giovane donna è frastornata, non riesce a capire. Allontana bruscamente chi si frappone fra lei e il suo bambino e si china ad abbracciare Baby boy. Solo in quel momento si rende conto che il piccolo è morto. L'emozione è così violenta che la porteranno via dalla stanza svenuta. Il risveglio è terribile. Franca non vuole credere che la sorte si sia accanita con questa ferocia contro di lei, non vuole accettare la nuova, terribile perdita. Chiede spiegazioni ma nessuno è in grado di fornirgliele. La bambinaia, che dopo un violentissimo scontro con Ignazio è stata allontanata, ha dichiarato di essersi avvicinata al letto e di avere trovato il bambino già morto. Una morte subitanea quindi.

Si avanzano però anche altre ipotesi: che la donna avendo un appuntamento galante fuori dall' albergo avesse dato al bambino un forte sonnifero risultato fatale. Oppure che il piccolo Ignazio fosse caduto dal letto e avesse sbattuto la testa, rimanendo ucciso sul colpo. Si parla anche di una purga abitualmente somministrata al piccolo, in dosi forse non appropriate.

L'autorità giudiziaria vorrebbe effettuare l'autopsia sul corpo del bambino ma Ignazio si rifiuta energicamente di dare la propria autorizzazione e accetta per buono il referto che i medici hanno scritto sul certificato di morte: collasso cardiaco. Chiuso Baby boy in una piccola bara bianca Ignazio e Franca tornano a Palermo con il loro tristissimo carico.
I Florio già provati per Giovannuzza non si aspettavano tanto crudele accanimento da parte della vita nei loro confronti".

Una terribile maledizione sembra essersi abbattuta sulla loro famiglia. Devono farsi coraggio per Igiea e andare avanti ma la morte dell’unico figlio maschio è una perdita incolmabile per Ignazio e Franca sente in cuor suo di aver perduto con il figlioletto anche suo marito. L’erede di una grande famiglia di imprenditori, destinato a tramandare il nome di Casa Florio non c’è più… Ma forse non tutto è perduto: qualche mese dopo Franca prova una gioia improvvisa e insperata, quando ha la certezza di aspettare un bambino. Vuole ricominciare a vivere e sperare; invece partorisce a Venezia con 2 mesi di anticipo il quarto figlio: è una femmina. Viene chiamata Giacobina ma è prematura e dopo un paio d’ore spira.

Nell’autunno del 1908 Franca è di nuovo incinta, una gravidanza inaspettata, ha 36 anni, suo marito quasi 40: non pensavano di avere altri figli. Ignazio torna a nutrire la speranza mai sopita di poter finalmente avere un erede. Il pensiero lo riempie di gioia.

Il 20 Aprile 1909 nasce il quinto figlio, un’altra femmina: Giulia. Ignazio riesce a stento a nascondere la delusione: Casa Florio è una dinastia che ormai non ha futuro… Solo pochi anni dopo infatti i suoi progetti falliranno, le attività chiuderanno una dopo l'altra, i gioielli e i palazzi saranno venduti e dei grandi imprenditori partiti da Bagnara Calabra 100 anni prima resterà solo - inossidabile - il mito.
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