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In Sicilia esiste un enorme carciofo che non si mangia: è uno scoglio in mezzo al mare

Un luogo, raggiungibile dal mare o osservabile da terra, che ha visto passare davanti agli occhi la storia di Sicilia e che ora si trova all'interno di un'area protetta

  • 16 marzo 2020

Lo scoglio "Carciofo" a Milazzo (foto Davide La Cara)

Una grande roccia al largo del Capo di Milazzo, il punto più a nord dell'isola siciliana, si staglia dalla sua punta rocciosa in un mare immenso e bluissimo, affacciandosi dal golfo per osservare la casa di Eolo a Lipari e dominare il cuore del Mediterraneo: lo Scoglio della Portella o, come è più conosciuto dagli abitanti del luogo per via della forma che ricorda un vegetale, il Carciofo.

Il nome Portella invece deriva dal breve tratto di mare tra la costa e lo scoglio che indica una immaginaria porta che conduce dentro la Baia di Sant'Antonio. Qui la presenza del Dio Eolo è forte per via dei venti che, insieme agli schizzi d'acqua, hanno eroso le rocce fino a sollevare il promontorio e creare uno spettacolo roccioso.

Il Carciofo si trova dunque a Milazzo a pochi chilometri dal centro abitato, lontano dalle case, dai rumori e dalla confusione del traffico cittadino. Un angolo di paradiso dentro l'Area marina protetta, istituita nel marzo del 2019, che si estende per 754 ettari a sud del Mar Tirreno.



Il Carciofo (o Scoglio della Portella), è raggiungibile in barca alla fine della Baia di Sant'Antonio. Per i non pratici di navigazione o non dotati di imbarcazioni, l'ideale è andare al Capo, raggiungere il punto più alto a piedi e osservarlo dall'alto delle rocce, ricevendo la brezza e i profumi del mare. Giunti qui vi sentirete obbligati ad aspettare il tramonto per vedere la grande massa arancione immergersi nel mare, quasi a rendergli omaggio.

Attiguo al Carciofo, sommerso dal mare ma visibile da questa altezza quando è limpido e calmo, giace lo Scoglio del Monaco. La sua forma è appunto quella di una roccia dalle sembianze di un frate vestito di rosso e arancio, spesso circondato da ricciole, cernie e meduse, inquietante e meraviglioso al tempo stesso. Durante la bassa marea, il Monaco fa capolino dall'acqua per salutare i pescatori, i quali fanno molta attenzione a girargli al largo per paura di incagliare nei suoi spuntoni.

Il Carciofo, testimone millenario, ha visto in prima fila numerosi eventi storici e battaglie importantissime per la Sicilia, l'Italia e il mondo antico. La più famosa è quella del 260 A.C, quando il console Caio Duilio, passandogli davanti, giunse con le navi dei romani per sconfiggere la flotta dei Cartaginesi di Annibale. Importante fu anche quella avvenuta nel luglio del 1860, quando i mille di Garibaldi giunti a Milazzo sconfissero le forze borboniche e lanciarono l'unificazione d'Italia.

Nel mezzo di questo tempo, lo Scoglio ha visto passargli davanti, dirette alle Isole o al porto, le navi di mussulmani, spagnoli, francesi e in lontananza quelle inglesi, che giunte al largo di Milazzo nel 1941 non ebbero il coraggio di approdare e affrontare la battaglia. Ha visto persino i fascisti portare con le barche i prigionieri politici in confino alle Eolie e nel luglio 1943, quando l'invasione attuata con lo sbarco in Sicilia era in pieno svolgimento, vide anche arrivare gli americani per occupare la città.

Il Carciofo è rimasto sempre qui, anno dopo anno, ad assistere immobile agli eventi, pronto ad accogliere o intimorire i naviganti. In questi tempi pacifici, il Carciofo saluta gli aliscafi e le navi dei turisti che si dirigono in vacanza alle Eolie. Partendo dal porto e circumnavigando il Capo, marinai, avventurieri, pescatori e turisti sono obbligati a pagare il passaggio volgendogli uno sguardo di ammirazione.

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