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La bimba siciliana senza pupille e il miracolo di Padre Pio: la storia (e il mistero) di Gemma

Una storia commovente che avrebbe avuto una svolta miracolosa quando nonna Maria, un giorno, portò Gemma su un vecchio treno per andare a San Giovanni Rotondo

Elio Di Bella
Docente e giornalista
  • 20 giugno 2021

Gemma Di Giorgi

Il 20 novembre del 1952 il Giornale di Sicilia dedicò una intera pagina alla storia di un presunto miracolo di Padre Pio che ancora oggi divide l’opinione pubblica e gli scienziati.

Una ragazza, Gemma Di Giorgi, di Naro, in provincia di Agrigento, cieca dalla nascita perché senza pupille, all’età di sette anni, dopo un viaggio a San Giovanni Rotondo, dove incontrò Padre Pio, ebbe prodigiosamente il dono della vista.

«Gemma è nata cieca ed è cresciuta nella piccola casa contadina tra il muto dolore dei genitori. La nonna Maria, che la conduceva per mano, le parlava della vita da cui era relegata lontano, delle forme, dei colori», scrisse all'epoca il cronista del giornale siciliano.

E aggiunse: «Gemma conobbe le cose che non toccava per mano, dalla voce di nonna Maria: il carretto di cui sentiva il sonaglio argentino, l’altare presso cui pregava, la madonnina della chiesa, la barca altalenante nel dolce mare agrigentino… Il mondo insomma, era per lei fatto di suoni che ascoltava e delle forme che le suggeriva l’amore di nonna Maria».



Una storia commovente che avrebbe avuto una svolta miracolosa quando nonna Maria, un giorno, portò Gemma su un vecchio treno fumoso per andare a San Giovanni Rotondo, dove le aveva suggerito di recarsi una zia suora, che aveva visto in sogno Padre Pio e gli aveva chiesto il miracolo della vista per la piccola nipote, ottenendo - sempre in sogno - assicurazione dal frate che il miracolo ci sarebbe stato.

Durante il viaggio per San Giovanni Rotondo, Gemma chiese alla nonna di guardare dal finestrino.

«La piccola parlava adagio, fitto fitto, di cose che vedeva e la vecchia, le seguiva il discorrere come una buona fantasia consolatrice… Poi d’un tratto balzò in piedi con gli occhi sbarrati: Gemma gridava di vedere sul mare una grande nave col fumo e nonna Maria vide anche lei, nell’Adriatico azzurro, un piroscafo muoversi verso il porto», leggiamo sul Giornale di Sicilia.

Ma la nonna non diede molto peso a quelle descrizioni, costatando che gli occhi della nipotina erano sempre senza pupille che per vedere sono assolutamente necessarie. In realtà la bambina avrebbe da allora cominciato a vedere.

Ecco cosa ha raccontato la stessa Gemma alla gente e ai diversi anni dopo e anche di recente.

«Arrivati a San Giovanni Rotondo andammo a confessarci da Padre Pio perché il giorno dopo avrei fatto la prima comunione. La nonna mi aveva raccomandato di chiedergli la grazia della guarigione, ma me ne dimenticai. Ricordo però che appena mi fui inginocchiata davanti a lui, il Padre mi toccò gli occhi tracciando un segno di croce».

La nonna chiese la grazia per Gemma a padre Pio: "Tieni fede, figlia mia ?" - rispose il Padre - "Si ho fede – rispose la nonna” e padre Pio concluse: “Se hai veramente fede non ti preoccupare perché la bambina vede, e tu lo sai".

Ripresero quindi la via del ritorno e Gemma di ora in ora cominciava a vedere sempre meglio, ma la nonna non sapeva spiegarsi come mai, se era davvero avvenuto il miracolo, non fossero apparse le pupille. Arrivati a Cosenza, la nonna stava poco bene e decise di ricoverarsi in ospedale.

«Dovemmo fermarci in quella città per diversi giorni. Prima di ripartire, mia nonna mi fece visitare dall'oculista dell'ospedale – racconta Gemma Di Giorgi - Subito il medico disse che in quelle condizioni non potevo vedere. Ma poiché la nonna insisteva, mi sottopose ad alcuni semplici esperimenti e al termine il medico disse: «È una cosa inspiegabile: senza pupille una persona non può vedere. Non capisco perché questa bambina veda».

Successivamente diversi medici avrebbero costatato – stando a quanto raccontano Gemma e i suoi familiari - che gli occhi di Gemma non dovrebbero essere in grado di vedere, ma nonostante ciò la donna possiede la vista.

«Ciò che in me stava avvenendo, non aveva spiegazioni umane. Da allora la mia vista è andata sempre migliorando. Ho potuto frequentare la scuola, imparare a leggere e scrivere e, grazie a padre Pio, conduco un'esistenza normale», sostiene Gemma.

Il caso non è mai stato preso in considerazione dal Vaticano, nonostante sia molto famoso anche grazie a diverse interviste televisive alla protagonista.

Al Cicap dell’Emilia Romagna, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze (un'associazione che fa indagini scientifiche nei confronti delle pseudoscienze, del paranormale, dei misteri e dell'insolito), si sono fatti alcune domande.

"Ma prima di andare da Padre Pio vedeva o non vedeva? Quale è la data del viaggio? Chi sono i medici consultati? Dove sono i certificati provanti del suo stato precedente e successivo? Le cartelle cliniche (se ci sono), in che anni sono state redatte?

Se è guarita completamente, come mai alle trasmissioni televisive si presenta sempre con occhiali da sole? E come mai quando se li toglie, ha gli occhi che roteano come se fossero terribilmente infastiditi dalla luce?".

Gli studiosi del centro dicono di avere cercato di mettersi in contatto con Gemma Di Giorgi.

«Alle nostre ripetute lettere la signora non ha mai risposto. Il telefono è sempre risultato staccato. Contattando dei medici veniamo a sapere che esistono rare patologie con sintomi simili a quelli dichiarati dalla Di Giorgi.

Alla richiesta di partecipare alla Sfida di Randi, quale portatrice di una guarigione soprannaturale, la signora non si è dimostrata interessata. Ogni tentativo di farla sottoporre ad un controllo oculistico è stato ignorato».

Sarebbe stato inoltre appurato che presso l’ordine dei Cappuccini esiste un unico documento di Padre Agostino da San Marco in Lamis (Superiore proprio al santuario di S. Maria delle Grazie) in cui viene annotato, in data 27 giugno 1947, che «giorni fa si presentò un Signore di Ribera (Agrigento) riferendomi che la sua bambina nata cieca ha avuto la vista per le preghiere di Padre Pio. Ho detto a quel signore che procurasse i documenti da medici e altri testimoni che attestino il fatto miracoloso con fede giurata»

La richiesta del 1947 di Padre Agostino è rimasta inevasa fino a oggi.

«Domandando a Padre Marcello, attuale Responsabile dell’Archivio dei Cappuccini, cosa pensi del caso, questi mi risponde che tra i frati di Foggia del caso "si parla poco" perché lo considerano poco attendibile!», conclude l’inchiesta del Cicap.

Gemma Di Giorgi oggi ha 82 anni e vive a Ribera, in provincia di Agrigento.
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