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Inaugurato l'Anno Accademico: tra le parole dei "grandi" il punto di vista degli studenti

La cerimonia di inaugurazione istituzionale dell'anno accademico dell'Università di Palermo vista con gli occhi degli studenti, i più coinvolti e i più (costruttivamente) critici

  • 6 novembre 2018

Il chiostro della facoltà di Giurisprudenza di Palermo

Si è tenuta lunedì 5 novembre la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2018-2019 dell’Università degli Studi di Palermo, al Complesso Monumentale di Santa Maria dello Spasimo.

La cerimonia è stata dedicata alla memoria delle vittime delle tragedie causate dal maltempo di questi ultimi giorni ed è iniziata con i saluti del sindaco di Palermo Leoluca Orlando e del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

Successivamente si sono succeduti diversi interventi: il Magnifico Rettore Fabrizio Micari ha trattato numerosissimi temi, anche se si tratta prevalentemente della rappresentazione dei dati emersi dal Rapporto Attività UniPa 2018 e di commenti degli stessi, sia per quanto riguarda lo stato attuale rispetto alle altre università, che all’evoluzione dei numeri nel tempo.

Inoltre, diversi progetti per il futuro sono stati illustrati: in generale la presentazione si è concentrata esclusivamente sugli aspetti positivi.

Gli altri interventi sono stati ad opera del Direttore Generale Antonio Romeo, del rappresentante del Personale tecnico amministrativo Pietro di Lorenzo e del rappresentante degli studenti Saverio Di Caro.

Infine, il critico d’arte Vittorio Sgarbi ha tenuto la Lectio magistralis "Cultura e destino". Il discorso è stato un escursus che è partito dalla storia dell’arte e si è concluso sull’attualità, con la lettura di una lettera del sindaco di Riace Domenico Lucano, e una presa di posizione a favore dell’accoglienza di tutti.

Da evidenziare il concetto espresso dal critico, che se non includiamo nella società tutti coloro che sono in Italia, anche gli stranieri, se non diamo a tutti gli stessi diritti, mettiamo le persone in posizione di svantaggio che spesso sfocia nella criminalità come unica via di sopravvivenza.

Dunque la struttura della cerimonia ha alternato gli aspetti tecnici, i dati, ad aspetti più culturali, meno concreti.

I primi servono ad avere le informazioni, i secondi a formare le opinioni, ed è l’insieme di questi due aspetti che permette di fare scelte.

Dal punto di vista degli studenti, non si può fare a meno di notare che le carenze continuano ad esserci sui servizi: gli stessi dati parlano del fatto che la soddisfazione per quanto riguarda aule e postazioni informatiche è minore del 60%.

Si spera che i 18 milioni di euro, destinati a manutenzione e messa a norma degli edifici, siano sufficienti. Inoltre, è grave notare che dal 2015 al 2017 la tassazione media pro capite degli studenti è aumentata del 10%, che ammonta a una media di 70 euro per studente.

Infine, l’ampliamento della scelta formativa, molto pubblicizzato, è principalmente sulle triennali, tant’è che ad oggi si contano più lauree triennali che magistrali.

Eppure, per gli studenti, sarebbe utile avere lauree triennali più generiche, che permettano di scegliere una effettiva specializzazione nella laurea magistrale, tra una più ampia scelta. Questo dovrebbe essere il senso di dividere il percorso in triennali e magistrali.

L’Università degli Studi di Palermo ha sicuramente ampi margini di miglioramento e ciascuno può dare il proprio contributo in questa direzione.

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