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La devozione "imperterrita" dei palermitani: viaggio tra le Confraternite in un tour storico

A Palermo ancora oggi portiamo vivida la tradizione importata il 27 maggio 1580 dai Padri Trinitari Scalzi provenienti dalla Ciudad de Valdepeñas, in Andalusia

Gianluca Pipitò
Ricercatore storico e dell'Arte
  • 2 aprile 2021

L'albo della Confraternita degli Agonizzanti di Palermo

Carissimi lettori, come scrissi tempo fà, in un altro mio pezzo sulla Settimana Santa, a Palermo ancora oggi portiamo vivida la tradizione importata dai Padri Trinitari Scalzi provenienti dall'Andalusia ed esattamente dalla Ciudad de Valdepeñas, i quali raggiunsero la città di Palermo il 27 maggio 1580 istituendo il loro primo convento al Borgo Vecchio nella Chiesa di Santa Lucia e unendo così idealmente, sotto la devozione della Madonna Addolorata, il centro di Palermo ed il borgo mercantile, punto di snodo della merce tra il mare e la campagna.

Il 17 settembre 1589 i Padri Trinitari si trasferirono definitivamente nella Chiesa di San Demetrio del Regio Palazzo, un tempo di culto Greco, stabilendosi "nell'ultima cappella a sinistra" e dove, nel 1590, fondarono "La congregazione di Nostra Signora de la Soledad", organizzando, insieme ai nobili ed al clero di origine spagnola presenti in città, la prima processione del Venerdì Santo alla “Spagnola” cioè con i flagellanti e penitenti che seguivano in corteo i simulacri.



Ancora oggi la Chiesa di San Demetrio, che contiene la Cappella della Soledad, è di proprietà spagnola e rispecchia strutturalmente quelle attuali delle chiese confraternali Andaluse.

Un fatto storico importante è l'arrivo della prima immagine della Addolorata a Palermo, quella della Soledad, rappresentata inginocchiata nell'atto della solitudine del dolore, e che diede inizio al culto che poi si diffuse in tutta la Città facendo costituire altri sodalizi a lei dedicati.

Ed iniziamo il nostro percorso storico sulle realtà Confraternali che ancora oggi, a distanza di secoli, rappresentano il nostro legame con il passato e la tradizione.

La Real Cappella della Soledad era governata da tre Maggiordomi (erano chiamati così i Confrati gestori) ma nel 1700 i Confrati scelgono di rendersi autonomi dalla Cappella stabilendosi in una nuova sede costituendo la Congregazione del "Porto e Riporto"; Nel 1784, su disposizioni Reali, la Congregazione de la Soledad viene sciolta per poi ricevere la rettifica ai propri Capitoli ed essere ricostituita (oggi ha sede nella Chiesa di San Nicolò da Tolentino).

Dalla nobiltà si passa al collegamento tra le Maestranze ed il culto dell'Addolorata ed è il 22 settembre 1596 quando i Cocchieri Maiuri costituirono la Confraternita di Santa Maria Dell'Itria che ha come caratteristica peculiare lo sfoggio delle livree delle case nobiliari durante la processione;

É invece del 13 giugno 1733 la fondazione da parte di Francesco Maria Alias della Congregazione del SS. Ecce Homo all'Uditore, mentre nel 1755, domestici e cuochi, sulla spinta dei fratelli Americo e Padre Adriano Amari di casa Sant’Adriano e del Cavaliere Francesco Vanni e Setaiolo, fondarono la Confraternita di Maria SS. Addolorata nella chiesa di S. Giacomo a Tavola Tonda (oggi ha sede nella Chiesa di Santa Maria La Nova).

Il Ceto dei Trafficanti, Maestri e Padroni di Barca costituirono, nel 1820, la Confraternita del SS. Crocifisso al Borgo presso la Chiesa di Santa Lucia al Molo, prima sede dei Trinitari, e fu riconosciuta con Decreto Regio il 10 Settembre 1830 (oggi ha sede nella Chiesa di Santa Maria di Monserrato), mentre la Confraternita di Maria S.S. Addolorata di Partanna, che ebbe la sua nascita nella parrocchia di Maria SS. dei Sette Dolori ebbe approvato i suoi capitoli il 19 aprile 1831 e nel 1886 passò nella Parrocchia della Madonna degli Angeli a Partanna Modello.

Nel '900 la devozione continua imperterrita e l'8 ottobre 1910, nella chiesetta dal titolo delle Anime Sante costruita nel 1896, si costituì un sodalizio dedicato alla Addolorata; porta, invece, la data del 15 settembre del 1922, la fondazione, all'interno della Chiesa di Sant'Isidoro Agricola all'Albergheria di proprietà della Confraternita di Gesù e Maria dei Panettieri, della Confraternita di Maria SS. Addolorata del Venerdì Santo detta "ai fornai".

Particolare è la devozione della Congregazione di "Maria SS. Addolorata degli Invalidi e Mutilati di guerra", nata il 1° gennaio 1925 nella Chiesa di Santa Sofia dei Tavernieri, e l’unica in Italia dedicata agli eroi della Grande Guerra, poi estesa anche, purtroppo, anche ai conflitti successivi (oggi ha sede nella Chiesa di Santa Maria degli Agonizzanti).

Infine, nel 1947 viene fondata la Confraternita di Maria SS. Addolorata e del Venerdì Santo dalla scissione di alcuni Confrati provenienti dalla Confraternita di Maria SS. Addolorata ai fornai, essi trovarono prima ospitalità nella Chiesa di Montegrappa ed oggi nella Chiesa di San Giovanni alla Guilla.

In questo elenco devo aggiungere la chicca di una delle due Confraternite con lo stesso titolo di "Maria Vergine rifugio dei Peccatori Pentiti"; costituita si pensa nel 1616 (anche se documenti attestano il 1606) nella Chiesa della Mercede al Capo, come riporta il prof. Palazzoto nel suo testo sugli oratori di Palermo, costruì l'omonimo oratorio nelle vicinanze della Chiesa dell'Assunta in Via Maqueda grazie alla iniziativa del Sacerdote Giuseppe Quartararo e che, secondo il Canonico Mongitore, nelle sue origini organizzava la processione del Venerdì Santo con “gran compunzione di popolo” ed era costituita dalla Maestranza dei “Gaggiara”, cioè i costruttori di gabbie per uccelli.

In sintesi il venerdì Santo è il momento culminate della sofferenza ma anche lo stimolo della rinascita ed essa è rappresentata dalla morte e resurrezione di Cristo sia sotto il profilo religioso, artistico e culturale.

Che dire, si spera che la tradizione diventi il motore economico e identitaria per il nostro popolo il quale, tramite questo immenso patrimonio immateriale, può dare una svolta al proprio futuro, magari guardando proprio verso un "Modello Andaluso".
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