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Il "primo dollaro" di Giuseppe Tornatore: torna al cinema con un film dopo 10 anni

È un segreto l'identità del protagonista che interpreta il ruolo di Amadeo Peter Giannini, figlio di emigrati liguri. Cosa sappiamo del nuovo film del premio Oscar

Tancredi Bua
Giornalista
  • 21 gennaio 2026

Giuseppe Tornatore

Ci sono voluti dieci anni – tanto è passato dall’ultimo “La corrispondenza” – ma Giuseppe Tornatore ritornerà al cinema con un film sulla storia di Amadeo Peter Giannini, “Il primo dollaro”. Proprio in queste settimane, il regista premio Oscar, originario di Bagheria ma residente da anni a Roma, sta ultimando la sceneggiatura del lungometraggio, che sarà prodotto da Rai Cinema e Kavac Film e che vedrà protagonista la storia vera del fondatore della Bank of Italy (successivamente Bank of America).

A fine 2025, Tornatore era stato in sala con “Brunello – Il visionario garbato”, il documentario su commissione sulla figura dell’imprenditore umanista Brunello Cucinelli, mentre nel 2021 era stata per lui la volta di “Ennio”, documentario sul premio Oscar Ennio Morricone, autore fra le centinaia di colonne sonore anche della partitura di “Nuovo cinema Paradiso” e del suo commovente tema d’amore.

Il primo dollaro”, che si girerà più tardi nel corso dell’anno, segna però per Tornatore un ritorno al racconto di finzione, pur basandosi su una storia vera. È ancora un segreto chi vestirà i panni del protagonista, Amadeo Peter Giannini, figlio di emigrati liguri, nato in California nel 1870, ma Rai Cinema assicura che il film sarà «girato interamente in inglese, con un cast di attori italiani e internazionali». Non che sia una novità per Giuseppe Tornatore – che ha quasi sempre avuto come protagonisti delle sue opere talenti internazionali del calibro di Philippe Noiret, Jacques Perrin, Gérard Depardieu, Tim Roth, Geoffrey Rush, Donald Sutherland e Jeremy Irons – ma ci s’interroga già su chi, a questo giro, verrà chiamato per interpretare un ruolo così importante per la storia contemporanea.

Sì, perché Amadeo Peter Giannini, che forse può non essere noto (ancora) al pubblico più vasto, fu l’uomo che rivoluzionò il sistema bancario aprendone le sue porte alla gente comune – donne, lavoratori, immigrati, famiglie sino a quel momento escluse. In breve, se oggi tutti hanno un conto corrente in banca, a prescindere dal reddito o dagli introiti, è perché Giannini, oltre un secolo fa, ebbe un’idea diversa di mondo e di società, in cui le banche potevano svolgere un servizio diverso e più capillare.

A spronarlo a cambiare l’approccio del vecchio sistema furono diversi momenti importanti della storia americana e mondiale: il terremoto del 1906 a San Francisco e la successiva ricostruzione della città (e della sede della banca), il sostegno economico alla nascente industria cinematografica – con il finanziamento delle prime opere di Charlie Chaplin, Walt Disney e Frank Capra – e di grandi infrastrutture come il Golden Gate.

Ma non solo: Giannini fu tra i finanziatori del New Deal e del piano Marshall, contribuendo così alla ricostruzione dell’Europa e dell’Italia nell’immediato dopoguerra. In qualche modo, il documentario su Brunello Cucinelli che è uscito lo scorso 9 dicembre sembrerebbe inserirsi nel solco del progetto più grande su Amadeo Peter Giannini, che Tornatore aveva già in cantiere da tempo.

Simone Gattoni, produttore della Kavac Film (di recente in Sicilia per le riprese di “…che Dio perdona a tutti”, il film di Pif basato sul suo omonimo romanzo), ha dichiarato a proposito de “Il primo dollaro” che «portare in sala questa opera contribuisce a conservare la memoria e rappresenta un messaggio per il presente: è la storia di un italo-americano che ha cambiato il mondo senza mai perdere di vista le persone, guardando a un capitalismo etico».

Al fianco di Tornatore, già al lavoro sull’opera, oltre ai produttori Simone Gattoni e Paolo Del Brocco – amministratore delegato di Rai Cinema – c’è anche il regista Marco Bellocchio: «È un progetto a cui avevo lavorato qualche anno fa, che parla di una vicenda quasi leggendaria – dice Tornatore – nata proprio per essere raccontata al cinema»
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