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L'estate all'Addaura Reef, "re" della movida a Palermo: fu uno dei locali più belli d'Italia

Entrare all’Addaura Reef era come addentrarsi in un’atmosfera magica. Fu anche inserito fra i dieci locali sul mare più belli d’Italia dalla nota rivista "Panorama"

  • 4 agosto 2022

L'Addaura Reef di Palermo (dettaglio di una foto di Giovanni Simocelli su Flickr)

L’estate del 2006 stava per finire e nel mese di settembre, lungo la costa palermitana, nacque un nuovo locale, l’Addaura Reef.

Un piccolo gioiello incastonato negli scogli, un luogo dall’atmosfera suggestiva, in breve tempo apprezzato a livello nazionale e citato da alcune riviste, fra cui Panorama, che lo inserì tra i dieci locali sul mare più belli d’Italia.

Entrare all’Addaura Reef era come addentrarsi in un’atmosfera magica, merito innanzitutto dell’allestimento, di grande qualità e realizzato – come raramente accade – con grande rispetto del territorio, utilizzando soprattutto materiali naturali come legno e bambù e colori che si integrassero con il paesaggio circostante.

I suoi ideatori e fondatori, Paolo Sardina, Daniele e Tony Di Gregoli e Corrado Caronna, ispirandosi all’oriente e all’Indonesia, decisero di approfittare di quella posizione strategica per realizzare un locale che si distinguesse dagli altri, non la solita terrazza sul mare, ma qualcosa di veramente unico.
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Un tappeto erboso copriva buona parte della grande superficie, sviluppata su più livelli, arredati con varie sedute, dalle poltrone ai divani enormi, con lampade e vasi in resina bianca a delimitare i percorsi e le passerelle in legno e tante lanterne in vimini appese agli alberi.

La zona centrale comprendeva il bar, di forma circolare, così da distribuire i clienti lungo tutto il perimetro. A pochi metri una piccola piscina, più in basso una piattaforma dove poter ballare e la prima zona con i tavolini e, scendendo ancora, un'altra, quasi al livello del mare. Di giorno l’Addaura Reef era un lido con accesso al mare, lettini, spogliatoi e tutti i servizi, ma prima del tramonto si trasformava in uno dei locali più ambiti dell’estate.

La sua particolarità, oltre alla bellezza del paesaggio, era la possibilità di vivere un’atmosfera diversa semplicemente spostandosi da una zona all’altra: a seconda dei gusti e dell’umore del momento ci si poteva scatenare in pista con la musica dei migliori dj, bere un drink in buona compagnia, trascorrere delle ore piacevoli nel luogo preferito dalla movida di quel periodo oppure preferire una serata più tranquilla, nell’area vicina all'ingresso, in una delle chaise longue sovrastate dagli alberi o nei salottini affacciati sul mare, ascoltando il suono delle onde e godendo dello splendido panorama.

«L‘Addaura Reef era un locale straordinario – racconta Maurizio Cecconi, agente di commercio e dj per passione – per me ha rappresentato il divertimento allo stato puro, ma anche il relax; lo frequentavo sia di giorno che di sera perché si stava davvero bene, sempre in buona compagnia e la sensazione era quella di sentirsi in famiglia.

Ho tantissimi bei ricordi, dai miei compleanni, con il bagno notturno nella piccola piscina, alle notti trascorse fra amici in attesa dell’alba».

Il successo dell’Addaura Reef era dovuto a tanti elementi, dall’atmosfera davvero unica al panorama, dai cocktails eccellenti – fra i riconoscimenti nazionali anche quello per il miglior mojito d’Italia – alla musica, ricercata e di qualità e, non ultimo, alla gente che lo frequentava.

La selezione all’ingresso era molto scrupolosa, secondo alcuni fin troppo rigida, ma questo rendeva l’ambiente sempre gradevole e tranquillo, frequentato dai nomi più in voga della mondanità palermitana.

Le feste erano occasionali, talvolta a chiusura di eventi, mondani o sportivi, che si svolgevano in città, oppure legate alla sponsorizzazione di grandi marchi o alla collaborazione con alcuni fra i migliori dj nazionali, come Marco Fullone, Massimiliano Troiani e Nick The Nightfly, che venivano spesso ad animare le serate.

E in tantissimi volevano partecipare, perché l’Addaura Reef non deludeva mai. «Una delle serate più belle – ricorda Cecconi – è stata la prima con ospite Massimiliano Troiani, dj e persona eccezionale, con cui in quell’occasione ho stretto un’amicizia che dura tuttora.

È stata una festa memorabile, c’erano tantissime persone, la musica era straordinaria e abbiamo ballato scatenati fino a notte fonda: sembrava che tutti fossero davvero felici di essere lì».

«L’Addaura Reef era una realtà meravigliosa che purtroppo è durata poco – afferma Alba Saverino, psicopedagogista ed ex cliente affezionata – l’organizzazione era eccellente e l’ambiente ben selezionato, dall’inizio alla fine delle serate, che quindi erano sempre piacevoli.

Si poteva anche stare in zone poco affollate, scegliendo di sedersi lontano dalla pista e dal bar, per trascorrere qualche ora chiacchierando senza essere disturbati. Era un luogo accogliente anche di giorno e i cocktails erano sempre buonissimi. Alcune serate, fra cui la festa del Circolo del tennis, dopo i campionati, per me sono state indimenticabili».

Non sembrava neanche di essere così vicini alla città, ma piuttosto in una delle più famose e mondane isole del Mediterraneo: locale meraviglioso, bella gente, musica di qualità e organizzazione impeccabile.

Si beveva e si mangiava bene, c’era anche il sushi, tra i migliori della città, insomma, non poteva che andare alla grande e per qualche anno la stella dell’Addaura Reef continuò a brillare nelle notti palermitane.

Nel 2012 il mancato rinnovo della concessione demaniale, quindi la chiusura definitiva dell’Addaura Reef, con lo smontaggio di tutta la struttura.

In breve tempo qual tratto di costa, ripulito, curato e restituito ai cittadini, tornò in uno stato di totale abbandono, pieno di rifiuti di ogni genere.

Il degrado prese di nuovo il posto della bellezza, ma quella bellezza è rimasta intatta nella memoria di tanti palermitani che mai più, nella propria città, sono stati accolti in un luogo così speciale e suggestivo.
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